giovedì 2 dicembre 2010

Essere aperti o restare chiusi?

Questo è il problema.
A Verona, definita la quarta città turistica italiana, il sindaco leghista Tosi (nella foto) ha deciso di:
- sbarrare la strada agli imprenditori stranieri che vorrebbero aprire un bar o una pasticceria (attraverso l'obbligo della padronanza della lingua italiana, anche se a servire dietro il bancone magari c'è un cittadino italiano)
- far pagare 10.000 euro per aprire un'attività (reintroducendo di fatto il pagamento delle licenze, che l'allora ministro Bersani aveva eliminato con la loro liberalizzazione).
La voglia di discriminazione è talmente alta, che non ci si accorge nemmeno che norme di questo tipo vanno proprio contro lo sviluppo della città (oltre che della legge).