giovedì 31 gennaio 2013

Florido

Fondi neri al partito, con cifre di 25.000 euro al mese fuori busta per le spese personali, mentre si chiedono sacrifici ai cittadini e si continua a tagliare sulla spesa pubblica. Per fortuna questa volta non siamo in Italia, ma in Spagna, e al centro dello scandalo c'è il Partito Popolare del premier Rajoy. Olé!

L'assist di Balotelli

Ma davvero, come ipotizzano i sondaggisti, l'acquisto di Balotelli al Milan potrebbe spostare 1 o 2 punti in più a favore del Pdl, con addirittura quasi 100.000 voti in più in Lombardia? Noi crediamo, e ci auguriamo, che gli italiani, e i lombardi, siano persone serie e responsabili, che daranno il loro voto in base a ben più concreti criteri.
Piuttosto, con un Milan che vede in attacco un giovane italo-egiziano (El Sharawi) e un giovane di colore (Balotelli, appunto), siamo curiosi di sapere se Berlusconi è ancora contrario ad un'Italia multietnica...

Mani-festiamo

Dateci una mano per cambiare la Lombardia, insieme ad Umberto Ambrosoli.

Un Marchionne fuoriserie

Applausi a Marchionne, dagli operai Fiom: è accaduto nel corso dell'inaugurazione dello stabilimento Maserati di Grugliasco, dove la Fiat ha deciso di fare ripartire la produzione di nuovi modelli della celebre fuoriserie: il più ambizioso piano di sviluppo mai concepito nella storia della Maserati, visto che si passerà a vendere 50 mila vetture l'anno entro il 2015 dalle poco più di 6 mila vendute l'anno scorso, e che porterà il sito industriale a raddoppiare i 500 addetti attualmente impiegati.
Quando ci sono impegno e risultati, c'è il dovuto riconoscimento.

mercoledì 30 gennaio 2013

Ci spendiamo sulle spese del Gruppo

Per quanto riguarda l’indagine della Procura di Milano sulle spese dei gruppi consiliari in Regione che si è estesa anche ai consiglieri di minoranza, rinnoviamo la nostra fiducia al Gruppo PD Lombardo, riportando il commento del capogruppo Luca Gaffuri: "È giusto che la magistratura approfondisca e verifichi i conti dei gruppi consiliari e quindi anche quelli dell’opposizione. Ribadiamo dunque la fiducia nel lavoro degli inquirenti e garantiamo la piena disponibilità a chiarire ogni aspetto della nostra attività e dei nostri bilanci. Teniamo a ribadire che nella nostra contabilità i rimborsi diretti ai consiglieri sono meno del due per cento del bilancio del gruppo. Il resto sono attività di funzionamento, di comunicazione e per il personale. Siamo certi di poter dimostrare di aver utilizzato le risorse a nostra disposizione per l’attività politico istituzionale: nella nostra documentazione non si troveranno spese per cartucce da caccia o per banchetti di nozze".
E in effetti, dalle prime indiscrezioni sembra che le spese finite 'sotto la lente' degli inquirenti riguardino cifre di gran lunga inferiori rispetto a quelle contestate nella prima tranche dell'inchiesta agli esponenti della maggioranza.
Di conseguenza, come ha ribadito Umberto Ambrosoli, candidato presidente della Lombardia per il centrosinistra, "Salvini e Maroni prima di fare battute di spirito, farebbero meglio a mettere qualche manifesto abusivo in meno, e con il risparmio rifondere i soldi spesi dai consiglieri leghisti per i matrimoni dei familiari e per le cartucce da caccia, messe a carico dei contribuenti".
E sempre d'accordo con lui, come avevamo già evidenziato "ribadiamo l'assoluta necessità di fare chiarezza: vanno cambiati alla radice i regolamenti che governano la gestione dei gruppi politici in Consiglio regionale".
Ad ogni modo, il bilancio del Gruppo consiliare PD è online e consultabile da tutti.

Diamo un futuro alla ricerca

Il pensiero del PD sul futuro della ricerca scientifica nel nostro Paese:
- investire nel sistema scolastico superiore e nella ricerca
- aumentare significativamente il livello di istruzione diffuso, simboleggiato dagli obiettivi che si pone l’Ue per il 2020 in termini di numero dei laureati e di tassi di abbandono scolastico
- migliorare i servizi di orientamento per gli studenti e gli strumenti di sostegno ai “capaci e meritevoli”
- potenziare l’istruzione tecnica e la connessione istruzione/lavoro
- riconoscere e valorizzare il lavoro di atenei, dipartimenti, docenti e ricercatori
- stimolare le università a specializzarsi, per competere a livello internazionale
- istituire un'Agenzia di programmazione e finanziamento della ricerca
- abolire l’uso distorto del valore legale delle lauree nella Pubblica Amministrazione
- fare rientrare i giovani talenti italiani e attrarre quelli stranieri: da “fuga dei cervelli” a “circolazione dei cervelli”
- aumentare gli investimenti privati in ricerca
- maggiore trasparenza nel rapporto università-impresa
- stop al precariato, contratto unico, vera tenure track e ruolo unico di docenza articolato in fasce
- iniziative di promozione, anche in collaborazione con i nostri partner europei, che debbono partire da un’età precoce
- educare alla creatività e allo studio a partire dai problemi e stimolare la curiosità scientifica e la capacità di sfruttare e valorizzare i saperi
- mettere scienza e ricerca come base essenziale della competitività del Paese. In ogni idea di sviluppo portata avanti da un governo autorevole, il primo punto all’ordine del giorno deve essere la ricerca.

La Lega dei calabresi

«Ecco il nuovo che avanza e che siederà al Senato nel gruppo della Lega Nord. Questo è lo straordinario contributo che ci porta Tremonti»: è l'amaro commento sul proprio profilo Facebook di Marco Desiderati, deputato bossiano escluso dalla corsa al Parlamento, in riferimento a candidati di origine calabrese (alcuni dei quali oltretutto militivano addirittura nel centrosinistra) inseriti nelle liste della Lega da Tremonti a scapito di candidati padani.
Siamo sicuri che con Maroni presidente i nostri soldi rimarranno in Lombardia? Intanto, quando è stato ministro, ha lasciato che il suo governo tagliasse 11 miliardi alla Lombardia.

MPS: Monte Paschi di Stato

Da quel che si è capito dalla relazione del ministro Grilli sulla vicenda del Montepschi, la banca di Siena sarà di fatto nazionalizzata fino a quando non riuscirà a restituire il prestito dallo Stato.
Intanto il PD si dice favorevole ad una commissione di inchiesta, che faccia luce però su tutto il sistema bancario e sulla questione dei derivati (tanto cari a Tremonti). E Alfano, se vuole iniziare ad avere delle risposte sul Montepaschi, può iniziare a fare qualche domanda al suo padrone o al coordinatore nazionale del suo partito.
L'importante, comunque, è che siano tutelati risparmiatori e dipendenti della banca.

