mercoledì 31 agosto 2011

Un prete, un uomo

Don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus, alla Festa Nazionale del Partito Democratico che si tiene a Pesaro.

Al via la stagione di caccia al "Porcellum"

Parte a settembre la campagna referendaria per abolire il "Porcellum", l'attuale legge elettorale: una vera porcata ideata da Calderoli.
L'obiettivo è raccogliere 500.000 firme entro la fine di settembre, per fare sì che i parlamentari siano eletti direttamente da noi e non dai partiti.
Qui il comitato organizzatore. E ricordatevi: una volta ammazzato, del "porcellum" si butta via tutto.

Tutto, il contrario di tutto. E alla fine il nulla.

Dopo la manovra 2.0 si sta per passare alla 3.0. O forse è il caso di dire che siamo allo ZERO ASSOLUTO.
Via le Province e i comuni, ma anzi no. O forse più avanti.
Contributo sui redditi alti oppure tagli alle pensioni di reversibilità? Come fossero la stessa cosa.
L'IVA doveva essere bloccata, ma adesso mancano 5 miliardi e allora si dovrà ricorrere all'aumento IVA.
Via la naia e gli anni di laurea dal computo per le pensioni? Sì, ma dal 2012 in avanti. Quindi ancora una volta, spostiamo il debito al futuro, sui nostri giovani. Però così mancano i risparmi immediati previsti... Intanto l'Inps fa finta di niente e continua la sua campagna per incentivare il riscatto degli anni di laurea: qualcuno l'avverta.
E dopo la tracciabilità dei pagamenti e la lotta all'elusione, spunta anche la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi: tutte cose che aveva introdotto Vincenzo Visco e che erano state oggetto di una dura contestazione, su cui i componenti di questo governo avevano costruito la campagna elettorale. Tanto valeva invece lasciare Visco ministro delle Finanze: a differenza di Tremonti, la crisi lui almeno l'avrebbe prevista.

Update: salta la norma sulle pensioni che riguardava il riscatto degli anni di laurea e del servizio militare. Dubbi di incostituzionalità... Ma non potevano pensarci prima?
Adesso, tutto da rifare: pazzesco!

martedì 30 agosto 2011

Un dibattito su Malpensa

Stasera, alla Festa Democratica di Somma Lombardo si parla infrastrutture, di strade, di terra e di cielo: in particolare del progetto di SEA di ampliamento dell'aeroporto di Malpensa, con la fatidica terza pista, avversata in maniera trasversale dai sindaci (di destra e di sinistra) dei 9 paesi circostanti, che si sono visti anche scippati dallo Stato dei soldi della tassa d'imbarco.
Lo scontro è quindi acceso: da una parte si parla di sviluppo, dall'altra di sfruttamento e speculazione; c'è chi garantisce impatto ambientale zero e chi invece prevede disastri ecologici.
Nel frattempo, Sea annuncia un aumento degli utili e del traffico, sia passeggeri che merci. Ma dal prossimo 29 ottobre Air France trasferisce a Linate tutti i voli per Parigi.

E la Lega cade anche sulla manovra

Quella della Lega è una penosa, inesorabile, caduta senza fine: nei sondaggi, dal letto, e all'indomani del vertice di Arcore sulla manovra, anche nei giudizi del proprio popolo.
Che si commentano da soli.

Manovra champagne? No, una gazzosina amara

Cambiata totalmente ieri ad Arcore la manovra di agosto: in peggio. Via il contributo di solidarietà per i redditi sopra i 90.000 euro (ma non per i dipendenti pubblici); stretta sulle pensioni di anzianità (alla faccia di Bossi e della Lega); giro di vite confermato sui dipendenti pubblici; annullata la cancellazione dei piccoli comuni; riduzione della fiscalità di vantaggio per le cooperative; una fumosa lotta all'elusione contro le società di comodo; maggiori poteri attributi ai comuni nella lotta all'evasione; abolizione di tutte le Province e dimezzamento dei parlamentari, ma non in questa legislatura: prossimamente con una legge Costituzionale, e quindi chissà quando.
I tecnici del Tesoro già avvertono che mancano almeno 4-5 miliardi, ma secondo noi questa manovra è ancor più deficitaria, in particolare perché non ci sono misure di stimolo per l'economia, che rischia semmai di diventare ancora più depressa sul piano dei redditi, dei consumi, degli investimenti, dell'occupazione.
Sono stati ridotti i contestati tagli agli enti locali (circa 2 miliardi), ma ciò non eviterà l'aumento delle addizionali Irpef e l'abbattimento dei servizi.
L'IVA per ora rimane bloccata, ma il suo aumento è stato rinviato alla delega fiscale e assistenziale, e quindi alla fine arriverà.
Provvedimenti come le misure anti-elusione contro le società di comodo oppure i maggiori poteri attributi ai comuni nella lotta all'evasione rimangono poi un doppio punto interrogativo: saranno davvero applicati? E poi, quanto frutteranno? L'accertamento dei redditi delle persone fisiche da parte dei Comuni tramite l'istituzione di un Consiglio tributario, ad esempio, è una norma già esistente, ma che è stata adottata da pochi Comuni, molto restii a metterla in pratica. Come a Vedano Olona, dove le opposizioni è più di un anno che chiedono (senza esito) che venga istituito il Consiglio tributario.
Berlusconi può anche brindare, all'Italia toccherà ingoiare amaro: questa folle manovra non ci porterà fuori dal tunnel, e tra 5-6 mesi rischiamo di trovarci ancora più aggrappati disperatamente all'orlo sul baratro.

