martedì 30 aprile 2013

Il governissIMU

Il governo di larghe intese parte con qualche malinteso, e il punto cruciale su cui si regge sembra essere senza dubbio l'IMU, la cui abolizione resta irrinunciabile per il Pdl: senza non ci stanno.
E siamo solo al primo giorno di "governissIMU": ci sarà da divertirsi.

Quelli che poi l'odio e la violenza

Tra i tanti insulti razzisti rivolti al ministro dell'Integrazione Cécile Kyenge, alcuni provengono da esponenti leghisti, anche di primo piano. Adesso dovremmo aspettarci le parole di condanna di Maroni contro chi può dare ispirazione con "invettive e attacchi con parole fuori luogo". Dovremmo.

Davide insieme a Golia

Nel discorso di Enrico Letta (nell'immagine il suo tag-cloud) abbiamo sentito di tutto e di più: riduzione delle tasse sul lavoro, stop ai pagamenti dell'Imu di giugno, politiche di sostegno alla formazione e all'apprendistato, iniziative per la riduzione del divario culturale tra classi sociali, ecc. ecc.
Al di là di capire dove reperire le risorse di questo fantastico libro dei sogni, rimangono comunque molte perplessità proprio sulla forma del contenuto, che in pratica è l'insieme dei punti di tutti i programmi delle coalizioni che erano in corsa in campagna elettorale: programmi che però sono in netta contrapposizione l'uno con l'altro. Per dire, Letta ha citato anche Davide e Golia (facendo riferimento alla grave situazione che dobbiamo affrontare): ecco, visto lo spirito bislacco del suo discorso, tanto valeva affermare che il pastorello ebreo anziché usare la fionda avrebbe potuto cercare delle larghe intese con il gigante filisteo.

La Lega si chiama fuori da Equitalia

«L'idea di questa iniziativa nasce dall'ascolto dei cittadini, dei lavoratori e degli imprenditori» spiega il segretario provinciale della Lega Matteo Bianchi in riferimento alla protesta "Fuori Equitalia dalla Lombardia" che andrà in scena a partire oggi dalle ore 11.00 davanti alla sede varesina di Equitalia di piazza della Repubblica a Varese. Peccato però che con Equitalia la Lega c'entri e parecchio: infatti Equitalia è stata creata nel 2005 dal governo Berlusconi di cui faceva parte proprio la Lega, tanto che nel decreto che ne sancì la nascita c'è addirittura la firma di un importante esponente leghista come Roberto Castelli in qualità di allora ministro della Giustizia. E così dopo l'Imu, la Lega contesta un'altra sua creatura. Fino magari alla prossima: la Tares. Insomma mettere le tasse e poi contestarle. Gli italiani intanto pagano e si fanno prendere in giro.

lunedì 29 aprile 2013

Il governissimicchio

Vedere il "pavido" Letta al Parlamento nel suo discorso "da libro dei sogni" in cui ha promesso tutto a tutti (e vedremo come farà a trovare le risorse), affannarsi per mettere subito in chiaro che l'Imu non si pagherà da giugno (primo argomento trattato e l'unico con precisione dal punto di vista del contenuto e dei tempi), dà l'esatta idea di ciò che sarà questo governo: un esecutivo di larghe intese sulla carta, ma in realtà asservito all'agenda di Berlusconi. E' proprio il caso di dirlo: speriamo che in questo caso alle parole non seguano i fatti. Meglio sarebbe stato presentare un programma a breve termine (6 mesi al massimo), in cui avere delle priorità da realizzare come la nuova legge elettorale e il lavoro. Per poi tornare subito al voto.

La B-Camerale

Il governo che sta per nascere avrà l'impronta di Berlusconi? A sentire lui sì: "Tra i punti irrinunciabili che Letta si è impegnato a realizzare ci sono le misure di rilancio e sviluppo del programma illustrato dal Popolo della Libertà in campagna elettorale: l'abolizione dell'Imu, la revisione dei poteri di Equitalia e l'abbassamento della pressione fiscale. Questi punti sono irrinunciabili per l'appoggio del Pdl al governo". Dei punti del PD invece non si sente più nulla, nemmeno da parte di Letta: quindi scordiamoci temi come la lotta alla corruzione, per intenderci. E non è finita: "Io alla guida della nuova bicamerale per le riforme? Immagino di sì: la condizione che il presidente della convenzione per le riforme venga indicato dal Pdl ha fatto parte delle trattative per il governo". Direi che siamo a posto, se le riforme istituzionali per il Paese le farà chi lo sta gettando nel baratro. Noi intanto a Silvio ricordiamo la sua promessa per il rimborso dell'Imu (e lo ricordiamo anche ad Enrico Letta: non faccia il pavido).

domenica 28 aprile 2013

Sparare a zero

L'episodio di stamattina di fronte a Palazzo Chigi è un atto grave e preoccupante, e assolutamente da condannare (e il nostro pensiero va ai militari feriti e ai loro colleghi che ogni giorno rischiano la vita per lo Stato). L'autore della sparatoria a quanto pare è uno squilibrato con problemi familiari e di lavoro alle spalle, e si presuppone (fortunatamente) che rimarrà un caso isolato. Però tra le reazioni della classe politica ci sono state alcune "sparate" che sarebbe stato meglio evitare, soprattutto le accuse di "predicazione di odio" lanciate da alcuni politici del centrodestra, visto che proprio loro negli ultimi 20 anni hanno fomentato una campagna basata su questo e che ha contribuito a spaccare il Paese.
L'invito che perciò facciamo è che questo gesto folle gesto non venga strumentalizzato per addossare responsabilità ed impedire in futuro anche forme civili di dissenso e protesta: anziché sparare a zero, la classe dirigente risponda con i fatti (come ha dichiarato il Presidente del Senato Grasso), impegnandosi per il bene dell'Italia.

Update: giusto per non essere smentiti, la risposta alle inopportune accuse lanciate da Maroni gliela dà proprio uno dei suoi

5 Stelleleaks

Un gruppo di hacker (che dichiarano di appartenere al PD ma non utilizzano certo metodi democratici) annuncia di aver violato le caselle mail di alcuni parlamentari grillini e minaccia di pubblicarne il contenuto online fino a quando Grillo e Casaleggio non renderanno noti i loro guadagni e quelli provenienti dal sito beppegrillo.it. Se fosse vero, sicuramente un'azione vergognosa da condannare.

sabato 27 aprile 2013

Intesa Letta sottoscritta

Enrico Letta, Premier incaricato dal Presidente Napolitano, ha accettato di formare il governo.
Ecco i nomi e gli incarichi dei nuovi ministri:
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - Filippo Patroni Griffi
Interni e Vicepremier- Angelino Alfano
Difesa - Mario Mauro
Esteri - Emma Bonino
Giustizia - Anna Maria Cancellieri
Economia - Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali - Gaetano Quagliariello
Sviluppo - Flavio Zanonato
Trasporti Infrastrutture - Maurizio Lupi
Politiche Agricole - Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
Salute - Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali - Enrico Giovannini
Ambiente - Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo- Massimo Bray
Coesione territoriale - Carlo Trigilia
Affari europei - Enzo Moavero Milanesi
Affari regionali - Graziano Delrio
Pari opportunità, sport, politiche giovanili - Iosefa Idem
Rapporti con il Parlamento - Dario Franceschini
Integrazione - Cecile Kyenge
Pubblica Amministrazione - Giampiero D'Alia.