Non ha mantenuto gli impegni

Lo dice il commissario agli Affari economici e finanziari europei Rehn, riferendosi a Berlusconi, che con il suo (e della Lega) fallito governo "ha soffocato la crescita del Paese".
Una situazione che purtroppo si perpetra da 20 anni...

martedì 29 gennaio 2013

Doppia barriera

Non solo c'è una legge sulla cittadinanza che è un vero obbrobrio del diritto, ma in più se sei affetto da una patologia come la sindrome di Down, non puoi diventare cittadino italiano nemmeno quando compi i 18 anni, e quindi sei maggiorenne, perché sei ritenuto incapace di intendere e volere. E questo nonostante i tuoi genitori siano residenti in Italia magari da 20 anni e tu abbia frequentato tutto il percorso scolastico previsto dalla legge. Così nel Paese d’origine dei tuoi genitori non sanno neanche che sei nato e in Italia non ti vogliono. Un vero schifo: subito una legge per dare la cittadinanza a chi nasce in Italia.

Si incrina il "muro di gomma"

Dopo oltre 30 anni, prima verità sulla strage di Ustica: avvenne a causa di un missile e non di una esplosione interna al Dc-9 Itavia con 81 persone a bordo.

Come sono stati spesi i soldi della sanità dei lombardi

Dopo la notizia che annuncia Formigoni indagato per la vicenda San Raffaele, Umberto Ambrosoli, candidato presidente della Lombardia per il centrosinistra, ha dichiarato: «La vicenda di cui ci informano oggi i giornali è soltanto un altro tassello di quel complesso groviglio di interessi privati che ha sottratto risorse ai cittadini lombardi. Mentre noi tutti pagavamo ticket tra i più alti d'Italia, fiumi di denaro finivano nelle tasche di faccendieri troppo vicini a Palazzo Lombardia. La Corte dei Conti e la Procura hanno a più riprese stimato danni per circa 250 milioni di euro: è l'equivalente di quanto tutti noi lombardi paghiamo per i ticket sui farmaci in un anno. E tutto accadeva senza che gli assessori leghisti, nemmeno quello alla sanità, abbiano mai eccepito nulla».
Pdl e Lega dovranno quindi rendere conto di come hanno speso i soldi dei lombardi. Il PD e il centrosinistra, quando saranno al governo con Ambrosoli presidente, dovranno invece impegnarsi per riportare «trasparenza e legalità, e con i soldi risparmiati torneremo a investire sulla salute dei lombardi, perché una rigenerazione morale è diventata urgente e si traduce in risparmi per i cittadini».

Padroni negli spazi altrui

Cominciamo bene: la campagna elettorale è appena agli inizi e già assistiamo all'occupazione abusiva dei manifesti elettorali, addirittura sugli spazi commerciali!
Una Lombardia brutta e illegale non è certo quello che vogliamo.

Credere nella cultura

C'è chi diceva, sbagliando grossolanamente, che con la cultura non si mangia. Il PD invece crede che la cultura sia il petrolio dell’Italia, visto che siamo il Paese che detiene il più grande patrimonio culturale del mondo.
Il programma del PD per la cultura:
- sostenerne lo sviluppo e la diffusione
- garantire a tutti i cittadini l’accesso alla cultura e alla produzione culturale
- avvicinare progressivamente la spesa pubblica per la cultura a livelli europei
- armonizzare gli interventi fiscali
- attrarre con incentivi fiscali nuove risorse private nel settore culturale
- tutelare, valorizzare, e quindi investire nelle attività di archivi e biblioteche
- puntare sulla manutenzione ordinaria, quotidiana e sulla diagnostica preventiva dei beni culturali (per evitare i crolli tipo a Pompei, durante il fallito governo Berlusconi-Lega)
- sviluppo del cinema e dell'audiovisivo
- gestire la diffusione dell’arte contemporanea in Italia attraverso sperimentazione, ricerca, valorizzazione dell’arte e della qualità architettonica nei territori, sostegno dei giovani artisti del contemporaneo
- una riforma per le Fondazioni lirico-sinfoniche
- dare dignità e tutele ai lavoratori della cultura: restauratori, archeologi, storici dell’arte, masse artistiche e tecniche, maestranze, autori
- riconoscere il tema del paesaggio nella sua valenza culturale ma anche in quella ambientale e sociale
- dare e riconoscere la professionalità di chi ha un titolo e intraprende una carriera nel settore dei beni culturali
- sostegno pubblico a un sistema organizzato di residenze creative
- proposta di legge quadro sullo spettacolo dal vivo, con l’obiettivo di offrire al sistema dello spettacolo le opportunità e gli strumenti indispensabili per crescere e diffondere la prosa, la musica e la danza.

lunedì 28 gennaio 2013

Il tecnico e il politico

Non c'è che dire: il Monti "politico" è meno "fiscale" di quello tecnico.

Elezioni social

Quelle che saranno molto probabilmente le prime “elezioni social” della storia italiana, raccontate sul sito "Italia2013", piattaforma indipendente con dati, infografiche e analisi giornalistiche.

L'agricoltura al centro

Oggi alle 11.30 presso la sala Conferenze del PD di Sant’Andrea delle Fratte a Roma, Forum nazionale Agricoltura del PD, per fare un punto sulla legislatura conclusa e sulle proposte per il futuro.

Lo smemorato

"Preservare la memoria perchè certi fatti non succedano più", ha dichiarato ieri Maroni durante le celebrazioni della Giornata della Memoria, riferendosi alle deportazioni fasciste ai danni degli ebrei. Peccato non si ricordi che sui diritti umani, a cui ieri faceva riferimento, l'Italia è stata condannata a causa della legge sui respingimenti ideata proprio da lui. Un provvedimento che ha causato migliaia di vittime, morti nel deserto o sfruttati crudelmente in veri e propri lager.

Fratelli musulmani d'Italia

Il movimento fondamentalista, uscito vincitore dalle primavere arabe, cerca di fare proselitismo in Italia con aiuti economici ai quasi due milioni di islamici emigrati, finanziando moschee e aziende. Un motivo in più per favorire il processo di integrazione.

domenica 27 gennaio 2013

Le priorità per la Lombardia

Le ha individuate il PD Lombardo nel suo programma elettorale:
1. Regole e trasparenza, per una Regione nuova e più aperta che possa sempre andare a testa alta.
2. Il Lavoro prima di tutto: più sviluppo e investimenti per rilanciare il sistema lombardo. Un piano per la nuova occupazione, incentivi per l’apprendistato e un nuovo patto tra generazioni.
3. Più ossigeno per le nostre imprese, meno Irap subito recuperando risorse dall’evasione. Più forza ai confidi per l’accesso al credito.
4. Una pubblica amministrazione che paga tutti i fornitori in tempi ragionevoli ed eroga i finanziamenti alle imprese senza inutili complicazioni.
5. Più equità. Via i ticket sanitari regionali per chi guadagna fino a 30mila euro e applicazione graduale per i redditi superiori. Un fondo integrativo per le cure odontoiatriche.
6. Più ambulatori, più servizi medici di base vicini ai cittadini, meno attesa per gli esami diagnostici. Mettiamo fine agli scandali sulla salute dei lombardi: regole chiare per un miglior equilibrio tra pubblico e privato.
7. Più attenzione alle famiglie, a partire dai nidi e dalla terza età: per una comunità che non lascia indietro nessuno. Attivare un fondo regionale per la non autosufficienza subito.
8. Più donne nelle istituzioni e più opportunità per tutti i lombardi (di nascita, di adozione e di passaggio).
9. Treni più puntuali e confortevoli e stazioni dotate di aree di sosta per auto e bici. Un solo biglietto per tutti i mezzi pubblici e parcheggi d’interscambio agli ingressi delle città.
10. Più investimenti per scuola e università, sostegno a chi ha davvero bisogno e maggior interazione tra il mondo del lavoro e quello dell’istruzione, tenendo davvero conto delle specificità del territorio lombardo.
11. Sostegno e sviluppo per un’offerta culturale che dia nutrimento al bisogno di bellezza, saperi e tradizione dei lombardi e dei loro ospiti, per uno sviluppo civile ed economico che porti anche occupazione, perché cultura è lavoro.
12. Più valore all’agricoltura, sosteniamo la filiera corta per far ripartire un settore fondamentale per il futuro della Lombardia e dei nostri figli. Subito una legge per lo stop al consumo di suolo.
13. Green economy, tutela ambientale, sostenibilità: non solo un dovere ineludibile, ma una concreta opportunità per uscire dalla crisi e per creare nuovi posti di lavoro.
14. Più edilizia sociale promuovendo forme di collaborazione tra pubblico, privato e cooperative e aumentando l’offerta di affitti a costi accessibili. Una riforma delle ALER e della legge sui canoni per rispondere concretamente al crescente bisogno di casa.