lunedì 29 agosto 2011

Il diritto di sciopero, lo sciopero per i diritti

CGIL e Associazione Calciatori: 2 categorie assai distanti, ma che in questi giorni hanno in comune uno sciopero che viene criticato più o meno da tutti.
Stride l'annuncio della CGIL di uno sciopero generale in un momento di crisi in cui non bisogna fermarsi, ma semmai produrre. Così come è discutibile lo stop imposto al campionato di serie A da professionisti affermati e strapagati.
Ci sono però da considerare alcuni fattori:
- sia la CGIL che l'Assocalciatori, nelle rispettive vertenze, hanno fatto degli sforzi per venire incontro a determinate esigenze: la CGIL con la firma dell'accordo unitario del 28 giugno, i calciatori invece erano disponibili per un accordo ponte che avrebbe almeno consentito l'avvio del campionato;
- la responsabilità di arrivare alla rottura non è tanto della CGIL, ma semmai del governo, che dall'inizio della legislatura si è imposto proprio la mission di dividere le parti sociali; né dell'AIC, ma di alcuni presidenti della Lega, che si sono rimangiati l'accordo raggiunto a gennaio scorso;
- e soprattutto, quello che conta maggiormente, è che alla base di questi scioperi vi è LA DIFESA DEI DIRITTI. Non ci sono motivazioni politiche, come attribuito alla decisione della CGIL, e nemmeno una questione egoistica di soldi, accusa mossa ai calciatori. La CGIL contesta la manovra finanziaria del governo, ma soprattutto l’articolo 8 del decreto n.138 (libertà alle aziende di licenziare), che non sembra essere un provvedimento per risanare l'economia, ma semmai un pericolosissimo attacco allo Statuto dei lavoratori. L'Assocalciatori, da parte sua, non contestava il pagamento del contributo di solidarietà (peraltro adesso abolito), ma l'articolo 7 del contratto, ovvero la possibilità da parte delle società di fare svolgere "allenamenti differenziati", qualora la rosa abbia dei giocatori in esubero: in pratica una sorta di mobbing nei confronti di giocatori che si vogliono cedere.
Forse quello della CGIL è un errore, e la sua decisione rischia di fare il gioco di chi vuole divisione tra i sindacati (ma l'atteggiamento di Cisl e Uil farà ottenere risultati migliori?).
Forse la serrata della serie A appare una sorta di puntiglio da parte di una categoria di privilegiati e viziati (ma questa situazione di eccessi nel mondo del calcio è solo colpa dei giocatori?).
Ma sui diritti non si transige: per quelli dei calciatori miliardari, e in maggiore ragione dei lavoratori dipendenti da 1.200 euro al mese.
Se ci fosse maggiore responsabilità da parte di tutti, allora sarebbe possibile assistere a dei passi indietro. Ma la sensazione è che si voglia fare di tutto per creare situazioni di caos e distogliere così l'attenzione della gente.
Il problema semmai è che a rimetterci ed a subire i maggiori disagi saranno sempre le parti più deboli: i cittadini e i tifosi.

Libero dai clan

20 anni fa veniva assassinato a Palermo Libero Grassi (nella foto), l'imprenditore che non volle piegarsi al racket del pizzo.

Esenzioni sacrosante?

L'avvio della manovra ha visto nascere il partito di color che chiedono alla Chiesa di pagare le tasse.
Un partito oltretutto trasversale, visto che, a dispetto delle insulse affermazioni di Alfano (il segretario di Berlusconi), raccoglie voci e critiche anche di testate moderate e opinionisti dell'area di centrodestra.
In realtà la Chiesa non è un evasore, ma gode di importanti agevolazioni. E in un momento in cui tutti devono fare la propria parte, si chiede uno sforzo anche al Vaticano.
Bisogna però fare alcune precisazioni: la legge che consente alla Chiesa l'esenzione Ici, è estesa anche a "Enti destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative o sportive, nonché delle attività di religione o di culto". E quindi comprende anche associazioni laiche (come i sindacati) oppure legate ad altre religioni.
Il dubbio rimane per la specifica su "ente non commerciale" e "utilizzo esclusivo di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive": qui occorre fare controlli per verificare la corretta interpretazione, ma non solo per gli immobili della Chiesa.
Critiche vengono mosse anche per l'esenzione Irpef per impiegati e salariati della Santa Sede, e per i vantaggi di cui godrebbe la Chiesa nei meccanismi di versamento dell'8 per mille.
Voci autorevoli come "Famiglia Cristiana" respingono queste accuse, replicando piuttosto che la Chiesa, con i suoi centri assistenziali e i suoi sacerdoti, danno un notevole contributo nel campo sociale, soprattutto in un periodo di crisi come questo, come anche Bersani ha voluto sottolineare.
E mentre c'è chi ipotizza che dall'abolizione delle esenzioni alla Chiesa potremmo ricavare circa 4 miliardi di euro, "Avvenire" invita piuttosto alla lotta contro l'evasione fiscale.

domenica 28 agosto 2011

La rottura dei "rottamatori"

Pippo Civati e Matteo Renzi (nella foto) sembrano porre fine al loro sodalizio, con cui lo scorso anno avevano dato vita a Firenze alla convention alla stazione Leopolda, che aveva sancito la partenza del progetto "Prossima fermata: Italia".
«Lo scorso anno, uno degli slogan della convention alla stazione Leopolda era 'prima il popolo, poi il leader: ecco, mi pare che adesso Matteo si stia occupando più del leader che del popolo» è stato il commento di Civati, che a quanto pare non è stato invitato alla nuova 3 giorni di politica messa in cantiere dal sindaco di Firenze ed in programma dal 28 al 30 ottobre.
E pensare che si stanno dividendo chi, tra le prime critiche mosse al Partito, aveva messo proprio le divisioni interne.

Il partito Fiat alla guida dell'Italia?