In tutto 21 ministri, di cui 9 esponenti del PD, 5 del Pdl, 2 di Scelta Civica. Diciamo che è un esecutivo giovane (con molti quarantenni) e con una quota record di donne (ben 7), tuttavia a metà tra un governissimo e un governicchio, con figure valide ed altre altamente discutibili (anche se poteva andare peggio): infatti ci sono nomine molto indicate, come la Carrozza (Rettore della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa) per l'Istruzione, o Delrio (Presidente Anci) per gli Affari Regionali, o la Idem (campionessa olimpica) per Pari opportunità, sport, politiche giovanili. Vera novità è poi la creazione di un Ministero per l'Integrazione, affidato alla deputata PD Cecile Kyenge (che diventa così il primo ministro italiano di colore), segno che si vuole affrontare seriamente il tema degli immigrati e degli stranieri in Italia. Scelta molto positiva anche quello di affidare un ministero molto delicato come quello della Giustizia ad una persona responsabile ed equilibrata come la Cancellieri. Da registrare il Ministero degli Esteri affidato a Emma Bonino.
Dubbi però sulle nomine di Quagliariello alle Riforme (ma che combinerà?) e di Lupi alle Infrastrutture (soprattutto se agirà in modo scellerato come ha fatto il suo "amico" Cattaneo in Regione Lombardia). Inopportuno anche affidare un ministero importante come quello degli Interni al "segretario di Berlusconi". E sinceramente, vorremmo sapere quali competenze hanno la Lorenzin e la De Girolamo per occuparsi rispettivamente della Salute e delle Politiche Agricole.
Di certo (visti i bei nomi che arrivano dal nostro Partito), rimangono tanti rimpianti per quello che avrebbe potuto essere e invece purtroppo non è.
Aspettiamo comunque la fiducia in Parlamento (che sicuramente arriverà) e vedremo quale programma verrà portato avanti.

Le mani in casta (7)

La vicenda Belsito riemerge con lo yacht del primogenito di Bossi, mentre affonda la Regione Basilicata con i rimborsi ai consiglieri.
La politica continua a navigare in acque melmose, e sembra non riuscire a tirarsene fuori.

Di basso livello

Ne avevamo già scritto: pur non avendo alcuna stima per lui, possiamo però dire che le battutacce sulla statura di Renato Brunetta iniziano davvero ad essere insopportabili (se non discriminatorie). E ci sorprende che a farle siano anche personaggi della caratura di Dario Fo e Gino Strada. Ecco, magari finiamola.

venerdì 26 aprile 2013

Espulsioni e repulsioni

Nel PD si minacciano espulsioni per chi non dovesse votare la fiducia a un eventuale governissimo Letta: sinceramente non mi aspettavo che un Partito che si chiama Democratico finisse per agire così. In un contesto democratico si accetta il dibattito, si discute e si rispetta anche il dissenso. E teniamo conto che oltretutto il rifiuto del governo di larghe intese è la linea tenuta non solo subito dopo le elezioni, ma da sempre da parte del gruppo dirigente PD (che tra l'altro, non si era dimesso?), che oggi invece spinge per questa controversa soluzione che anche la base degli iscritti respinge nel modo più assoluto. Per cui, dopo avere allontanato gli elettori, si espellono anche quei parlamentari coerenti con la base: così l'opera sarebbe completa, e il PD diventerebbe davvero quello che Grillo chiama "Pdmenoelle".
Si dovrebbe fare comprendere a Francesco Boccia, uno dei sostenitori della linea dura, che fare il governissimo con il Pdl non è la stessa cosa del suo matrimonio con la parlamentare pdiellina Nunzia De Girolamo: non solo per una differenza sostanziale di valori (e che differenza e che valori), ma anche per l'impossibilità di portare avanti un programma condiviso serio e con riforme veramente utili per risollevare l'Italia. Anzi, la sensazione è che, sentiti anche i nomi famigerati che si fanno per le poltrone di alcuni ministeri, l'esecutivo che si verrà a creare passerà dalle intese alle pretese di Berlusconi, che detterà così l'agenda. Anziché prendersela con chi pubblicamente manifesta il suo dissenso per una questione di coerenza alla linea tenuta da sempre dal Partito e agli impegni presi con i suoi elettori, sarebbe invece il caso di invitare a venire allo scoperto i 101 impallinatori di Prodi, anche perché c'è il sospetto che alcuni di questi faranno anche parte (in qualità di ministri o sottosegretari) del contestato governissimo.
Dario Franceschini, motivando il rifiuto del PD a non dare il voto a Rodotà per il Quirinale, ha detto che "non dobbiamo inseguire la piazza". Ecco, se i nostri dirigenti (ex o presunti tali) non si daranno una registrata, sarà la piazza a inseguire loro. Come ben sa Franceschini. E non sarebbe affatto una bella cosa se si arrivasse a questo punto (il sogno di Grillo, per dire). Insomma, calma e gesso, come sottolinea anche Matteo Renzi. Ma soprattutto rispetto per chi rivendica il diritto di dissentire e per gli elettori. E anche per se stessi.

(Adesso mi aspetterei che: o espellono anche me, o si ravvedono.
O magari, chissenefrega, e rimangono arroccati sulle loro incertezze, tirando a campare. Finché dura.)

I vigliacchi agiscono di notte

Nella notte del 25 Aprile alcuni provocatori hanno imbrattato la sede della federazione varesina del PD con croci celtiche e scritte inneggianti la RSI, la repubblica fantoccio alleata di Hitler durante l'occupazione nazista del nord Italia.
Se pensano di intimorirci, si sbagliano di grosso: come fai ad aver paura di vigliacchi che agiscono approfittando delle tenebre? Tutt'al più ci fanno pena.

Husqvarna non romberà più a Varese

Un altro gioiello industriale della nostra provincia rischia di sparire: l'azienda di Cassinetta di Biandronno, che produceva le moto del celebre marchio, sta per chiudere, rimanendo vittima di un saccheggio industriale, con oltre 200 lavoratori che rimarranno a casa.

Guglia Klux Klan

Una guglia del Duomo di Milano è stata "adottata" da un gruppo di naziskin, provenienti da una costola del Ku Klux Klan.
La "Fabbrica del Duomo, che segue la raccolta fondi per i restauri, e il Cardinal Scola sono al corrente di chi è questa gente? Perché va bene accettare donazioni, ma a tutto c'è un limite.

giovedì 25 aprile 2013

Il nodo Imu

Un reminder a Enrico Letta: visto che il Pdl, per la formazione del governo, pretende la restituzione dell'Imu perché era una promessa elettorale, gli ricordi che Berlusconi aveva promesso di farlo di tasca propria. Quindi mantenga la parola, senza fare pagare all'Italia (magari con altri tagli sui servizi per i cittadini) le sue fisime. E caro Letta: prima dei punti del programma del Pdl, vengono quelli del governo di cambiamento che avevamo proposto subito dopo le elezioni. O c'è bisogno di un nodo al fazzoletto?

Trova le offerte per luce e gas

L'Autorità dell'energia elettrica e il gas ha messo a disposizione dei consumatori il "Trovaofferte", uno strumento affidabile per cercare le migliori tariffe ed a cui hanno aderito le 24 aziende che coprono la quasi totalità del mercato dell'energia.

Ma quando ce ne libereremo?