Soldoni a casa nostra

E io che pensavo andassero in Tanzania...
(segnalazione di Daniele Sensi)

La memoria e il senno

Nel Giorno della Memoria c'è chi dimostra di avere perso la ragione.
P.S.: e oltre al senno, è mancato anche il ritegno.

Agli antipodi

La Russia medioevale dell'amico Putin e la liberale Inghilterra di Cameron.

sabato 26 gennaio 2013

A monte del Montepaschi

Una girandola di voci sulla vicenda Montepaschi, che tirano in ballo PD, Monti, e perfino l'Imu.
Iniziamo da questa sequenza: Tremonti - Monti - Montepaschi. Rappresenta la linea di continuità del prestito dello Stato italiano verso la banca di Siena, che iniziò sotto il fallito governo Berlusconi-Lega nel 2009 con i Tremonti-bond, a cui dovette ricorrere il Mps -insieme ad altre banche- per fare fronte alla crisi e a speculazioni sbagliate (i famosi derivati). Vennero concessi 1,9 miliardi di euro. Poi, sotto il governo Monti, ecco altri 2 miliardi di euro (i Monti-bond) in prestito. Prestito, appunto, e non fondo perduto: quindi sono soldi che saranno restituiti con interessi (si parla del 9%). I soldi quindi erano già stati stanziati prima da Tremonti nel fondo "salva-banche", e le entrate dell'Imu, quindi, non sono state toccate per finanziare le banche (come qualcuno ha stupidamente affermato).
E il PD cosa c'entra (se c'entra)? Il PD c'entra nella Fondazione che controlla il Montepaschi, nel senso che buona parte dei membri eletti all'interno della Fondazione sono esponenti o espressione della politica locale. E negli ultimi 50 anni, Siena è stata feudo di una stessa parte politica (Pci, poi Ds e quindi PD). E qui bisognerebbe capire se è stata la politica che ha influenzato la banca o viceversa. Da qui a dire però che il Montepaschi è la banca del PD, ce ne corre: se non altro, ad esempio, per il semplice fatto che è stata la banca da cui Berlusconi ha attinto i primi finanziamenti per creare il suo impero, ed è ancora la banca prediletta per i suoi affari. Di certo, Montepaschi rappresentava la cassaforte di Siena (con investimenti dallo sport alla cultura, dal Palio all'università), e tutto è filato liscio fino a quando la banca si occupava del territorio: faceva perciò il suo mestiere. Le cose si sono complicate quando il management alla guida ha voluto allargarsi sul mercato, forse non avendone le competenze o forse (e questo lo appurerà la magistratura) cercando di lucrare con tangenti.
Con questo la politica (e il PD) non è che ne esce bene: è giusto che la politica stia fuori dalle banche (come ha detto giustamente Monti, salvo poi candidare nelle sue liste proprio un amministratore del Mps...), però dovrebbe comunque svolgere un ruolo di controllore (insieme agli organi preposti, tipo la Banca d'Italia, che nemmeno ci ha fatto una bella figura). Diciamo che il PD prima di pensare ai complotti esterni (che non è il caso), dovrebbe invece guardare al proprio interno, per valutare come i suoi esponenti locali a Siena si sono comportati e hanno gestito la situazione e ne sono magari corresponsabili. Bersani intanto avanza una proposta seria: affidare poteri commissariali agli attuali dirigenti del Mps che hanno portato alla luce le gravi mancanze di chi li ha preceduti.
Dopo di che, questa potrebbe essere l'occasione di fare chiarezza nel sistema bancario, dove appunto la politica dovrebbe contare di più nel fare rispettare le regole (come prima della privatizzazione delle banche, avvenuta all'inizio degli anni '90). Quanto alle banche, il consiglio è, oltre a dare credito economico a imprese e privati, di darlo anche, in termini di fiducia, al merito: ovvero, premiare e affidare la guida amministrativa degli istituti a manager che abbiano le competenze per farlo e che, soprattutto, siano onesti. E abbandonare, una volta per tutte, l'azzardo di speculare sui mercati finanziari: le banche non sono nate per questo. E a chi invece le speculazioni le sta facendo sul Montepaschi a livello elettorale, rispondiamo con queste parole: CrediEuroNord e Credito Fiorentino, derivati (che sono una delle principali cause del dissesto del Montepaschi) e scudo fiscale (che a quanto pare è servito per ripulire e riportare in Italia i miliardi della probabile tangente). Insomma, li #sbraniamo.

Se Berlusconi vincesse...

Dopo 100 giorni di un suo nuovo "epocale" governo saremmo ridotti così: spread a 800 punti, il fondo salva-Stati che discute di aiuti all'Italia, il taglio degli stipendi pubblici, la commissione d'inchiesta sulla nascita dell'esecutivo di Monti, taglio dell'Imu. Rinviato però al 2018.
Una visione del futuro che di sicuro nessuno vuole assolutamente che si avveri: perciò, non restiamo spettatori.

Il piano lavoro della Cgil

Dopo la ricetta di Confindustria, quella della Cgil per riportare entro il 2015 il tasso di disoccupazione alla soglia pre-crisi del 7%, facendo crescere il pil del 3,1% e l'occupazione del 2,9.

Dall'alto dei Monti

"Guarda tutti dall'alto" afferma Bersani parlando di Monti.
E l'altezza deve essere proprio una fissa di Monti, viste le recenti, e deplorevoli, battute del professore sulla "statura" di Brunetta e "il tappo Berlusconi". Per il premier una caduta di stile, seppure dall'alto.

venerdì 25 gennaio 2013

A Busto Arsizio il PD presenta la nuova sanità lombarda

L'appuntamento è stasera alle ore 21.00 ai Molini Marzoli, in vicolo Molino 2 a Busto Arsizio, nell'incontro dal titolo "Facciamo rinascere la sanità in Lombardia". Interverranno Alessandro Alfieri, consigliere regionale uscente e candidato in Regione, e Erica D'Adda, segretario cittadina del PD e candidata al Senato. Introduce la serata Alessandra Kustermann, direttore del pronto soccorso della Clinica Mangiagalli di Milano e candidata alle primarie regionali per il centrosinistra.