Luca Cordero di Montezemolo annuncia di fatto l'intenzione di scendere in politica. E lo fa presentando una sua proposta di manovra, accompagnata da uno slogan dal suono molto elettorale: "Rimettiamo in moto il Paese".
Era da circa un paio d'anni che comunque se ne parlava, così come della possibile coalizione (il Terzo Polo) che appoggerebbe il presidente della Ferrari.
Certo, sarebbe preferibile che la Fiat si occupasse della propria mission, ma dopo 20 anni in cui siamo già passati con un imprenditore al governo (e i cui risultati ci hanno messo sul lastrico) il rischio di riprovare un'analoga esperienza è davvero forte. Analogie tra l'altro ci sono tra l'entrata di Berlusconi e l'eventuale di Montezemolo: quelle relative ai debiti. Infatti, c'è chi afferma che a spingere Berlusconi "nella sua discesa in campo" non furono tanto i guai giudiziari, ma quelli finanziari, visto che le sue aziende in quel periodo presentavano un passivo pesantissimo ed erano a rischio chiusura. E la situazione attuale del gruppo Fiat (anche dopo le giornate nere della Borsa) non sono affatto migliori. Insomma: attenzione a ricascarci. E se dovesse accadere, più che mancanza di buon senso degli italiani sarebbe una sconfitta della politica e dei partiti italiani, in particolare quelli del centrosinistra. Ma anche Fini e Casini non farebbero una buona figura, anche perché potrebbero passare dalla padella alla brace. Come l'Italia, d'altro canto.
Proprio per questo il PD dovrebbe ancora di più rendere più credibile il proprio programma, studiando proposte che abbiano come obiettivo il futuro. E soprattutto, uscire dagli equivoci una volta per tutte, anche quelli relativi a Montezemolo: mesi fa si auspicava la sua entrata in politica, ora invece la si critica e guarda con sospetto. Sarà perché finalmente si è capito che il partito Fiat non vuole avere a che fare con i democratici?

sabato 27 agosto 2011

Festeggiamo l'Italia di domani

A Pesaro, dal 27 agosto all'11 settembre, Festa Nazionale Democratica.

Le navi della morte

223 marinai morti per mesotelioma pleurico o peritoneale, tumori riconducibili all'esposizione da amianto: è questa la spaventosa cifra su cui sta indagando la Procura di Torino, nell'inchiesta per la presenza di amianto sulle navi della Marina Militare.
Tra uranio impoverito e adesso l'amianto, i militari delle nostre Forze Armate corrono più pericoli per le omissioni di chi sapeva e ha taciuto.

PD: la contromanovra regionale

Anche il PD Lombardo propone 10 punti, per snellire le istituzioni lombarde e per abbattere i costi della politica regionale:
1. Soppressione della Provincia di Milano e costituzione della Città Metropolitana Milanese per la gestione associata dei principali ambiti di governo: trasporti e infrastrutture, urbanistica e territorio, servizi socio-assistenziali, etc.
2. Rendere subito operative le Unioni dei Comuni per tutte le realtà locali sotto i 5.000 abitanti anche attraverso una legge regionale di riordino territoriale che definisca i meccanismi di premialità e gli ambiti territoriali ottimali.
3. Razionalizzazione delle Province lombarde secondo la proposta di Legge Costituzionale presentata dal Pd in Parlamento.
4. Liberalizzazione del settore del trasporto pubblico locale regionale – a partire da quello ferroviario – per promuovere vera concorrenza.
5. Taglio radicale delle società partecipate da Regione, Province e Comuni eliminando innanzitutto gli organi societari per le società “in house”.
6. Soppressione e fusione di enti intermedi e strumentali: si parta subito dai Consorzi di Bonifica, dall’unificazione di società come Finlombarda e Cestec anche con l’eliminazione contestuale di tutte le società sotto partecipate.
7. Riorganizzazione della governance e delle funzioni di Asl e Aziende Ospedaliere di concerto con gli Enti Locali.
8. Superamento dei “Pirellini” presenti in tutta la regione.
9. Soppressione delle figure dei quattro Sottosegretari di Regione Lombardia e dei quattro Delegati del Presidente.
10. Eliminazione del vitalizio, taglio delle indennità di fine mandato e delle indennità mensili dei consiglieri regionali secondo la proposta di legge già formalizzata il 28 giugno scorso da approvare entro ottobre.

Frattini e i crimini contro l'umanità

Il "ministro delle vacanze all'estero" Frattini dichiara che “Gheddafi comandava i flussi d’immigrati verso Lampedusa” e accusa l’ex Colonnello di “crimine contro l’umanità per le troppe le morti causate nel Canale di Sicilia”.
Sarà bene ricordare a Frattini che il suo governo fino a poco tempo fa aveva stretto un accordo con Gheddafi sui respingimenti, e che quel patto scellerato non solo aveva infranto le regole per l'accoglienza dei rifugiati politici, ma aveva visto la creazione di campi di detenzione in Libia in cui è stata denunciata la violazione dei diritti umani. E anche allora c'erano state tante, TROPPE MORTI.
L'Italia sta subendo un processo a Strasburgo per quella scellerata politica, e la sentenza dovrebbe arrivare in autunno: si parlerà anche quel giorno di crimini contro l'umanità?

P.S.: qualcuno si è preso la briga di raccogliere le dichiarazioni di Frattini "sull'amico Gheddafi". Ma ormai è tutto "passato".

venerdì 26 agosto 2011

A Fagnano PD in Festa

Festa Democratica a Fagnano Olona dal 25 al 28 Agosto. Divertimento, musica e cucina, ma anche cultura e dibattiti: stasera, venerdì 26, sarà presente l'on.Lino Duilio su "La manovra economica"; domenica 28 l'on.Vinicio Peluffo dialoga con i cittadini.

Riformailing

L'ultima lettera di Walter Veltroni sulle riforme necessarie al Paese.