Di questi pirla... (e ci metto dentro anche i 400 che si sono radunati a Malnate la sera del 20 aprile).

mercoledì 24 aprile 2013

E-venticinque aprile

Qui tutte le principali informazioni sugli eventi e incontri organizzati per la festa della Liberazione in Provincia di Varese.
(Certo, si sarebbe potuto celebrare un'altra Liberazione, e invece siamo all'armistizio che neanche Badoglio -sperando che non si assista addirittura ad una nuova occupazione-. Insomma, questo 25 aprile mi sentirò un po' tradito. Vorrà dire che resisteremo.)

Era già tutto Letta

Per adesso aspetto a dare giudizi (tenendo conto che il governo non è ancora formato e non si conoscono i nomi dei ministri, ma si fanno solo supposizioni), però l'impressione è che, nonostante i proclami per un governo di cambiamento lanciati il giorno dopo le elezioni, fosse invece già tutto scritto. Anzi, Letta (Enrico). Speriamo in bene.

Un'Equitalia dal volto umano

Stop ai pignoramenti per stipendi e pensioni dai conti bancari (sotto i 5.000 euro), e meno sanzioni alle aziende, con controlli più semplificati: è la nuova linea promossa dal direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera.
Forse perché è rimasto anche poco da spremere...

martedì 23 aprile 2013

L'ultimo atto di Bersani

Tra tante incognite, l'unica certezza per il PD sono le dimissioni confermate del Segretario Pierluigi Bersani, qui nel suo intervento, misto a sfogo e amarezza, alla Direzione Nazionale tenutasi oggi, in cui il PD a larghissima maggioranza ha approvato un documento che offre "pieno sostegno al tentativo di Giorgio Napolitano" e "mette a disposizione le proprie forze e le personalità del partito utili a formare il governo".

Ordine e pulizia

"Ordine e pulizia": erano i punti fondamentali con cui erano regolamentati i campi di concentramento nazisti, dove donne e bambini venivano mandati nei forni crematori. E a quanto pare "ordine e pulizia" hanno imperato anche a Malnate, al raduno di un'associazione di skinheads di Varese, tenutosi nella sera di sabato 20 aprile nella sede de "I nostar radiis", l'associazione di cui è presidente il nostro assessore Dino Macchi.
L'evento ha creato scalpore e sdegno, perché il 20 aprile è il giorno della nascita di Hitler, e il sospetto è che il raduno sia stato organizzato in quella data per tenervi una celebrazione.
Secondo il rapporto della Digos (presente all'evento) tutto si sarebbe svolto però regolarmente, senza cori e senza canzoni nostalgiche e inneggianti al Fuhrer. E anche Dino Macchi conferma la cosa, dichiarando oltretutto di non essere stato a conoscenza, al momento del contratto per la concessione della propria struttura, di avere a che fare con un'organizzazione di skinheads.
Personalmente voglio credere alla sua buona fede, però sarebbe buona cosa, tenuto conto anche della sua carica istituzionale e dell'imminenza del 25 aprile, che prendesse le distanze da chi celebra e inneggia ad uno dei peggiori (se non il peggiore) criminali della storia. E che magari considerasse che essere brave persone non dipende da quanto sei "in ordine e pulito" fuori, ma dentro.

Appunto a Zanda

"Abbiamo già governato con il Pdl per il bene dell'Italia": appunto Zanda, e ce ne ricordiamo benissimo, purtroppo. E tu?

Debora ci regala un sorriso

Dal Friuli uno squarcio di luce nelle tenebre che avvolgono il PD: Debora Serracchiani vince quasi inaspettatamente, visto il disastro del Partito, e diventa Presidente della Regione.
Questo dimostra che: come abbiamo sempre detto, gli elettori del PD sono meglio dei loro dirigenti; se stai al contatto con il territorio, ascolti la base, fai un serio programma di cambiamento e getti il cuore oltre l'ostacolo (senza tentennamenti, tatticismi, inciucismi, ma con una linea chiara e netta)... Ecco, allora il consenso degli elettori lo trovi. Anche in un'elezione che ha visto il crollo dell'affluenza (oltre il 20% in meno rispetto alla precedente, con 1 friulano su 2 che in pratica non ha votato).
Oggi il Partito si riunirà per la Direzione, e vedremo così se vorrà seguire la linea indicata da Debora o sparire.
Grande Debora, allora, anche per la campagna fatta come si deve. E grande delusione del M5S: l'assurda strategia attuata a Roma negli ultimi 2 mesi gli è costata metà dei voti.

lunedì 22 aprile 2013

Il discorso del re

Con vero portamento regale, Giorgio II ha pronunciato il discorso di giuramento per il suo nuovo mandato, rivolgendo toni ora duri, ora commossi al Parlamento, con severe bacchettate ai partiti, tra cui rammentare l'imperdonabile errore di non aver fatto la legge elettorale (vero PD?). Moniti che comunque erano già stati lanciati dallo stesso Presidente verso la fine del suo primo mandato ed erano rimasti inascoltati. La domanda è: adesso gli daranno retta o spereranno in un suo terzo mandato? (nell'immagine: il tag cloud delle parole più utilizzate da Napolitano nel suo discorso)

Da MIlano NO al governissimo

No a qualsiasi collaborazione di governo con Pdl e Lega: più di due terzi su 5.700 risposte a un questionario ha risposto così ad una recente consultazione online condotta tra gli iscritti Democratici di Milano. E credo che questo sia il volere della stragrande maggioranza di tutti gli iscritti del PD a livello nazionale: non si può mettere insieme quello che insieme non può stare, e soprattutto non possiamo metterci insieme con chi ha ridotto l'Italia in queste condizioni. Basta pasticci e giravolte.

Un milione senza

Senza lavoro e senza reddito: tutti i componenti di un milione di famiglie italiane si trovano in questa drammatica situazione. Non lasciamoli anche senza speranza.

domenica 21 aprile 2013

L'inadeguatezza della classe dirigente PD

Se non ci fossero state le primarie non avremmo il problema dei giovani inadeguati”: se il resto della segreteria PD ragiona come Rosy Bindi, presidente dimissionario del Paritto Democratico, ben venga il Congresso e il rinnovamento totale dei vertici. Perché se c'è una cosa che ha portato in alto il Partito in questi mesi sono state proprio le Primarie e i tanti giovani e donne deputati eletti, e non certo una classe dirigente staccata dalla base e dalla realtà, che viene da 20 anni di sconfitte e autolesionismi. E il tragico, è che di tutti questi disastri ancora non se ne sono resi conto.

A testa alta. Tra le nuvole.

"Ieri siamo stati gli unici a uscire a testa alta da Montecitorio", ha affermato la "cittadina" Lombardi (quella che il fascismo è stato buono).
Beh, andando a vedere la strategia del M5S per la corsa al voto al Quirinale scopriamo parecchie incongruenze. Al di là del fatto di non sapere l'età minima per i candidati eleggibili, ma dalle "quirinarie" sul blog di Grillo prima è uscita candidata Milena Gabanelli, nonostante i giornalisti per i grillini siano dei "manipolatori e lecchini"; poi è stato detto assolutamente no a Emma Bonino e Romano Prodi, perché provenienti dal mondo della politica, salvo puntare su Stefano Rodotà, che ha alle spalle una ricca carriera politica, tanto da essere diventato il primo presidente del Consiglio nazionale del Partito Democratico della Sinistra. Senza dimenticare gli strali lanciati negli scorsi anni contro di lui dal blog per la "pensione d'oro" percepita come ex-parlamentare. E per finire, l'annuncio della "marcia su Roma", con toni da incendiario, salvo ripensamenti per "evitare violenze".
La testa dei 5 Stelle è stata così in alto, persa in preconcetti e convinzioni incoerenti e sterili, da non vedere quanto stava accadendo qui sulla terra: l'opportunità di cambiamento che gli è scappata sotto il naso.