Renzi invade la campagna elettorale

Prima apparizione televisiva nella campagna elettorale di Matteo Renzi alla trasmissione delle 'Invasioni Barbariche' su La7.
Intervistato da Daria Bignardi, il sindaco di Firenze spazia a tutto campo: dal suo ruolo nel Partito a fianco di BersaniBisogna votare per il PD, non c’è dubbio alcuno. Bersani ha vinto le primarie, ora tocca a lui governare: da esponente del Partito Democratico e da persona che crede in una Italia giusta spero che lo faccia bene, spero che sia capace di non perdere neanche un centesimo della speranza che ho visto nelle piazze. Io collaboro, ma non voglio contarmi all'interno del PD»); dal Monti deludentePer mesi ha detto non mi candido, poi si è candidato, ma lo fa con Fini e Casini? Che rinnovamento è? Poteva fare Ciampi, invece ha finito per fare Dini»); dal Berlusconi da non sottovalutareGuai a sottovalutare Berlusconi perché si presenta come totalmente nuovo, mettendo insieme la Lega, il Pdl, i Fratelli d'Italia, il Mir di Ciocorì... Samorì come si chiama lui, l'Mpa... mancano i due liocorni che sono Razzi e Scilipoti...»); per finire con la vicenda Montepaschi di Siena e sulle eventuali “responsabilità del PD” («15 anni di cattiva politica rischiano di affossare Mps: c'è una responsabilità nella vicenda di chi ha governato la città. Spero che il Governo Bersani tenga distinte banche e politica. Il PD in quanto tale, ancora non esisteva»).

La ricetta di Confindustria

Creare lavoro, riconoscere e riaffermare la centralità delle imprese, infondere fiducia negli italiani, restituire ai giovani un futuro di progresso. Come? Con una vera liberalizzazione del mercato e una sua vera flessibilizzazione; saldando subito alle imprese i 48 miliardi di debiti commerciali accumulati da Stato ed enti locali; tagliando dell'8% il costo del lavoro nel manifatturiero e cancellando per tutti i settori l'Irap che grava sull'occupazione; lavorando 40 ore in più all'anno, pagate il doppio perché detassate e decontribuite; riducendo l'Irpef sui debiti più bassi e aumentando i trasferimenti incapienti; aumentando del 50% gli investimenti in infrastrutture; sostenendo gli investimenti in ricerca e nuove tecnologie; abbassando il costo dell'Energia.
Un piano, quello suggerito da Confindustria (per bocca del presidente Giorgio Squinzi -nella foto-), che consentirebbe di mobilitare 316 miliardi di euro in 5 anni, con innalzamento di crescita, Pil e tasso di occupazione.

Update: anche Confindustria boccia la proposta di Maroni del 75% di tasse trattenute in Lombardia: "un discorso che lascia il tempo che trova". Son cose...

Monti e la CgiUEl

Monti da Davos attacca la Cgil, rea di avere ostacolato la riforma del lavoro.
Intanto però l'Unione Europea bacchetta l'Italia e la mette in mora proprio a causa della riforma Fornero, che discrimina i lavoratori precari sui diritti sindacali.

Sotto la media

La crisi massacra la classe media italiana, che si ritrova sempre più povera e ben al di sotto del consueto tenore di vita: redditi sotto i 1.000 euro al mese e bollette e affitto che si faticano a pagare.

giovedì 24 gennaio 2013

Fondi europei, una risorsa per la Lombardia

Degli oltre 1,3 miliardi di euro a disposizione dei fondi UE, la Lombardia ne ha spesi, finora, poco meno della metà: circa 700 rischiano quindi di essere bruciati. Così, mentre chi ha governato fino ad oggi ciancia a vanvera di tasse da trattenere in Lombardia, risorse preziose rischiano di non essere sfruttate per prevenire e combattere la disoccupazione, sviluppare formazione, lavoro e imprese nella nostra Regione. E oltre a questo, c'è anche il problema che per gli interventi finanziati non ci sono gli strumenti adatti per valutare se sono stati impegnati bene o male.
Il programma di Umberto Ambrosoli, candidato presidente della Lombardia per il centrosinistra, prevede che la Lombardia debba stare al tavolo di raccordo Stato – Regioni – Europa in cui le strategie di indirizzo e di valutazione devono entrare in una fase nuova, imposta dai dati e dai guai prodotti dalla crisi economica. In questo modo sarà possibile correggere il tiro delle politiche per i fondi comunitari: essi sono importanti non solo se riescono ad essere intercettati, ma soprattutto se -poi- il loro utilizzo è realmente parte di un progetto per uscire dalla crisi e ridisegnare la crescita. Per mettere a sistema e in rete risorse, istituzioni e progetti. E crescere: insieme.

C'è chi la chiama ormai "macrobufala"

La proposta di Maroni della "macroregione" con il 75% delle tasse trattenute in Lombardia.
Innanzitutto, banalmente, ci sarebbe da chiedere come mai non sia già stata attuata, visto che negli ultimi anni la Lega ha governato a Roma e in Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli. E se si va più in profondità, analizzando dati e numeri, ci si rende conto che quella di Maroni è pura propaganda.
I dati certificati dalla Banca d’Italia dimostrano ad esempio che in Lombardia torna il 78% delle tasse che i cittadini versano: lo Stato restituisce infatti ai cittadini lombardi 9.977 euro, pari al 68% di quanto corrisposto per imposte (14.579 euro), a cui va aggiunta la quota del 10% di debito pubblico, che ricade su tutti: perché gli sprechi si sono fatti anche in Lombardia, visto che con i soldi pubblici c'è chi si è pagato i pranzi di matrimonio delle figlie, le lauree in Albania e le ristrutturazioni delle case, pur se fatte a propria insaputa.
Dai conti della spesa previdenziale (le pensioni) invece risulta che la Lombardia riceve il doppio rispetto al Lazio, e che "la richiesta di tenere in casa i tre quarti delle entrate avrebbe come conseguenza l’impossibilità di erogare gli assegni previdenziali oppure quella di regionalizzare quasi tutte le funzioni, e quindi di creare un iper-federalismo che non ha riscontri in altri Paesi e che di fatto significherebbe la fine dello Stato unitario". Insomma, solo un sacco di complicazioni. E facendo bene i conti (come ha fatto la redazione de LaVoce.info), "la richiesta ha solo il sapore di una semplice rivendicazione di maggiori disponibilità, senza alcuna contropartita: il 75% è una percentuale da campagna elettorale, priva di fondamento economico-finanziario".
Per non parlare del fatto che una proposta di questo genere entrerebbe direttamente in conflitto con i principi della legge n.42 di attuazione del federalismo, voluta proprio dal fallito governo Berlusconi-Lega, approvata nel 2009 e che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2017: un assoluto controsenso. Ma d'altra parte Maroni è quello che diceva "mai più con il Pdl": insomma, una persona coerente e di parola.

L'agenda di cui non si parla

In questa campagna elettorale abbiamo sentito spesso parlare di "agende", ma ce n'è una che non è citata nei programmi dei partiti: quella digitale. Una grave dimenticanza, per non dire mancanza, se si tiene conto che l'informatizzazione del Paese sarebbe in grado di far ripartire l'Italia in termini di prodotto interno lordo (ad esempio, soltanto dalla fatturazione elettronica le imprese potrebbero risparmiare circa 14 miliardi di euro annui se inviassero e conservassero le fatture in formato digitale). Auguriamoci quindi un interessamento.