Raschiare il fondo

L'ennesima balzana idea di Calderoli: prendersela con le casalinghe vedove e con gli invalidi civili. Dopo il "porcellum", lo "sciacallum".
Questo governo sta proprio toccando il fondo.

giovedì 25 agosto 2011

Treni ad personam

Scorta, personale scelto e puntualità: sembra che sia l'offerta di Trenitalia a ministri e famiglia, con tanto di vagone letto (classe Excelsior) aggiunto per l'occasione.

A nostra insaputa

Adesso si fanno di nascosto le inaugurazioni dei busti degli zii gerarchi fascisti. Utilizzando, tra l'altro, i fondi per il terremoto.
Quindi: anziché la ricostruzione, la revisione; con i soldi di tutti noi e senza farci sapere niente.

Sesto: non corrompere

L'inchiesta sul presunto sistema di Sesto S. Giovanni che coinvolge Filippo Penati sembra arrivata in una fase cruciale. E sono partite le prime richieste di arresto. L'avvenuta prescrizione per gli ipotetici fatti denunciati per ora evita la custodia cautelare in carcere richiesta per Penati. La vicenda per ora appare fosca, ma confidiamo che, sia da parte dei magistrati che da Penati, venga fatta al più presto chiarezza. Anzi, lo pretendiamo: perché verità e legalità sono punti cardini del Partito, e soprattutto dei suoi elettori. Insomma: così non ci sta proprio bene!

Update
: Filippo Penati si autosospende dal PD ed esce dal Gruppo consiliare per potersi difendere a tutto campo e non creare problemi e imbarazzi al Partito.
Bossi e Berlusconi invece premiano il "pregiudicato" Aldo Brancher.

Iniquitalia

Pagare le tasse è un dovere che tutti i cittadini devono assolvere. Purtroppo, però, con il nostro sistema capita spesso che i grandi evasori la facciano franca e che cittadini onesti, o che magari hanno solo piccoli debiti col fisco, debbano subire errori, ingiustizie e persecuzioni spropositate. Insomma, o evadi o vieni tartassato: in sintesi è questo il risultato per come viene gestito il nostro sistema fiscale.
E i dubbi di questa gestione distorta non riguarda solo la riscossione da parte di Equitalia, ma anche l'atteggiamento di alcuni settori dell'Agenzia delle Entrate.
D'altra parte anche il nostro governo ha adottato una politica ambigua riguardo il prelievo fiscale, e inoltre vi è anche una forza politica all'interno della maggioranza, come la Lega, capace di passare da un eccesso all'altro: avalla scudi e condoni tombali e poi, con clamorose retromarce, invita i cittadini "a collaborare attivamente con lo Stato centralista e a denunciare quanti all'interno della sua comunità locale si arricchiscono con l'evasione". Per non parlare poi del padrone di tutti, che aveva promesso che avrebbe diminuito le tasse, e invece si è impegnato a fondo per evitare di farle pagare a chi di dovere.

I giovani in panchina

E' la situazione dell'Italia nel calcio. E non solo in quello.

E tagliare i doppi e tripli incarichi?

Invece dei comuni. O quanto meno, i doppi e tripli stipendi.

L'auto elettrica di Gheddafi

Nel "bottino di guerra" degli insorti in Libia vi è anche la "500" di Gheddafi (vedi foto). Un modello altamente elaborato da un'officina specializzata di Milano. E si scopre che, tra le tante modifiche richieste, è stato voluto un motore elettrico per rimpiazzare quello termico. Ecco: se Gheddafi, che sul petrolio ci galleggiava, ha preteso un'auto elettrica, qualcosa vorrà pure dire.

mercoledì 24 agosto 2011

A Schiranna in Festa 20 anni della nostra storia

Che cosa è cambiato in 20 anni? E' il titolo dell'interessante dibattito che si terrà venerdì 26 agosto alle 21.00 presso il PalaCoop di Schiranna in Festa, che chiuderà questa settimana.
Introduce la serata il segretario provinciale Fabrizio Taricco; a moderare sarà invece Luisa Oprandi (candidata sindaca di Varese). E a parlare di questo ventennio che ha visto la nascita politica del duo Berlusconi&Bossi, e probabilmente ne vedrà anche la fine, interverranno Carlo SPREAFICO, Roberto BISCARDINI, Pippo CIVATI. A fare da filo conduttore, con il suo libro "Cuore & Regione", il vedanese Giuseppe ADAMOLI, protagonista in Regione Lombardia in questi ultimi 20 anni. E a proposito della sua attività regionale, Adamoli ha fatto outing sul proprio vitalizio.

La Padania delle baby-pensioni

Si parla tanto delle pensioni d'oro dei politici, ma vi ricordate le baby-pensioni? Sono quelle che sono state concesse a cavallo tra gli anni '70 e '80 anche a chi aveva appena 14 anni di contributi, con una retribuzione a volte perfino pari al triplo della cifra versata con i contributi. A usufruirne furono centinaia di migliaia di dipendenti pubblici. Oggi sono mezzo milione e passa, che costano allo Stato circa 10 miliardi di euro l’anno.
Difficile da raccontare ai giovani, che dopo le ultime riforme dovranno lavorare fino a quasi 70 anni e avranno una pensione che se va bene sarà pari al 60% della retribuzione. Ma la cosa curiosa è che a godere di questo regalo di "Roma ladrona" è la "Padania", visto che il 65% dei baby-pensionati risiede al Nord. E tra questi privilegiati ci sono Manuela Marrone, moglie di Umberto Bossi, che in pensione ci è andata quando aveva 39 anni, e l'europarlamentare leghista Francesco Speroni, uno dei fedelissimi del "Senatur".
Sarà per questo che la Lega si oppone così strenuamente alla riforma delle pensioni?