PDimissioni

La Segreteria va via, e quindi via al Congresso. E che Dio sia con noi (e noi con gli italiani).

P.S.: giusto per fare capire il livello di certi nostri dirigenti, c'è stato chi ha fotografato la scheda con il voto a Prodi, sapendo già che poi gli sarebbe stato rinfacciato un eventuale tradimento. E il perché di questo "teatrino" è facilmente intuibile.
Ecco, queste persone non devono avere più nessuno incarico, e nemmeno essere più elette.

sabato 20 aprile 2013

Tutti golpevoli!

Grillo grida (come suo solito) al golpe e marcia su Roma, ma deve prendersela anche con se stesso se ci troviamo in questa situazione irreale. Per il suo ostinato rifiuto a non prendere in considerazione una minima possibilità di apertura alle proposte del PD ad un governo di cambiamento, logorando così il Partito e facendolo finire nell'abbraccio mortale di Berlusconi, e non appoggiando lo stesso PD con i voti a Prodi: di certo staremmo meglio di adesso. Errori ancora più grandi ne ha commessi il PD: avere buttato al vento le elezioni prima e avere gestito il post-voto in maniera poco lucida e ondivaga. La tragicommedia del voto al Quirinale, poi è stato l'epilogo della lotta fratricida tra le diverse correnti. E per questo pagherà dolorosamente. Napolitano paga anche lui pegno per alcune decisioni prese (tra cui l'avvio al governo Monti) che hanno inciso su questo risultato. Monti invece ha sbagliato, per presunzione e ambizione, a candidarsi alle politiche con un proprio partito: al di là del risultato estremamente deludente, il suo poteva essere il nome perfetto condiviso per il Quirinale.
E alla fine, chi ne esce vincitore, è proprio il maggiore indiziato a portare un vero golpe nel Paese.

Giorgio Bis

Giorgio Napolitano rieletto Presidente della Repubblica. Prima volta nella storia italiana che accade una rielezione del Capo dello Stato. E prima volta che capitiamo in una situazione politica così paradossale: la standing ovation alla Camera all'annuncio del superamento del quorum rende infatti l'idea della pochezza dei partiti.

P.S.: il post avrei voluto intitolarlo "Bis-nonno", ma mi è sembrato troppo irrispettoso nei confronti di una persona che sta compiendo un estremo sacrificio per l'Italia. E dopo tutto non se lo meritava. Comunque questa è l'amara conclusione di "Romanzo Quirinale". E speriamo che non lo sia davvero anche per il PD.

Al limite del ridicolo

Senza offesa per Giorgio Napolitano (che compie oltretutto un enorme sacrificio per il Paese), ma questo è il suo giudizio espresso quando si parlava di una sua riconferma. E se poi ci fosse un governo delle larghe intese con Amato premier, il ridicolo potrebbe diventare grottesco. Il vecchio che avanza, citando questa volta Spinoza (il blog di satira, non il filosofo).
Mi spiace, ma io (come la maggioranza degli italiani che chiedevano l'agognato cambiamento) in questa non-soluzione (per usare sempre le parole del Presidente) non mi ci riconosco e questa volta concordo con Barca (anche se effettivamente non è detto che con un'alternativa si sarebbe riusciti a raggiungere una soluzione).

PD: Psico Dramma

Ecco spiegate le iniziali della sigla PD. Per la situazione del PD infatti più che un analista politico ci vorrebbe un psicoanalista. Ora è a rischio la tenuta stessa del Partito. Ed è grave: perché se si sfalda il PD, va allo sfacelo il Paese. Ma i 101 di ieri che hanno impallinato a tradimento Prodi hanno più a cuore i loro meschini interessi di corrente che non le sorti dell'Italia. Forse Bersani aveva capito o conosceva la reale situazione all'interno del Partito, e da qui diventa forse comprensibile la sua scelta di trovare un candidato condiviso con il centrodestra: era l'unico modo per mandare al Quirinale uno dei nostri.
Così, dopo aver gettato al vento l'occasione di vincere le elezioni politiche e varare un vero governo del cambiamento, adesso con la farsa del voto per il nuovo Presidente della Repubblica buttiamo letteralmente nel cesso la nostra credibilità e l'ultima chance di provare a uscire da un tunnel oscuro che sembra senza fine.
E per tutto questo rischieranno di pagare fortemente le prossime generazioni: che farebbero bene a maledirci.

venerdì 19 aprile 2013

Prodotà

Fallita anche la quarta votazione, dove Prodi non riesce a raggiungere il quorum (anzi mancano 100 voti che sulla carta avrebbero dovuto esserci). Il PD ora si trova a un bivio in vista della quinta votazione: riproporre Romano Prodi, perfettamente in grado di formare un governo di legislatura o di scopo e che possa quindi fare le riforme di cui l'Italia ha bisogno, o convergere su Stefano Rodotà, il candidato dei 5 Stelle, mossa che potrebbe aprire a un governo con il Movimento di Grillo.
La prima via non è semplice da percorrere: Prodi per essere eletto avrebbe bisogno oltre che dei voti del centrosinistra (496) di almeno altri 8 da altri schieramenti (Scelta Civica e M5S i probabili). Ma abbiamo visto già oggi quanto sia arduo ottenere i nostri voti. La seconda invece garantirebbe quasi certamente l'elezione di Rodotà, perché ai voti del centrosinistra andrebbero ad assommarsi sicuramente i 160 e oltre grillini. Rodotà è comunque figura che viene dalla sinistra, assolutamente rispettabile e autorevole: per cui sarebbe un'ottima scelta. Non sono però da escludere delle sorprese (basta che non siano del tipo "Marini" o comunque condivise con Berlusconi). Qui comunque sembra di giocare a "teresina": ogni mossa va valutata con attenzione.
Oggi però bisogna riconoscere che la "carta" migliore l'ha giocata il centrodestra, uscendo dall'Aula e rinunciando a votare, mettendo così in luce i franchi tiratori all'interno del centrosinistra. E c'è da ammettere che i vertici PD stanno davvero gestendo male la situazione: signori (e signore), ma che state combinando?

Grillo stima Rodotà, ma Rodotà stima Grillo?

Beppe Grillo conferma che i parlamentari del suo Movimento continueranno a sostenere Stefano Rodotà come candidato al Quirinale. Tutto questo fa onore a Grillo, che rispetta così il volere dei votanti alle sue "quirinarie". Per il professore, poi, il comico genovese si è speso in elogi. Ma la stima di Rodotà per Grillo, meno di un anno fa, non era altrettanto reciproca.

Intanto in Lombardia

Con tutti i problemi che ci sono (tra cui trovare i soldi per anticipare la cassa integrazione a 100mila lavoratori), la Lega si inventa proposte per attaccare gli immigrati. E l'odio arriva al punto tale da colpire i bambini. Ma anche i "concittadini" piemontesi e veneti della fantomatica "macroregione".

OccupyPD

La candidatura al Quirinale di Franco Marini , ha fatto scattare la rivolta (non per la persona, ma per il temuto accordo per il governissimo) in particolare dei giovani militanti del PD, che hanno occupato simbolicamente diverse sedi del Partito in Italia. E a Varese, anche i nostri Giovani hanno fatto la loro parte. (nella foto).