Mettere in conto la trasparenza

Il PD rende pubblico l'investimento previsto per le spese della campagna elettorale: un budget di 6,5 milioni a livello nazionale, che con le risorse del territorio arriverà sopra i 10, con un taglio del 27% rispetto al 2008 e ancora più consistente su Regionali 2010 ed Europee (qui il documento completo).
Una mossa non solo encomiabile dal punto di vista etico, ma che va incontro alle richieste di trasparenza da parte dell'opinione pubblica. E in merito alla trasparenza, c'è da segnalare un candidato regionale (del Pdl) che rende pubblico il proprio conto corrente elettorale, fornendo le credenziali per accedere al sito della banca. Davvero un bel gesto.

Frana il Montepaschi

Un crollo annunciato, quello dell'istituto bancario di Siena (la banca più vecchia al mondo!), e che ha origine non solo da operazioni avventate, ma principalmente da un sistema marcio, fatto di commistioni politiche (la più celebre è la CredieuroNord, la banca della Lega), clientelismi e privo di meritocrazia: basti pensare che il presidente del Montepaschi era diventato presidente dell'Abi (l'Associazione delle banche italiane), nonostante si sapesse cosa aveva combinato... La cosa che poi lascia perplessi è l'aiuto finanziario (e che aiuto: circa 4 miliardi di euro), arrivato dal governo Monti (tanto che la banca si potrebbe rinominarla "Montipaschi"). Ma a guardare bene, tutte le nostre banche hanno ricevuto aiuti, dal governo e dall'Europa: fondi per miliardi di euro, da destinare in teoria alle imprese e alle famiglie, ma che in realtà sono rimasti probabilmente a coprire buchi di bilancio. E lo dimostra il fatto che si fa sempre più fatica ad ottenere prestiti, e che i nostri mutui siano i più cari d'Europa. Ciò fa pensare che quello del Montepaschi possa essere l'inizio di uno smottamento dell'intero sistema bancario italiano, nonostante ci sia stato chi nel recente passato garantiva sulla solidità delle banche italiane. E forse il giudizio negativo di alcune agenzie di rating internazionali che avevano declassato le nostre banche non era frutto di complotti contro il nostro Paese.
Di recente c'erano state delle avvisaglie che avevano coinvolto altre banche (la Bpm, con l'arresto dell'allora presidente Massimo Ponzellini, chiamato con eccesiva enfasi "il banchiere della Lega"). E anche in questa vicenda la politica aveva avuto una parte. Perché, purtroppo, l'intreccio tra banche e politici in Italia è molto forte (e a Siena, feudo di un'amministrazione PD, lo era ancora di più). E spesso questo legame era sfruttato per interessi personali. Se poi ci aggiungiamo, da parte di chi doveva amministrare, azioni spregiudicate e l'uso disinvolto di strumenti come i derivati (su cui Tremonti e la destra ci hanno giocato eccome), capiamo il perché di una situazione che rischia di scapparci di mano.
Sarebbe quindi ora che le banche tornassero a fare il loro mestiere (prestare soldi a imprese e cittadini sul territorio), libere da giochi politici (di qualsiasi colore) e quindi con assoluto potere decisionale, senza avventurarsi in rischiose azioni speculative sui mercati finanziari. Intanto, fino ad allora, a noi comuni cittadini converrà fare affidamento sul “social lending”, il prestito tra privati.

mercoledì 23 gennaio 2013

La sanità del PD per la Lombardia

La proposta del PD per una nuova sanità in Lombardia si basa su 5 punti, ben spiegati nel video da Alessandro Alfieri, consigliere regionale uscente e candidato al Consiglio regionale:
1) Più legalità e trasparenza (basta casi Santa Rita e "vacanze di gruppo ai Caraibi")
2) Ridimensionamento dei contributi ai privati (pensiamo alle centinaia e centinaia di milioni versati in questi anni alla Maugeri o al San Raffaele...)
3) Scelta dei dirigenti per merito e non per appartenenza (diventi primario perché sei bravo, e non solo perché sei di CL)
4) Forte integrazione tra sanitario e sociale
5) Esenzione dal ticket per i redditi inferiori ai 30.000 euro e modulazione progressiva per i redditi superiori (chi ha di più, paghi di più).

La Lombardia tradita

Da Lega e Pdl, in tutti questi anni in cui hanno governato non solo nella nostra Regione, ma anche a Roma (8 degli ultimi 10 anni, per intenderci).
Le promesse mai realizzate e i progetti rivelatisi dei veri fallimenti sono sotto gli occhi di tutti (da Malpensa al trasporto pubblico locale); la cura e la protezione del territorio sono assolutamente mancate, sia in termini ambientali (con un alto tasso di inquinamento e consumo di suolo), sia in termini di sicurezza, con le infiltrazioni mafiose che sono arrivate fino ai vertici del Pirellone, senza che Maroni (allora ministro degli Interni) se ne accorgesse. E per finire, gli scandali, con corruzioni e clientelismi (ultimi i casi emersi l'altro giorno) che in pratica hanno finito per instaurare un sistema di potere occulto, favorendo i soliti a scapito di tutta la comunità.
E' proprio ora di cambiare e guardare avanti.

Facciamo decollare il lavoro

L'annuncio di Pier Luigi Bersani: tagliare la spesa per l'acquisto degli F-35 e investire quelle risorse su imprese e occupazione. Insomma, la "guerra" facciamola alla crisi.

Le imprese non vogliono essere liquidate

Lunedì 28 gennaio 2013 sarà indetta una giornata di mobilitazione nazionale da parte di Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, sigle tutte unite sotto l'egida di "Rete Imprese Italia". A mettere insieme queste categorie è la situazione drammatica della crisi che colpisce le imprese: è stato infatti calcolato che nel 2012, in Italia ha chiuso un’impresa al minuto. Per questo artigiani e commercianti vogliono risposte dalla politica su temi come fisco, lavoro, credito, burocrazia, infrastrutture e su come si intende salvaguardare le imprese dalla crisi.

Ancora in corsa

Scilipoti e Razzi candidati del Pdl in Abruzzo e Calabria. Forse c'era ancora qualche rata di mutuo da pagare...

martedì 22 gennaio 2013

La proposta fiscale del PD

Nessuna imposta patrimoniale sui capitali (tenendo conto che già c'è la tobin tax e, inoltre, che la ricchezza finanziaria può sottrarsi facilmente al fisco, con il rischio di fughe all'estero -vedi Francia-), ma una tassazione equa e progressiva sui patrimoni immobiliari, con benefici ed esenzioni per le abitazioni di residenza di valore inferiore a 1,5 milioni di euro, le aziende e le seconde abitazioni di valore inferiore a 300.000 euro.

Unire l'utile all'eleggibile

Riprendendo le parole di Bersani "i voti sono tutti utili e vanno rispettati, ma per battere la destra e vincere c'è un solo voto utile, quello per il PD e per il centrosinistra". E al Senato sarà fondamentale farlo, anche perché con il porcellum per ottenere seggi al Senato, ogni partito o lista deve ottenere almeno l'8% dei voti. E le previsioni sono più che significative. Il rischio perciò è di buttare via il voto, e di conseguenza, se non si vota per il PD, è come votare a destra.