Feste PD tra informazione e Mediterraneo

A Firenze, Festa Nazionale PD dell'Informazione, tra ballo liscio e blog, social network e pecora in umido, s'incontrano tradizione e innovazione.
A Genova invece, Festa Nazionale PD su Europa e Mediterraneo: nella città che è una vera e propria porta sul Mediterraneo, un mare che viste le ultime vicende sulle coste d'Africa, diventa di fatto uno sbocco per trovare nuove risorse per l'Italia e l'Europa.

Il mondo perduto dell'albero degli zoccoli

Nel viaggio-reportage di Paolo Rumiz attraverso i luoghi perduti dell'Italia, si parla anche di "Padania", polenta, cascine: un mondo contadino che stiamo perdendo, un patrimonio culturale che non si vuole salvare perché ormai considerato cosa morta.

martedì 23 agosto 2011

Una contromanovra a favore dell'Italia

Oggi il Segretario Pierluigi Bersani insieme a Rosy Bindi (presidente dell'Assemblea nazionale), al vicesegretario Enrico Letta e a Stefano Fassina (responsabile Economia e Lavoro), ha presentato in conferenza stampa le 10 proposte alternative del Partito Democratico alla manovra del governo per ottenere equità e sviluppo sostenibile:
1) Istituzioni più snelle e taglio ai costi della politica
2) Dismissioni immobili e frequenze
3) Liberalizzazioni
4) Politiche industriali per lo sviluppo sostenibile, il lavoro, il Mezzogiorno
5) Una politica vera contro l’evasione fiscale
6) L’imposta ordinaria sui grandi valori immobiliari
7) Il contributo di solidarietà dai capitali scudati
8) L’autonomia delle parti sociali
9) Contro il falso in bilancio, l’autoriciclaggio e il caporalato
10) Giustizia


Una contromanovra basata su 3 linee guida:
• ridurre i costi della Pubblica Amministrazione
• fare una manovra equa, facendo pagare chi finora non ha pagato
• stimoli all'economia ed al lavoro.

Un tempio segno dei tempi

A Pessina Cremonese, nel cuore della Pianura Padana, è stato inaugurato il tempio Sikh più grande d'Europa. Un altro segnale che integrazione e multiculturalismo trovano sempre più spazio nel nostro Paese.
E ne discuteremo prossimamente anche a Vedano. Perché gli "stranieri a casa nostra" si sentono sempre meno stranieri e sempre più a casa propria.

Niente scuse per lo scudo

Tassare di nuovo i capitali scudati si può: ce lo spiega Maria Cecilia Guerra, direttore del dipartimento di Economia politica dell’Università di Modena e Reggio Emilia, economista di Lavoce.info. Non ci sarebbe nessuna “rottura” del patto tra Stato e cittadini, che tanti paventano: con la nuova imposta è possibile rispettare l’anonimato garantito a chi ha aderito allo scudo fiscale e non si tratterebbe neppure di una tassazione retroattiva (il provvedimento varato da Tremonti garantiva infatti lo “scudo” non verso future imposte, ma verso ulteriori accertamenti fiscali). E oltretutto “l’adesione allo scudo può essere considerata semplicemente un indicatore di buone disponibilità patrimoniali, sulla base del quale si chiede al contribuente un ulteriore versamento. La manovra contiene già il contributo di solidarietà sui redditi Irpef e l’addizionale Ires per le imprese energetiche, queste sì retroattive visto che vanno a toccare anche i redditi prodotti quest’anno, prima della manovra di agosto. Perché allora lo Stato dovrebbe farsi degli scrupoli in più per patrimoni frutto di evasione o peggio?”.
Dalla tassazione del 18% sugli oltre 100 miliardi rientrati si recupererebbe quasi l'intero importo della prima parte della manovra.
Su questa stessa linea è anche il PD: “Un’imposta patrimoniale una tantum del 15% sulle basi imponibili regolarizzate attraverso il condono-scudo fiscale del 2009, senza violare l'anonimato”, ha spiegato Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro dei democratici. E d'altra parte l'alternativa è "far pagare chi paga sempre o tagliare le mense scolastiche, gli asili nido, l’assistenza agli anziani, il trasporto pubblico locale”.

Smantellare la memoria

A Brescia la Fondazione Micheletti sta tentando di aprire un museo per esporre macchinari strappati alla rottamazione e scongiurare così la liquidazione della storia manifatturiera della città e delle sue valli.
Presse, laminatrici, linotype, forni, torchi, fresatrici, telai: una collezione unica di tecnica proveniente da aziende prestigiose come il birrificio Wuehrer, l'Atb (Acciaieria Tubificio Bresciano), la "Streparava" di Adro.
Purtroppo, non ci sono le risorse per fare partire l'iniziativa. O meglio "i soldi per la trasformazione c'erano, ma la Lega Nord si era messa di mezzo. Perché buttare soldi in storie finite, avevano detto i paladini dell'identità padana. I musei non rendono, sono roba da intellettuali comunisti. Meglio cemento nuovo fiammante".
Insomma, i leghisti, quelli del "un popolo senza memoria non ha storia", delle "nostre radici", del "basta cemento", smantellano la nostra storia e la nostra cultura. E chissà se se ne rendono conto.

lunedì 22 agosto 2011

La manovra vuole tagliare il referendum

Pochi se ne sono accorti, ma uno dei provvedimenti contenuti nella manovra (l'art. 4, quello che reintroduce la privatizzazione\liberalizzazione dei servizi pubblici locali) di fatto ripropone sostanzialmente un articolo di legge già abrogato dal Referendum di giugno (quesito n. 1). Abrogato attraverso il voto del 54,81% degli italiani, di cui il 95,35% si è espresso a favore dell'abrogazione. Il governo ora non vuole tenere conto della volontà popolare: facciamoci sentire e sottoscriviamo l'appello lanciato dal comitato referendario sull’acqua pubblica.
Altrimenti che senso ha fare i referendum?