Il Piano, con la "P" maiuscola

Convocati stamattina i grandi elettori del PD per trovare (attraverso delle "quirinarie" fatte in fretta e furia) un nuovo candidato da proporre al Parlamento per la carica di Capo dello Stato dopo il flop annunciato (e voluto dagli elettori) di Marini. Prende sempre più corpo l'ipotesi Romano Prodi, che potrebbe (forse) trovare convergenze anche da parte dei 5 Stelle (almeno a partire dal quarto turno). Il che potrebbe poi essere una sorta di spiraglio (seppur minimo) per un possibile governo di minoranza guidato dal PD sulla fiducia del Movimento di Grillo. Con Berlusconi e i suoi "camerieri" che starebbero all'angolo, relegati all'opposizione. Ed è già troppo: perché, al di là dei continui attacchi ai giudici, ricordiamoci che in una forza eversiva come la P2 erano iscritti proprio lui e qualche suo attuale fedelissimo.

(sarà dura, però, dura dura...)

giovedì 18 aprile 2013

Buona la prima


Il candidato di Pdl e Lega non ce la fa: quorum non raggiunto, con oltre 200 voti di dissenso (quasi tutti nelle file dei Democratici). Adesso se ha un briciolo di dignità, Franco Marini dovrebbe farsi da parte per il bene del Partito e dell'Italia (ce lo aspetteremmo anche da parte di chi si è detto non pentito di aver fatto cadere il primo governo Prodi). E anche Bersani, il vero sconfitto di questa votazione, dovrebbe dare le dimissioni da segretario. Ma prima di farlo, chieda scusa per il suo colpo di testa e tiri fuori uno dei nomi dei candidati che la gente vuole. Almeno un piccolo buon ricordo lo lascerà. Altrimenti, vedremo fino a che punto è disposto ad affondare (sempre che non voglia fare come Schettino).

In tutta franchezza

Diciamola tutta: quello di Franco Marini per la carica di Presidente della Repubblica non è certo il nome che gli elettori PD e gli italiani tutti si aspettavano da Bersani. Lo aspettava (a braccia aperte, sembra proprio) Berlusconi. E si è preferito così accontentare lui, anziché accogliere la richiesta di cambiamento che veniva dal popolo italiano, spaccando oltretutto il Partito.
Senza offesa, ma anche se "la grazia della carica" (citando Giuseppe Adamoli) dovesse tirare fuori doti inaspettate, Marini, pur rispettabilissimo, non sembra affatto la figura autorevole in grado di traghettare, con schiena dritta, l'Italia verso il futuro, tirandola fuori da questa palude. La sua scelta rappresenta invece il passato, e richiama termini come inciucio e casta, visto che si presuppone, purtroppo, che la sua candidatura faccia parte del pacchetto dell'accordo per il governissimo che Bersani ha sempre negato.
Ecco, caro segretario, in questo blog quando hai operato bene (quasi sempre) ti sei meritato gli elogi e ti abbiamo appoggiato, ma non ti abbiamo nemmeno risparmiato critiche (anche severe) quando invece hai compiuto scelte discutibili. Per questo sarò franco: stai facendo una solenne minchiata. E rivolgo un appello ai parlamentari Democratici, in particolare i giovani (che rappresentano il 70% dei nostri gruppi, e questo sì che è rinnovamento) che oggi voteranno per il nuovo Capo dello Stato: se volete bene al PD e volete salvarlo insieme all'Italia, anche voi siate franchi. Tiratori.

mercoledì 17 aprile 2013

Ideali per il Quirinale

In quest'ordine: Emma Bonino, Romano Prodi, Stefano Rodotà. Non solo per un fatto di nomi e persone, ma anche di ideali. Perché il Presidente della Repubblica deve avere grande esperienza politica, un'ampia conoscenza delle leggi e della macchina dello Stato, forte credibilità internazionale, professionalità, capacità di relazione e di mediazione, ma in un momento come questo servono anche un segnale fortissimo di cambiamento, una figura che sia vista dagli occhi della gente tutta d'un pezzo e lontana da inciuci e giochi di potere, una personalità che abbia il più alto senso delle istituzioni e che dia assolute garanzie di un'Italia diversa in futuro: perché il mandato del prossimo Capo dello Stato scadrà nel 2020, una data a cifra tonda che è molto più che significativa.
Per la "rosa" proposta da Bersani, sono circolati i nomi di Amato, D'Alema, Marini (quest'ultimo parrebbe il "condiviso") a cui si sarebbe aggiunto anche quello di Sergio Mattarella: persone dalle alte competenze, ma meno evocative dei primi 3 che ho citato.
Mi auguro che il PD, oltre che con la ragione (politica), scelga soprattutto con il cuore (inteso come coraggio) e pensi più all'Italia che ad accontentare Berlusconi.

Un maestro italiano promosso in ecologia

Si chiama Rossano Ercolini, 58 anni, maestro elementare a Capannori, in provincia di Lucca e fondatore del movimento «Rifiuti Zero», che per il suo impegno nell'affrontare il problema dei rifiuti da circa 40 anni, si è visto assegnare il «Goldman Environmental Prize 2013», premio internazionale noto come il «Nobel dell'ecologia».
Un bel riconoscimento anche per il nostro Paese, dove poi come contraltare troviamo casi allucinanti come questo di Roma.

Le "quirinarie" di Ambrosoli

Umberto Ambrosoli, candidato del centrosinistra alle ultime elezioni regionali in Lombardia che parteciperà alle votazioni del Presidente della Repubblica come delegato regionale, ha lanciato sul proprio sito un sondaggio per presentare una rosa di nomi per le candidature al Quirinale.
Scade oggi alle 24.00 il termine per dare la preferenza ad uno dei nomi della "top ten" messa al voto.

Gabanelli, Rodotà, chissà...

Dice Beppe Grillo: «Bersani, voti la Gabanelli e questo potrebbe essere veramente l'inizio di una, chissà, collaborazione. E se Milena Gabanelli non dovesse accettare la candidatura al Quirinale, ci sarebbe Stefano Rodotà, perfetto, spendibile dalla sinistra».
E' la prima apertura di Grillo al PD e a Bersani. Certo, non dobbiamo precipitarci ossequiosi a rincorrere le proposte di Grillo, ma portare avanti anche le nostre, se le reputiamo credibili. Però, di fronte ai nomi di Amato e Marini che circolano in queste ore, diciamocelo: meglio quelli di Milena Gabanelli e Stefano Rodotà, di certo più spendibili per il cambiamento che vogliamo dare.

Le macerie dell'eccellenza

Manifestazione di protesta (con scontri con la polizia) dei dipendenti del San Raffaele, che in questi giorni hanno ricevuto numerose lettere di licenziamento. Vi ricordate? "San Raffaele, eccellenza straordinaria della sanità della Lombardia": così parlava il "grande capo", quello di cui Maroni intende (su ordine da Arcore) proseguire la continuità.

martedì 16 aprile 2013

Milena for President

E' Milena Gabanelli il candidato del Movimento 5 Stelle a Presidente della Repubblica, selezionato al termine dei due turni di 'quirinarie' online.
Un nome decisamente di rottura, che stimiamo pure noi (anche se preferiremmo qualcuno più navigato in "materie" istituzionali e la Gabanelli comunque difficilmente accetterà). Anche in questo caso però non potevano mancare le contraddizioni dei grillini: la giornalista Rai infatti è grande sostenitrice dell'abolizione del contante, a cui invece Beppe Grillo si oppone fortemente.
La Rete sarà sovrana, ma forse non è coerente.