Un'economia fragile

Come la porcellana: è proprio il caso di dirlo nei confronti di quella italiana, se il nostro Paese non riesce a preservare e valorizzare un'eccellenza storica come la Richard-Ginori...

Obama 2.0

«Finisce un decennio di guerre, comincia quello dello sviluppo»: il discorso inaugurale al secondo mandato presidenziale di Barack Obama, incentrato sull'unità, lo sforzo comune per la ripresa economica, la sfida sul clima e la difesa all'ambiente, l'eguaglianza dei diritti per gli omosessuali, il diritto a pari salario per le donne.

Caosentino

Caos nel Pdl (con il giallo delle liste sparite: situazione assolutamente grottesca) per l'esclusione dalla lista di Nicola Cosentino, che quindi non sarà candidato come invece si prospettava. Questa decisione però non è stata dettata da sani principi di trasparenza e correttezza, ma dalla mossa del PD, che con la commissione nazionale di garanzia ha escluso dalle liste anche nomi eccellenti perché ritenuti impresentabili.
In un certo senso, il segnale di cambiamento dato dal PD è servito per pulire, in parte, anche le liste altrui. E intanto nel Pdl regna il panico per le rese dei conti all'interno che certamente ci saranno.

lunedì 21 gennaio 2013

Lombardia e Italia: insieme si vince

Bersani e Ambrosoli fanno il pienone a Brescia nell'apertura della campagna elettorale in Lombardia.
Sotto gli interventi di Pier Luigi Bersani (candidato premier per il centrosinistra), Umberto Ambrosoli (candidato presidente per il centrosinistra in Lombardia) e del giornalista Massimo Mucchetti (capolista PD al Senato in Lombardia).





La svolta di Maroni

Sembra più un risvolto, una piega all'indietro: l'alleanza con Berlusconi candidato presidente, Bossi e Tremonti candidati in lista (ancora!), dalla Padania alla "macroregione", dalla proposta di trattenere in Regione il 15% dell'Irpef e l'80% dell'Iva (mai realizzata) alla promessa (non fattibile) del 75% delle tasse da tenere in Lombardia.
Più che Lega 2.0 è una Lega 20: come gli anni, passati inutilmente, in cui non è cambiato niente e che nulla farà cambiare.
(nella foto: un'immagine che sembra di oggi, ma è di anni fa)
P.S.: se poi qualcuno vuole farsi un'idea del Nord di Maroni, può dare una lettura al suo libro. Davvero educativo...

Il funerale delle BR

Osservando le immagini del funerale di Prospero Gallinari (il terrorista accusato dell'omicidio di Aldo Moro), mi è sembrato il commiato finale ad un'ideologia violenta ormai morta e sepolta.

Stop gun

Dopo la strage nella scuola elementare di Newton (con 20 bambini uccisi), Barack Obama ha deciso di firmare una legge per il controllo delle armi. Lo ha fatto circondato da un gruppo di bambini che nell'ultimo mese avevano inviato al Presidente dei pensierini (nella foto).
La nuova normativa non sarà però totalmente restrittiva: prevede di ampliare la definizione di arma d’assalto (armi per le quali non è possibile la libera vendita), imporre restrizioni più forti per l’accesso alle armi da parte delle persone mentalmente instabili, e limitare l’acquisto di grossi caricatori. Le potenti lobbies delle armi però hanno già iniziato la controffensiva con iniziative e proposte alquanto discutibili.

Le spese delle campagne elettorali

Dovrebbero essere rese pubbliche in tempo reale e prima del voto, come negli Stati Uniti: per una questione di trasparenza non solo fiscale, ma anche verso gli elettori. Invece i dati vengono resi disponibili soltanto mesi e mesi dopo il voto, tra l'altro inserite in bilanci di non facile lettura. E sarebbe doveroso farlo, se si tiene conto che negli ultimi 5 anni gli investimenti nelle campagne elettorali sono esplosi e in dodici anni i contributi pubblici sono più che decuplicati.

domenica 20 gennaio 2013

Cambio in corsa

Nella squadra varesina dei candidati PD in lista per il Consiglio Regionale c'è un avvicendamento: Giuseppe Migliarino (sindaco di Gorla Minore) sostituisce Nicola Gilardoni (segretario PD di Saronno), che ha dovuto rinunciare alla candidatura per motivi di salute.
A tutti e 2 il nostro in bocca al lupo: a Migliarino per una campagna elettorale vincente, a Gilardoni per una pronta guarigione.

La peggio politica

Dopo aver sostenuto Albertini, Raffaele Cattaneo (come altri politici CL) ha scelto Maroni. Ma non perché crede nel suo progetto: perché lo ritiene il candidato meno peggio.
Marco Giovannelli giustamente si indigna, ma a noi la cosa non sorprende: da sempre pensiamo che l'alleanza Lega-Pdl sia fatta in nome di interessi personali che non quelli dei cittadini lombardi, e che siano disposti perciò a qualsiasi compromesso pur di arrivare al potere e accappararsi qualche poltrona. Piuttosto ci lascia stupefatti che Cattaneo abbia deciso di ricandidarsi, visto che con la misera paga di consigliere regionale fa fatica ad arrivare alla fine del mese...
E ci chiediamo come gli aderenti a CL potranno dare il voto a un simile politico: perché va bene il sostegno al Movimento, ma a tutto c'è un limite. Anche al peggio.

E loro ridevano

Le parole intercettate del prefetto Iurato lasciano proprio basiti. E così dopo gli imprenditori delle cricche che dovevano speculare sulla ricostruzione, scopriamo che sul terremoto de L'Aquila ridevano anche le istituzioni, e che quella tragedia era vista come un affare su cui lucrare o un palcoscenico per mettersi in mostra da chi aveva il dovere di occuparsene. Per fortuna dei suoi abitanti, oggi alla ricostruzione de L'Aquila sembra che ci pensi gente seria e più responsabile.

sabato 19 gennaio 2013

Il PD candida i nuovi italiani

Presentati ufficialmente i candidati di origine straniera nelle liste PD alle politiche 2013: Cecile Kyenge (medico oculista), Khalid Chaouki (giornalista), Nona Evghenie (laureata in economia internazionale a Bucarest) e Fernando Biague (psicologo). L'Italia multietnica è ormai una realtà, e il futuro è una buona integrazione, con i nuovi italiani che rappresentano di certo una risorsa per il nostro Paese. Per questo il PD è aperto al mondo e declinato al futuro.

Bocciato il diritto di voto degli studenti Erasmus

Il ministro Cancellieri ha escluso la possibilità di permettere il voto agli studenti Erasmus se si trovassero all'estero nei giorni delle elezioni: "Ci vorrebbe una legge ad hoc", dice.
Scusate, ma con tutte le leggi ad personam fatte in questi 20 anni solo per UNO non si riesce a farne una che garantisca un diritto acquisito per almeno 20.000 cittadini italiani? Vergogna!