Social netrock

La Rete spericolata di "Blasco".

No representation without taxation

Perché non togliere agli evasori per un certo periodo (a seconda della somma evasa) ogni diritto di cittadino, dal voto all'utilizzo dei servizi pubblici?

Gheddafine

Tripoli in mano ai ribelli: cade il regime "dell'amico Gheddafi".
(Nei cartelli del popolo libico per i ringraziamenti ai leader dell'Occidente, ci sono le foto di Angela Merkel, Sarkozy, Cameron e Obama. Però non c'è quella di Berlusconi: chissà come mai?)

I nazisti dell'Illinoiantri

Arrieccoli (con Scilipoti).

Meetico Napolitano!

L'intervento del Presidente Giorgio Napolitano al Meeting di Rimini.

domenica 21 agosto 2011

La Chiesa e i giovani

Si chiude a Madrid la Giornata Mondiale della Gioventù, che ha visto decine di migliaia di giovani sfidare caldo torrido e bufere per assistere agli interventi di Papa Benedetto XVI. Una grande prova di fede, a cui ha fatto da contraltare (è il caso di dirlo) la rabbia degli indignados che hanno contestato la manifestazione. Ottimismo e speranza da una parte, mancanza di fiducia e paura del futuro dall'altra: solo una questione di fede? La Chiesa proprio in questi frangenti forse dovrebbe pensare anche a coloro che sono fuori dal "suo circuito". In un periodo di crisi come questo, un piccolo segnale "pratico" servirebbe di certo a dare fiducia. E potrebbe anche placare polemiche in atto.

Lo sporco lavoro di Sacconi

In tempi di crisi, in cui c'è un'emergenza in atto di occupazione e precarietà del lavoro, non è paradossale volere inserire nella manovra modifiche allo Statuto dei lavoratori riguardanti la "libertà di licenziare"? Il fatto è che anche di fronte all'emergenza in cui si trova il Paese, il flaccido Sacconi continua imperterrito in quello che da sempre è la sua missione: creare tensione tra le parti sociali e isolare la CGIL. L'invito ai sindacati è di non cadere nelle provocazioni di un governo irresponsabile, e trovare una linea comune su cui muoversi per difendere i diritti dei lavoratori e nello stesso tempo salvaguardare la produttività delle imprese.

sabato 20 agosto 2011

Per non sparire

Occorrono gli immigrati.

Sterilizzare i rom

La proposta-choc è del governo della Slovacchia, Paese entrato di recente nella UE. Con la scusa di offrire un programma per "aiutare le famiglie povere con troppe bocche da sfamare", si offrono alle donne "anticoncezionali per evitare che procreino o addirittura la sterilizzazione gratuita". Ma il vero obiettivo del programma sarebbe però la numerosa e mal tollerata comunità rom locale: 400.000 su 5 milioni di abitanti.
Eppure integrare i rom è possibile, come ha dimostrato la Spagna, dopo trent’anni di programmi governativi. E porterebbe alla comunità intera nuove risorse. Però forse è più semplice lasciarsi andare all'odio e alla discriminazione.

Fa caldo

Le temperature sono aumentate in questi giorni, e qualcuno ne risente più degli altri.

venerdì 19 agosto 2011

Comuni e Province

La manovra del governo comprende anche il provvedimento dell'abolizione e accorpamento di Comuni (sotto i 1.000 abitanti) e Province (sotto i 300.000 abitanti). Al riguardo la posizione del PD (che tra l'altro ha già portato avanti una proposta di legge sulle Province) presenta al suo interno pareri che convergono tutti su un punto: tagli fatti con logica nell'ottica di un'ottimizzazione della gestione dei servizi e non in maniera indiscriminata.
Pierluigi Bersani è contrario all'abolizione totale delle Province, e vede piuttosto un loro dimezzamento, oppure una riconversione a enti di secondo grado (vedi intervista video).
Giuseppe Adamoli è favorevole anche lui alla riduzione delle Province, tenendo in considerazione però anche variabili come storia, cultura, valore simbolico oltre a quelle del numero di abitanti e dell'estensione geografica stabilite dal governo come criteri di selezione. Riguardo i piccoli Comuni, invece Adamoli vede dei vantaggi nella gestione comune dei sevizi sociali.
Pippo Civati auspica invece un superamento delle Province con enti di coordinamento tra i Comuni, riducendo contemporaneamente il numero degli stessi.
Di certo occorre una razionalizzazione delle risorse, e se bisogna tagliare, lo si faccia partendo da strutture che sono dei veri e propri sprechi: come i ministeri della Lega a Monza o i "Pirellini" istituiti da Formigoni e sparsi nei capoluoghi di provincia.

In fuga dal Nord tradito

Sono passati più di 2 mesi dal raduno di Pontida, e della famosa lista di "fatti in tempi certi" sbandierata nel volantino non c'è proprio nulla di concreto. Oltre a questo aggiungiamoci il finto federalismo (morto prima ancora di nascere), i tagli ai comuni, le tasse aumentate, la farsa dei ministeri a Monza, i tanti annunci a vuoto e si comprende come mai Bossi & C: non siano più i benvenuti al Nord, tanto da scappare dalle abituali località di soggiorno "padane" e annullare i comizi per evitare le proteste della base. Quei pochi che credevano in Bossi ora si sentono traditi e non ne possono più delle sue chiacchiere.