P.S.: la "cittadina" Lombardi stia tranquilla, Milena Gabanelli ha l'età per essere votata.

La Lega si slega e Monti si smonta

Guerra all'interno della Lega: iniziano le epurazioni da parte di Maroni contro i ribelli rimasti fedeli a Bossi. Il quale sembra intenzionato a far nascere una sua nuova creatura (anche se ha smentito). La situazione comunque è tesa, e la scissione sembra un'ipotesi probabile. Forse parte delle lacrime del vecchio leader alla commemorazione del suocero erano versate anche pensando a quanto sta accadendo nel suo partito. Intanto suo figlio Renzo, noto alle cronache come "il Trota", è passato dalle campagne elettorali a quelle agricole.
Anche Mario Monti forse non parteciperà più a campagne elettorali. L'ex-premier ha infatti annunciato che non sarà né segretario né presidente di Lista Civica, la forza politica con cui si è presentato alle ultime elezioni. C'è chi addirittura ipotizza che dal simbolo sparirà anche il suo nome e che quindi non si ricandiderà a un eventuale voto anticipato a luglio.
Avesse preso questa decisione già nei mesi scorsi (come aveva promesso), forse adesso ci sarebbe il nome condiviso per il Quirinale.

Il terrore esplode in America

Bombe alla Maratona di Boston, la gara podistica più antica al mondo dopo quella di Atene: 3 morti (tra cui un bambino) e centinaia di feriti gravi. Di sicuro è terrorismo, la matrice ancora ignota. Ma vecchi spettri tornano ad agitarsi. «I boati, poi il fumo e il fuoco. Sembrava di rivivere l'11 settembre», ha commentato un volontario che lavorava in quel momento a pochi passi dalla linea d'arrivo, dove è avvenuta una delle esplosioni.
Comunque sia, i colpevoli di questo atto scellerato devono pagare, come ha detto Obama, ma se dovesse trattarsi di terrorismo islamico, l'azione di dialogo impostata in questi anni dal presidente americano deve continuare: è l'unica vera arma per sconfiggere queste deviazioni.
Rende poi tutto più amaro e tragico il fatto che l'ultimo miglio della maratona fosse dedicato ai sopravvissuti della strage nella scuola di Newtown, in cui erano morti diversi bambini uccisi da un killer psicopatico. Come questi che hanno piazzato le bombe.

La cupola di Roma

Se Ignazio Marino dovesse vincere, come si spera, le elezioni da sindaco di Roma, avrà il suo bel daffare per contrastare il potere delle mafie, che a Roma in questi ultimi anni hanno conquistato sempre più spazio, al punto da federarsi per intrecciare legami e rapporti di affari sempre più stretti con la pubblica amministrazione.

(E intanto Alemanno, anziché fornire chiarimenti su quanto sta accadendo nella città che amministra, querela la giornalista Gabanelli per avere denunciato una situazione così inaudita).

lunedì 15 aprile 2013

Intese sì, ma nel PD

Anziché pensare agli incontri con Berlusconi, sarebbe il caso che Bersani incontrasse Renzi e si chiarissero in un faccia a faccia, magari mandato in streaming (visto che è di moda), e la smettessero così di attaccarsi a vicenda tramite interviste e dichiarazioni sui giornali. Perché come abbiamo detto il pericolo non è tanto il rischio scissione del Partito, quanto quello dell'allontanamento dei nostri elettori, che sono sempre più confusi e perplessi.
Per cui, prima di larghe intese con altre forze politiche, pensiamo a stringere un patto e a rispettarlo di comune accordo con i cittadini che ci votano, che sembra abbiano le idee più chiare rispetto ai nostri dirigenti.

P.S.: giusto per fare capire quanto ci sia bisogno di "larghe intese" nel PD, ecco le diverse correnti presenti in Parlamento.

La Germania anti-euro

Nasce Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania), partito tedesco che propone l'uscita dall'euro e il ritorno al marco. Paragonato al nostro M5S (anche se con maggiori connotazioni conservatrici e di destra), questa nuova formazione politica viene accreditata del 20% di consensi alle prossime elezioni tedesche. E in effetti in Germania sta prevalendo nell'opinione pubblica una posizione ostile all'Europa dei Paesi indebitati (come l'Italia), che vengono visti sempre più come una zavorra da mollare al loro destino.

Votare con il morto

A Lugano, nelle elezioni comunali, la Lega dei Ticinesi ha mantenuto in lista il nome di Giuliano Bignasca, il fondatore del partito, nonostante fosse scomparso il mese scorso. E la "pensata" è stata premiata, visto che Bignasca ha raccolto oltre 9.000 voti dando un forte contributo al risultato finale che ha visto la Lega primeggiare.

Andiamo in streaming

Si vocifera di un altro incontro Bersani-Berlusconi per discutere e trovare un nome (o un metodo) condiviso per l'imminente elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Ecco, mandiamo l'incontro in diretta video, giusto per vedere la faccia che fa Silvio quando gli verrà annunciato che il centrosinistra ha deciso per Prodi (visto che lui è così entusiasta). Dopo magari gli diciamo che è uno scherzo (ma anche no).
Ad ogni modo, piuttosto che un accordo con gli "impresentabili", meglio convergere su alcuni dei nomi usciti dalla selezione dei 5 Stelle, assolutamente condivisibili (e tra questi, anche quello proprio di Romano Prodi).

domenica 14 aprile 2013

Arriva la "Ricicletta"!

Nell'area nord della Valle Olona dei Comuni del Seprio arrivano le Riciclette (in tutto 80 mezzi), biciclette realizzate in alluminio riciclato, che saranno messe a disposizione dei comuni firmatari dell'accordo Comitato Comuni del Seprio: Cairate, Caronno Varesino, Castelseprio, Castronno, Gornate Olona, Lonate Ceppino, Lozza, Morazzone, Tradate, Vedano Olona, Venegono Superiore e Venegono Inferiore. Un'iniziativa che oltre a sottolineare le potenzialità della raccolta differenziata, si prefigge di promuovere il territorio, sia dal punto di vista del turismo che della mobilità sostenibile. L'obiettivo infatti è mettere in piedi un sistema di vero e proprio bike-sharing con punti di prelievo e riconsegna sia nei centri abitati sia nei punti di accesso della Pista ciclopedonale sia in prossimità dei monumenti di maggiori richiamo. Chissà se le nuove rastrelliere che abbiamo visto comparire di recente a Vedano sono collegate al progetto: prima o poi ce lo faranno sapere...

Wi-Rai

Trasformare i 2.200 ponti di trasmissione Rai che punteggiano tutto il Paese per distribuire non solo il segnale televisivo ma anche il wi-fi: cosa assolutamente fattibile, visto che i ripetitori vengono dati già in uso alla Polizia e alle compagnie telefoniche private come Telecom e Vodafone. La banda sarebbe limitata, ma il costo sarebbe a ZERO (finanziato dal canone).

sabato 13 aprile 2013

Per i musei italiani è sempre magra

Con la cultura non si mangia solo in Italia: i musei pubblici italiani guadagnano tutti insieme meno del Louvre.