Liste pulite

E' quanto pretendono i cittadini, quelli che ancora hanno voglia di votare. Altri si sono allontanati dalla politica anche per la presenza di candidati impresentabili, spesso già con condanne giudiziarie alle spalle.
Don Luigi Ciotti, fondatore di "Libera", ha lanciato una mobilitazione in tal senso, chiedendo ai partiti un'opera di "trasparenza, integrità e responsabilità" nelle candidature al prossimo Parlamento. Un appello che, purtroppo, è rimasto in buona parte inascoltato.
Ovviamente è il Pdl a presentare il maggior numero di "incandidabili", al punto da fare scappare dalle proprie liste non solo gli elettori, ma anche persone di indubbia qualità e moralità, come Don Luigi Merola, il prete anti-camorra, chiamato a candidarsi nelle liste Pdl in Campania, che vedono presenti personaggi come Cosentino, Verdini, Cesaro e Milanese. E c'è da dire che lo stesso Berlusconi, avendo dei procedimenti in corso e anche una condanna per falsa testimonianza (poi amnistiata), dovrebbe essere il primo a non essere candidabile.
Anche gli altri partiti non sono sfuggiti alla "macchia" degli incandidabili, tra cui il PD, che comunque ha cercato in questi giorni, tramite il Comitato dei Garanti, di filtrare le candidature ed "epurare" le liste, anche con esclusioni "eccellenti".
Se comunque la politica vuole riacquistare credibilità e fiducia da parte dei cittadini, deve partire proprio da una selezione dei candidati molto severa: chi ci rappresenta non dovrà presentare alcuna macchia né dare sorta a qualsiasi dubbio. E sarebbe il caso che invece di indignarsi se si candidano i giudici, lo si facesse quando lo fanno piuttosto inquisiti e condannati.

La rivolta del Ghetto

Il 18 gennaio di 70 anni fa, gli ebrei del Ghetto di Varsavia, occupata dai nazisti, si ribellarono alle violenze e alle deportazioni cui erano sottoposti dai tedeschi.
La rivolta vide uomini, donne e bambini combattere con valore e tenere in scacco i nazisti per oltre un mese. Alla fine fu ordinata la distruzione del Ghetto, che fu raso al suolo, e la rivolta si concluse con l’uccisione di oltre diecimila ebrei e la deportazione di circa 50 mila.
La rivolta del Ghetto di Varsavia è diventata per la storia ebraica e mondiale un episodio simbolico di resistenza alle persecuzioni antisemite. E sarebbe il caso di ricordare e onorare questo fatto storico nella "giornata della memoria", che si celebrerà settimana prossima.

venerdì 18 gennaio 2013

Prima il lavoro

La priorità del PD in Lombardia è il LAVORO: le nostre proposte verteranno principalmente sull’occupazione e sul rilancio delle imprese, lasciando da parte demagogia e false promesse sulle tasse che ci vengono raccontate ormai da 20 anni puntualmente ad ogni campagna elettorale, per non essere poi mai realizzate (in quanto non fattibili).
Il PD proporrà azioni misurate e possibili, concentrando gli sforzi sul lavoro e sul sostegno alle piccole e medie imprese con un primo obiettivo: basta finanziamenti a pioggia, basta con un sistema degli incentivi regionali allo sviluppo che oggi vengono dispersi per più di un miliardo di euro l’anno in ben 243 azioni diverse, senza poterne valutare gli effetti pratici.
Un'azione programmatica in linea con il progetto presentato alle primarie da Umberto Ambrosoli, candidato presidente per il centrosinistra alla Regione Lombardia:
a. spazio a nuovi investimenti in ambiti produttivi con effetti moltiplicativi sull’occupazione. Scelte che derivano da una responsabilità di governo e da approfondimenti con le parti sociali e le amministrazioni territoriali;
b. migliori politiche di formazione professionale e un più intenso rapporto tra istruzione, formazione e mercato del lavoro per orientare in modo efficace gli investimenti formativi (per esempio per settori, per aree geografiche, per supporti tecnologici);
c. nuovi strumenti di sostegno per i lavoratori più colpiti dalla crisi occupazionale.
Chi vuole contribuire su questi temi con idee e suggerimenti, può partecipare al dibattito sulla piattaforma online per costruire INSIEME una NUOVA Lombardia.

Antagonismo protagonista

Di episodi deprecabili: a Trento raid contro un gazebo della Lega (con un paio di feriti a cui facciamo gli auguri di pronta guarigione), all'università di Firenze interrotta invece la lezione del governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco. Siccome questa violenza può colpire chiunque (visto che anche al PD è toccato nel passato anche recente) occorre da parte di tutte le forze politiche fare quadrato e isolare i violenti, ma anche portare avanti una campagna elettorale senza utilizzare toni che esasperino gli animi e forniscano facili alibi a questi anti-democratici.

Diamo il voto agli studenti Erasmus

Non nel senso di "valutazione" per lo studio, ma come diritto di votare alle prossime elezioni, visto che con le attuali normative (più che incostituzionali, assurde) rischia di venirgli negato perché si trovano "temporaneamente all'estero" (e sono circa 20.000!). Promuoviamo quindi la loro iniziativa di protesta.

Sindaci che si mettono contro il gioco

Un nutrito gruppo di sindaci lombardi ha firmato il "Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo", per chiedere ai candidati alle Regionali e alle Nazionali di prendere posizione contro il gioco d'azzardo, causa di pericolose dipendenze che spesso sfociano in enormi disagi sociali. Per non parlare dei fenomeni di microcriminalità che ruota spesso intorno alle sale giochi e degli interessi della criminalità organizzata.
Il PD Lombardo aveva già presentato circa un anno fa un disegno di legge per dare linee guida definite in ambito socio sanitario, e sarà di sicuro un obiettivo che perseguirà anche nel prossimo governo della Regione, soprattutto se lo guiderà.
Il contrasto al diffondersi del gioco d'azzardo può partire da interventi come: divieto della sua pubblicità in TV; inserimento della dipendenza del gioco nel diritto alle cure e all’accesso gratuito e diretto ai servizi già garantiti nelle altre forme di dipendenza patologica"; devolvere una percentuale del fatturato complessivo sul gioco alla riparazione dei danni; porre un freno al modello di liberalizzazione controllata del gioco d’azzardo in Italia.
Da parte dei sindaci, arriva una ulteriore proposta provocatoria: accordare una riduzione di Tarsu e Imu ai gestori che non installeranno nei propri locali slot e macchinette videopoker.
La nostra amministrazione tempo fa ha emesso un'ordinanza contro il gioco d'azzardo: a dire la verità sembrava fatta più per formalità che per convinzione (e non solo perché era una fotocopia di un'ordinanza fatta a suo tempo da Stefano Candiani, sindaco di Tradate ma soprattutto ai tempi segretario provinciale della Lega). Per dare quindi un segnale forte alla cittadinanza, sarebbe buona cosa che il nostro Comune si aggregasse a quei comuni della nostra provincia che hanno aderito finora a questa iniziativa: Azzate, Gazzada Schianno, Cassano Magnago.

Social Mario

Anno 2013: dopo Twitter, Monti scopre anche Facebook.
Eh sì, un vero tecnico...

giovedì 17 gennaio 2013

La prima volta di Bersani

Come candidato premier: parte oggi la sua campagna e quella del centrosinistra (alle 16.30 presso il teatro Ambra Jovinelli a Roma), alla presenza di giovani che il 24 e 25 febbraio voteranno per la prima volta.
Qui potete seguire la diretta in streaming.

Edicolanti pericolanti

Non chiudono solo i giornali: a causa dei meccanismi di distribuzione e pagamento in atto, sono in pericolo anche le edicole.