Un anno dopo

"È ovvio che qualora la coesione della maggioranza venisse meno anche su uno solo di questi 5 punti, che sono parte integrante del programma di governo, non accetteremmo mai di farci logorare in un tirare a campare in discussioni continuative che erano tipiche di molti governi della prima repubblica". Parole di Berlusconi del 22 agosto 2010, dopo aver lanciato i cinque punti per “completare il programma”. Nessuno dei 5 punti è stato portato a termine e i conti pubblici non erano in ordine come invece Silvio aveva garantito. Ce lo ricorda Polisblog. Cerchiamo di non dimenticarcelo, come abbiamo fatto con le sue promesse sulle tasse.

giovedì 18 agosto 2011

Da Piazza Affari alla piazza sociale

Oggi in Borsa bruciati 20 miliardi di capitalizzazione con un -6,15%. La manovra non ha ancora sortito gli effetti positivi che il governo si augurava. Anzi, viene contestata da tutti e si annunciano mobilitazioni: dalla Cgil, dalla fronda della maggioranza, dall'opposizione. Perfino dai sindaci del Nord. In pratica, indice in ribasso e pollice verso.

Pensioni e poltrone d'oro

2.200 euro di pensione al mese per 2 anni di incarico: è quanto percepisce Luigi Zocchi, ex-parlamentare varesino di Forza Italia. Oltre a lui, ci sono altri ex-parlamentari della nostra provincia che hanno diritto al famoso vitalizio. Tra questi figura anche il presidente della Provincia Dario Galli, leghista, con 4.000 euro al mese. Ciò che però lascia perplessi nel suo caso è che fruisca di questo vitalizio nonostante il suo attuale incarico, e oltre a quello faccia parte del consiglio di amministrazione di Finmeccanica (il cui presidente è un certo Guarguaglini) e sieda anche nel cda della Financière Fideuram di Parigi, pur non avendo nessuna esperienza specifica in campo bancario. E l'anno prossimo, alla fine del suo mandato di presidente della Provincia, si parla di lui come possibile candidato sindaco di Tradate. Poi i nostri politici non se la prendano se i cittadini li accusano di essere una "casta" di oligarchi.

Farsi scudo della manovra

La manovra non sarà lacrime e sangue per tutti, perché a quanto pare servirà a proteggere ulteriormente evasori e mafie. Il PD tra le sue proposte aveva infatti inserito un prelievo una tantum sui capitali rientrati grazie allo scudo fiscale. E invece che ad un un prelievo-bis, il governo pensa ad uno scudo-bis. Con una penale però superiore a quella del 5% inserita nel condono precedente, del 2009: si parla del 7-10%, quando però altri Stati, che avevano attuato lo stesso provvedimento, avevano applicato il 20-30%. Quindi, ancora una volta, con una sanzione irrisoria mafie ed evasori potranno riciclare denaro accantonato illecitamente.
Insomma: gli onesti continuano a pagare e a "contribuire", e i furbi invece ne traggono vantaggi. Chissà se anche in questo caso il cuore di Berlusconi "gronda sangue..."

Parola di capotreno

Sui treni ad alta velocità il guasto non esiste: al limite diventa "controllo tecnico".

Il 25 aprile deve continuare a r-esistere

L'ANPI lancia un appello contro l'abolizione del 25 aprile, prospettata nella manovra dal governo. Sarebbe un attacco ai valori della nostra democrazia e della nostra Repubblica.
Non si può barattare un patrimonio di storia, giustizia, cultura e civismo per un ipotetico zerovirgola in più di Pil (che non è nemmeno detto che ci sia). Il provvedimento di spostare le 3 feste civili (25 aprile, 1° maggio e 2 giugno) appare quindi essenzialmente politico e non economico.
Ci hanno anche detto che anche in Europa funziona così: balle, perché in Francia il 14 luglio è intoccabile. E anche negli USA l'Indipendence-Day è sacro.
Se San Gennaro e il suo sangue non si toccano, lo stesso deve valere per la celebrazione di quegli uomini e quelle donne che hanno versato il proprio sangue perché oggi possiamo essere liberi.
Qui potete aderire ad una petizione online dell'associazione Articolo 21.

mercoledì 17 agosto 2011

In undici

Come una squadra di calcio: il numero dei senatori presenti oggi in Aula (su 321) per discutere la manovra. E il bello è che oggi il ministro e senatore Calderoli (che non figura tra quelli che erano presenti) si è permesso di criticare proprio i calciatori.

Una XL per CL

Le t-shirt di "Firmigoni"
(tutte rigorosamente
taglia XL
e autografate
).

I miliardari chiedono più tasse

Warren Buffet (nella vignetta), il terzo uomo più ricco del mondo secondo la rivista Forbes, si lamenta: "Pago solo il 17% di tasse, contro il 33% pagato dai miei dipendenti, persone che a stento arrivano alla fine del mese".
Se si vuole uscire da questa crisi, i governi ascoltino l'appello legittimo e sensato di Buffet (alla faccia dell'irresponsabile movimento Tea Party): paghi chi non paga mai. Purtroppo per noi, però, a capo del governo abbiamo il miliardario sbagliato.

Lo sport della Lega

Dai deliri di Bossi a quelli dei suoi sottoposti: nella Lega una vera e propria gara ad offendere e insultare.