Quiz-rinale

Chi sarà il nuovo Presidente della Repubblica? A meno di una settimana dalla sua votazione, i nomi che si fanno sono tanti e disparati: tra le fila dei cattolici, dei moderati, delle personalità di primo piano, tra figure di "rottura"...
Nel PD alcuni dirigenti puntano a un nome condiviso con Berlusconi (che è uno dei nomi che circolano in casa Pdl, oltretutto -Dio ce ne scampi!-). Ma la soluzione per noi deve essere un'altra ed univoca: il candidato su cui puntare dovrà essere condiviso innanzitutto dai nostri elettori ed avere tra i requisiti etica, autorevolezza, competenza e dedizione per l'Italia.

venerdì 12 aprile 2013

Pillole di saggezza

Che a me sembrano supposte, nel senso di argomenti che più o meno si erano ipotizzati. Ad ogni modo, nelle relazioni presentate a Napolitano dai 10 saggi, ci sono tutte le questioni di cui si è dibattuto a lungo (anche in questo blog) e che rappresentano i temi cruciali per riformare il Paese: proposte per creare e sostenere il lavoro, rilanciare il ruolo dell'Italia negli scambi internazionali, migliorare il sistema tributario, introdurre il reddito minimo garantito, aprire alla concorrenza, tutelare meglio i consumatori, superare la legge elettorale vigente con una mista con premio governabilità, lo stop a bicameralismo perfetto, la riduzione dei parlamentari, rivedere patto Stabilità interno, adeguare il finanziamento pubblico ai partiti, riconsiderare le norme della riforma Fronero, diminuire le retribuzione dei manager, prevenire il conflitto di interessi, potenziare le norme anticorruzione. E visto che tra i 10 saggi figurava tal Quagliariello del Pdl, non potevano non essere considerate cruciali per il futuro dell'Italia LE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE! Anzi ci saremmo aspettati anche, che so, la riduzione del'assegno da pagare mensilmente a Veronica o che Ruby dovesse essere considerata effettivamente nipote di Mubarack. Ma un moto di saggezza deve avere prevalso.

Quirinarie reloaded

Annullate le "quirinarie" del Movimento 5 Stelle per un attacco hacker. Si torna quindi al voto. Ieri Grillo accusava i partiti di "deficit di democrazia": ma qui siamo invece al deficit di credibilità.

Barca sale a bordo

Fabrizio Barca, attuale ministro per la Coesione Territoriale, entra nel PD e presenta il 'manifesto' per il nuovo partito, candidandosi così per la carica di Segretario al prossimo Congresso.

P.S.: 55 PAGINE di documento! In piena sintonia con la linea di comunicazione PD... Qui comunque lo trovate riassunto in punti.

Un minimo di speranza

I dati di una ricerca della BCE indicano che in Italia una famiglia su sei è nello stato di povertà. L'Istat invece sottolinea che il potere di acquisto delle famiglie è crollato di circa il 5%, il peggior dato dal 1995. Cala perciò la possibilità delle famiglie italiane di fare acquisti e risparmiare.
Occorre intervenire presto, perché la situazione è di vera emergenza: abbiamo ancora sotto gli occhi la recente tragedia di Civitanova Marche, dove una famiglia di 3 persone colpita dalla crisi si è data la morte. Prima di arrivare a soluzioni drastiche e provocatorie (quantunque condivisibili, visto il momento), occorrono soluzioni concrete da parte delle istituzioni per sostenere i cittadini oggi più esposti agli effetti della crisi economica-finanziaria in corso.
Una di queste può essere senz'altro il reddito minimo garantito, che spesso viene confuso con il reddito di cittadinanza, ma è tutt'altro: uno strumento che permette di offrire un sussidio a chi (perché senza lavoro o per motivi di salute e/o psichici) non percepisce un reddito fisso. Il reddito minimo garantito è piuttosto diffuso in Europa, in particolare nei Paesi del Nord. L'obiettivo è di non lasciare indietro nessuno, ed evitare che enormi fasce di cittadini siano ridotti alla povertà. Oltretutto, non viene inteso come assistenzialismo, ma come un atto dovuto dello Stato che in questo modo cerca, attraverso l'inclusione sociale, di non disperdere capitale umano, concedendo tempo e speranza in attesa di una nuova occupazione e senza ledere la dignità di chi ne usufruisce. Nella vicina Svizzera, dove questo provvedimento è ben collaudato, addirittura quando chi ha usufruito di questo aiuto riesce a trovare un lavoro ben retribuito (con l'aiuto anche dello Stato), se è in grado di farlo, rimborsa quanto percepito durante il suo periodo di inattività. Con questa soluzione, quelle persone di Civitanova Marche probabilmente sarebbero ancora vive.
In campagna elettorale diverse forze politiche hanno inserito il reddito minimo garantito nel loro programma. Ora il PD ha depositato la proposta di legge per l’istituzione del reddito minimo di garantito, e quando vi sarà il nuovo governo, sicuramente verrà presentata per l'approvazione. Intanto, domani, sabato 13 aprile alle ore 10.30 a Roma, il PD darà vita ad un'iniziativa contro la povertà. Nulla di demagogico, ma un incontro in cui saranno analizzati gli ultimi dati statistici sulla vita delle aziende, sul reddito delle famiglie e sull’occupazione e verranno presentate le proposte del Centrosinistra per rilanciare il lavoro e l’attività economica, contrastare la disoccupazione, la perdita di potere di acquisto delle famiglie e la povertà.

giovedì 11 aprile 2013

Lavoro a costo zero

Sono sempre di più i casi in cui a giovani laureati (ma anche a professionisti con esperienza) vengono offerti incarichi non retribuiti o con compensi irrisori. In particolare dalle pubbliche amministrazioni (comuni, soprattutto) ridotte sul lastrico da finanziarie governative, spending review e stagioni di politica dissipante. Eppure l'articolo 36 della Costituzione recita: "Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro". Avanti di questo passo e si dovrà pagare per lavorare. Anzi no, ci siamo già arrivati.

Riconoscere gli errori, non scindere le questioni

Dario Franceschini si dice preoccupato "che ci sia un riconoscimento di provenienza e che, se sbagliamo, ci possa essere una scissione". Certo, se poi ci si mettono anche i dirigenti che in Direzione votano la linea di Bersani, salvo poi dubitarne ed obiettarla (come appunto fa Franceschini), ci credo che il Partito possa andare in crisi. Il problema comunque sta nel fatto che si ha l'impressione che ai vertici del Partito pochi si siano resi conto degli errori commessi prima e durante la campagna elettorale (in primis il segnale non colto di cambiamento chiesto dalla gente) e continuino a non capirlo, e che più che divisioni tra correnti e correntine sia da temere principalmente l'allontanamento dal Partito degli elettori, la cui maggioranza non comprenderebbe né approverebbe una soluzione di larghe intese, che non è certo cambiamento.
Per cui le due questioni (governo di cambiamento e futuro del PD -e del Paese-) non devono affatto essere scisse. Anche perché siamo gli unici che possono cambiare l'Italia.

Seguire Stiglitz

Beppe Grillo ha più volte ribadito che il programma economico del suo Movimento è ispirato direttamente dal Nobel per l'economia Joseph Stiglitz (anche se a quest'ultimo lo ha smentito). Anzi, a chi chiedeva lumi sul programma del M5S, Grillo rispondeva seccamente: "Leggetevi Stiglitz".
Ecco, adesso giriamo noi a Grillo questa richiesta: vada a leggersi le ultime affermazioni di Stiglitz sulla situazione economica e soprattutto politica italiana.