Tutti uniti contro Equitalia

Manifestazione contro Equitalia (creata nel 2005 dall'allora governo Berlusconi-Lega), che ha visto fianco a fianco imprenditori e lavoratori.
La storia è sempre la stessa: giusto che il cittadino faccia il proprio dovere, ma spesso le regole imposte sono così restrittive e vessatorie da uscire dai limiti del buon senso e perfino della correttezza.

Roma no, immunità parlamentare sì?

Al di là o meno del coinvolgimento della Lega nella vicenda delle quote latte (che ai cittadini italiani è costata 4 miliardi di euro tra sanzioni pagate e mancati finanziamenti europei dall'84 ad oggi), sarebbe grave e imbarazzante se Maroni avesse opposto il veto per l'immunità parlamentare ai finanzieri che perquisivano la sede della Lega. Ancora più grave e imbarazzante se risultasse vero, dopo la sua secca smentita: non sarebbe poi così facile pulire con le "ramazze" il latte versato...

Update: per onore di cronaca, la magistratura di Milano afferma che «nessun politico è indagato» e che «c'è stata ampia collaborazione da parte della dirigenza della Lega per fornire, durante la perquisizione, tutti i documenti richiesti». I leghisti quindi possono stare tranquilli: nessun complotto da parte della magistratura "rossa".

mercoledì 16 gennaio 2013

La parole giuste

Niente bugie, favole o promesse non realizzabili, ma concretezza e verità: l'intervento a "Ballarò" di Pier Luigi Bersani, segretario PD e candidato premier del centrosinistra.
"Vogliamo un'Italia giusta per avere una riscossa civica mettendoci equità e legalità. Vogliamo un'Italia per bene che non accetta più favole e guarda in faccia la verità"

Più equità nelle pagelle

Gli studenti lombardi nei test nazionali (Invalsi e Ocse Pisa) risultano i più bravi e preparati, ma a scuola prendono voti più bassi rispetto ai loro colleghi del Sud, che però restano indietro nei test nazionali. Uno "spread" di valutazione che alla fine rischia di pesare sul curriculum e penalizzare i giovani lombardi, in particolare nella partecipazione a concorsi pubblici. Occorre quindi uniformare le prove (perlomeno gli esami di maturità) a livello nazionale.
Intanto, nell'indagine condotta dalla rivista specializzata "Tuttoscuola", le migliori scuole della Lombardia sono risultate nella nostra provincia, a Cassano Magnago.

Arcipicchia!

Bufera a Sesto San Giovanni (detta la "Stalingrado d'Italia") su un circolo Arci per un pranzo della domenica, pubblicizzato con un volantino riportante un'immagine di Benito Mussolini.
Non c'è più resistenza.

Insieme per cambiare la Lombardia

Lavoro, sanità, legalità, welfare, mobilità, ambiente... Sono i temi trattati nella bella campagna di comunicazione per le elezioni regionali del 24 e 25 febbraio presentata dal Partito Democratico della Lombardia.
Messaggi forti e chiari per tutti coloro che credono e vogliono impegnarsi nel progetto di Umberto Ambrosoli e del PD per cambiare la Lombardia: insieme.

martedì 15 gennaio 2013

Oltre alle tasse, anche i tassi

Quelli delle banche italiane sui mutui sono i più alti d'Europa.
E oltretutto, nemmeno è facile ottenere mutui e finanziamenti.

Il fisco del Berlusca

E' stato il più salato e il più iniquo durante il suo governo, con una pressione fiscale al 45% e un costo di 800 euro a famiglia per i redditi bassi e per i nuclei numerosi. Un'eredità pesante che ha gravato ulteriormente sul successivo governo (come ha dichiarato lo stesso Mario Monti), grazie anche all'escamotage trovato dal ministro dell'economia creativa Giulio Tremonti: scaricare l'onere fiscale sul futuro governo, inserendo nell'ultima manovra una clausola che, ai fini del bilancio, fa scattare non subito ma negli anni successivi tagli lineari del 20% a regime su tutte le agevolazioni fiscali (4 miliardi nel 2012, 16 nel 2013 e 20 nel 2014) con una previsione di altri 800 euro di aggravio a famiglia.
Inoltre, dal bilancio pubblico del 2010 (anno in cui c'era sempre il fallito governo Berlusconi-Lega), si può notare che in quell'anno lo Stato ha prelevato da ogni cittadino 11.860 euro, tra tasse e contributi sociali.
E alla fine, quindi, più tasse per tutti: anche più di Monti.

Un Partito senza padroni

Il PD è l'unico Partito che alle elezioni politiche non avrà il nome del leader sul proprio simbolo.
Nemmeno di un "non candidato premier".

Una sanità da rigenerare

Come tutta la Lombardia. Perché la sanità non solo è stato il settore core business dei governi Formigoni (con il 70% delle risorse regionali investite), ma anche quello maggiormente travolto da scandali e corruzione (che hanno toccato anche la nostra provincia), con il settore privato trasformato dalla politica formigoniana-leghista in un apparato parastatale e clientelare.
Per questo occorre un ripristino all'etica e alla trasparenza, ma anche una nuova impostazione all'organizzazione del sistema.
Il programma originario di Umberto Ambrosoli, candidato presidente del centrosinistra per la Lombardia, prevede un riesame e un riordino vigoroso ed approfondito del sistema sanitario lombardo, sotto molteplici profili:
- Migliore programmazione regionale.
Per fare un solo esempio, a Milano esiste un numero di cardiochirurgie che ogni confronto internazionale mostra essere eccessivo. Vanno razionalizzate. Idem per centri trapianti. E così in molti altri settori. La programmazione regionale deve tenere conto del quadro epidemiologico regionale da un lato, e dall’altro della realtà economica e gestionale dei servizi. È fondamentale, quindi, investire su un ridisegno delle reti cliniche costituite dai servizi territoriali e dai servizi specialistici ospedalieri.
- Principio di affiliazione.
I medici e il personale sanitario e i direttori generali devono essere bravi e onesti e basta. Non deve contare niente che siano legati a questo o quel gruppo politico (e non solo). La sanità lombarda non deriva da fatti recenti ma dal fatto che, a lungo, è stata costruita e gestita secondo il principio di professionalità e non secondo quello di affiliazione, male che si è diffuso molto negli ultimi venti anni. L’intervento correttivo dovrà essere chirurgico e rigoroso. I metodi di selezione, di nomina e di valutazione devono essere radicalmente cambiati.
- La spesa privata dei cittadini.
Il costo del ticket deve essere commisurato al reddito del paziente. Inoltre, quanto i cittadini pagano di tasca propria, con il supporto o meno di fondi assicurativi e fondi integrativi, rappresenta ormai il 30% della spesa sanitaria complessiva sostenuta annualmente dai lombardi. Il segnale é significativo e impone riflessioni, nonché interventi regolatori. Occorre -in ultimo- promuovere una nuova politica sanitaria all’insegna del motto che la sanità (cioè il farsi carico della condizione di benessere di una persona) o, meglio, la salute non è un onere ma un investimento ad altissimo rendimento. Si cercherà in questa direzione di conservare nei grandi ospedali l’unitarietà di assistenza sanitaria, ricerca, didattica, la triade di tutti i migliori enti sanitari in tutto il mondo.

Altre proposte e suggerimenti possono comunque essere integrati collegandosi alla piattaforma partecipativa lanciata da Umberto Ambrosoli.