P.S.: comunque l'ultimo post di Beppe Grillo è allucinante, anzi proprio da faccia tosta. Accusare gli altri di fare incontri "in luoghi segreti, lontano da webcam, telecamere e giornalisti".
Dico, ma da che pulpito!?

Commission impossible

L'ho già scritto ieri, ma lo segnalo anche oggi: purtroppo il PD ha deciso di non costituire le commissioni parlamentari.
Ribadisco: un passo indietro per l'obiettivo di avvicinarci al M5S e soprattutto fare partire subito il cambiamento tanto agognato.
E tutto può diventare più difficile.

Una rosa per il Colle

Nei prossimi incontri, Bersani presenterà a Berlusconi una rosa di nomi per il Quirinale. Nell'elenco figurerà di certo Emma Bonino, che pare abbia molto consenso in diversi sondaggi. Sarà per il suo passato istituzionale di tutto rispetto, per il suo impegno in battaglie civili e sociali, per la sua integrità mostrata da sempre, per il fatto che è donna, o perché la gente vuole un segnale di novità e cambiamento.
Il Partito Radicale, in cui milita la Bonino, ha all'interno del proprio simbolo una rosa. Sarebbe quindi un bel fiore, anzi un'occasione da cogliere, scegliere di candidare l'esponente radicale.

mercoledì 10 aprile 2013

L'Europa deve avere più Fed

La UE lancia l'allarme per la situazione economica italiana: il nostro Paese è a rischio e potrebbe contagiare l'Europa.
Certo, abbiamo seri problemi di squilibrio, un sistema fiscale pesante, gravi ritardi con mancati investimenti per quanto riguarda ricerca e innovazione. Ma è anche vero che l'Unione Europea dovrebbe ripensare la sua strategia economica, tutta tesa all'austerity, che sta soffocando proprio i Paesi più in difficoltà (e non solo). In particolare andrebbe riveduta la politica monetaria della BCE (la Banca Centrale Europea), che dovrebbe seguire il comportamento della Fed (la banca principale degli Stati Uniti), che "grazie alla massiccia immissione di liquidità è riuscita a imprimere una svolta alla crisi negli Stati Uniti": è aumentata l'inflazione (che comunque non è mai andata oltre un livello ingestibile), ma è avvenuta una ripresa in termini di occupazione (come dimostrano i dati confortanti in novembre), abbassamento delle tasse e investimenti statali.
Insomma, più coraggio (e fiducia al futuro) e meno rigore.

Vengo anch'io. No, tu no!

Parafrasando il grande Enzo Jannacci appena scomparso: Renzi escluso dal PD Nazionale di Roma come grande elettore per il Quirinale. Anzi no.

Lavorare su commissione

Siamo senza governo (o comunque ce n'è uno a termine che si occuperà degli affari correnti), ma c'è un Parlamento che può lavorare. Allora è giusto che partano le commissioni per proporre e votare leggi e provvedimenti. Tra le obiezioni poste per non istituirle, una è quella della mancanza di maggioranza e minoranza (non essendoci un esecutivo, non si sa chi è al governo e chi all'opposizione): però maggioranza e minoranza si possono determinare nelle 2 Camere; l'altra è che mancherebbe un potere esecutivo con tutti i poteri necessari per metterle in pratica o per proporne di nuove. Ma, vista l'emergenza, il governo attuale potrebbe operare. E comunque in questo modo si guadagnerebbe tempo in attesa del nuovo governo. Tenendo conto che nel contempo i gruppi dei "saggi" nominati da Napolitano stanno lavorando e avanzando proposte, mentre il Parlamento deve stare fermo: il che è paradossale.
Certo, per spingere il via delle commissioni, appaiono effettivamente fuori luogo iniziative estreme come occupare il Parlamento, fatta dal M5S (gridando al golpe, oltretutto, il che è un vero controsenso), ma è essenziale che i parlamentari si impegnino per procedere al più presto alla formazione delle commissioni. Da questo punto di vista la posizione del PD è controversa (e ti pareva), viste le dichiarazioni del capogruppo al Senato Zanda opposte alle richieste fatte invece da un nutrito gruppo di parlamentari democratici. Tuttavia oggi pomeriggio il gruppo alla Camera si riunirà per decidere i nomi dei commissari da presentare per le commissioni. E potrebbe essere un inizio. Speriamo bene.

Update: come non detto, purtroppo nulla di fatto. Il PD ha deciso di non costituire le commissioni. Un grosso errore e un passo indietro per il tanto agognato "cambiamento".

Il fuori centro di Casini

Sbagliata l'alleanza con Monti, secondo Casini, che invece prima delle elezioni lo vedeva come "l'uomo della provvidenza". E soprattutto, sbagliato non schierarsi. Scelte che hanno in pratica quasi fatto sparire l'Udc in Parlamento.
Dura da ambire di essere ago della bilancia a diventare ago in un pagliaio.

Quirinalogie

Imperversano i sondaggi sui candidati per la prossima Presidenza al Quirinale, e si anima anche la discussione politica tra i diversi partiti, in cui tutti rivendicano o recriminano. Ma è interessante notare come effettivamente ci siano oggi molte analogie con la situazione politica in cui avvenne la precedente elezione: una esigua maggioranza del centrosinistra in Parlamento uscita dalle recenti politiche, che occupava le presidenze di Camera e Senato. E quando Giorgio Napolitano fu eletto, gridò al "golpe" proprio quel centrodestra che adesso lo vorrebbe magari riconfermare. Quindi sarebbe il caso di non stare lì a rompersi più di tanto la testa (e non spaccarsi in correnti) per cercare a tutti i costi un nome condiviso con Berlusconi: qualunque sarà quello che proporremo noi, dovrà essere di alto profilo, super partes e fatto nell'interesse del Paese. Come è sempre stato e come mai potrà avvenire se il nome dovesse essere imposto dall'altra parte.

martedì 9 aprile 2013

Uno per tutti e tutti per i fatti propri

Nel Comune di Reggio Calabria a turno uno timbrava per tutti, così i colleghi potevano fare con comodo: arrivare con calma e nel frattempo sbrigare le proprie commissioni. E stiamo parlando di quasi 100 dipendenti coinvolti su circa un migliaio. Poi hai voglia a parlare di tagli e sprechi: qui si tratta di rivedere l'organizzazione degli uffici, effettuare verifiche e controlli sui risultati raggiunti in maniera da puntare sul merito.
La Guardia di Finanza comunque è stata piuttosto sarcastica sulla vicenda: l'indagine è stata chiamata "Torno Subito".

I lombardi per il Presidente

Votati i "grandi elettori" lombardi per scegliere il nuovo presidente della Repubblica: saranno Roberto Maroni, Raffaele Cattaneo, e Umberto Ambrosoli.

Dietro la mascherina

C'è sempre il solito Berlusconi: che cerca gli accordi e poi non rispetta i patti, che anche in una situazione così grave per l'Italia è capace di occuparsi solo degli affari suoi, pensando alle solite leggi ad personam.
Bersani ha ben chiaro tutto questo, per cui è nettamente contrario a governissimi e quant'altro. E riguardo alle larghe intese richiamate da Napolitano con il riferimento al compromesso storico del 1976, il PD ha chiesto sia al Pdl che al M5S di fare partire un governo di minoranza, proprio come accadde nel 1976: ma la risposta è stata negativa. Per cui, il problema sono gli altri, e non certo il PD.