Trenord e turismo: fuochi di paglia

Spettacolo di fuochi artificiali il 15 agosto a Laveno Mombello, un evento che richiama un pubblico numeroso da tutta la provincia, e oltre. Ma a differenza degli scorsi anni, non ci sono treni speciali, un servizio di indubbia utilità, che oltre a portare più pubblico avrebbe permesso di snellire il traffico dovuto alle code chilometriche di auto per e da Laveno. Davvero una bella pensata, per una "nuova" compagnia ferroviaria che, per bocca dell'assessore Cattaneo, aveva annunciato un miglioramento dei servizi (a seguito anche degli aumenti indiscriminati delle tariffe) e per una Provincia che punta sul turismo "green": ma come al solito, alle parole non corrispondono i fatti.
Questione di incapacità o di menefreghismo?

martedì 16 agosto 2011

Come previsto

La crisi "non prevedibile" per Tremonti in realtà era stata prevista già 2 anni fa da diversi economisti, a cui Tremonti aveva risposto (con la solita arroganza e il consueto tono sprezzante) chiedendo di essere "ottimisti". E questo, fino al maggio 2011! Come previsto, Tremonti alla fine ha dimostrato tutta la sua incompetenza.

lunedì 15 agosto 2011

Questione di vedute

Sacconi si mette il collirio (nella foto), e non si capisce se con questa manovra il governo brancoli nel buio o abbia invece obiettivi ben mirati. Probabilmente tutte e 2 le cose.
L'accorpamento dei piccoli comuni (quelli sotto i 1.000 abitanti) è stato venduto come un grosso taglio alla politica, poi invece si scopre che l'operazione comporta ad un risparmio pari al costo di 3 parlamentari: tanto vale partire subito con una legge che porti al dimezzamento dei parlamentari, come proposto da tempo dal PD. Così come non si capisce perché non abolire tutte le province, anziché stare lì a creare parametri ed artifici per salvarne una piuttosto che un'altra. In ogni caso, ha poco senso accorpare comuni e abolire province per avere dei risparmi e poi creare sedi distaccate dei ministeri (vero Lega?).
I tagli dei traferimenti a Comuni e Regioni invece determineranno la fine del federalismo fiscale (morto prima di nascere), che alla fine risulterà solo come un'introduzione di nuove tasse locali. Per non parlare della soppressione dei servizi sociali, che peseranno in particolare sui pensionati che il governo dice di non avere toccato.
La riduzione dei fondi Fas invece, oltre a togliere risorse per la prevenzione al dissesto idrogeologico (con il rischio poi di "contare i morti sotto le macerie"), comporterà anche tagli per la banda larga. Difficile credere che si tratti solo di miopia politica, vista l'ostilità di questo governo verso la Rete già dimostrata in passato.
Così come è difficile credere che abolendo un ente come il Sistri (nato per registrare e monitorare i movimenti dei rifiuti), non ci si sia resi conto che si faceva "un regalo alle ecomafie" (come ha denunciato perfino il ministro Prestigiacomo!).
Altra cosa poco comprensibile è l'ostinazione nel volere modificare lo statuto dei lavoratori e l'articolo 41: quale nesso c'è con l'abbassamento del debito pubblico? Nessuno, e viene quindi il sospetto che sia solo una questione per abolire diritti a una parte (lavoratori e precari) e concedere fin troppe libertà a un'altra (le cricche).
E anche l'abolizione dei ponti festivi suscita parecchie perplessità: il provvedimento porterebbe ad uno 0,1% di crescita, ma di contro ci sarebbe il rischio di fatturati tagliati per un settore già in crisi come quello turistico, che di fatto annullerebbe l'effetto portato dall'abolizione delle feste. L'impressione, purtroppo, è quindi che questa misura sia una scelta di valore simbolico e politico da parte del governo. Basti pensare che quest'anno il calendario ha già fatto in modo che 25 aprile e 1° maggio cadessero di domenica e lunedì (eliminando quindi di fatto i ponti), e non pare che l'economia ne abbia tratto una scossa benefica.
Ma purtroppo è una questione di vedute: e c'è chi come il nostro governo non riesce a vedere più in là del proprio naso e anziché avere una visione di benessere per l'intero Paese guarda solo ai propri interessi, buttandoci magari tanto fumo negli occhi. E dopo lo spettacolo indecoroso a cui abbiamo assistito in questi 3 anni, la vediamo davvero dura che qualcosa possa essere rivisto al meglio.

domenica 14 agosto 2011

sabato 13 agosto 2011

La contromanovra PD in 7 punti

Le 7 proposte del Partito Democratico in alternativa alla manovra depressiva e ingiusta del governo:
1) prelievo straordinario una tantum sull'ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati (15 miliardi di euro).
2) misure contro l'evasione fiscale3) Imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato.
4) Dismissioni di immobili pubblici (25 miliardi di euro).
5) Liberalizzazioni.
6) Politiche industriali per la crescita: tra queste l'implementazione dei recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia.
7) Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica (dimezzamento del numero dei parlamentari; snellimento di Regioni, Province, Comuni; accorpamento dei piccoli comuni; dimezzamento delle province; dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l'acquisto di beni e servizi nella P.A.).

La spremuta d'agosto

"Il mio cuore gronda sangue" ha detto ieri Berlusconi alla presentazione della manovra (la terza in meno di un anno, dopo quella di 3 settimane fa e l'altra di fine 2010: alla faccia della "solidità economica del Paese e della crisi che non c'era"...).
A versare sangue (perché le lacrime sono già finite da tempo) saranno però i ceti basso e medio, in particolare quest'ultimo, che rischia di sparire: in pratica il cuore economico del Paese.
Ci sono parecchie incongruenze nella stangata da 45,5 miliardi presentata dal governo ma imposta dalla Bce. Ad esempio, non si capisce perché il taglio delle province e l'accorpamento dei comuni (che pure era uno dei punti del programma elettorale della destra) non sia stato fatto subito a inizio legislatura, invece di agire inopportunamente sull'abolizione dell'Ici, che ormai gravava solo sui redditi alti, dopo che il governo Prodi aveva esentato i ceti bassi dal pagamento di questa tassa. L'Ici oltretutto rappresentava l'unica entrata fissa per i Comuni, che sono stati ulteriormente penalizzati dai tagli. E altri ne sono previsti in questa manovra, a Comuni e Regioni, tanto da fare dire giustamente a Formigoni che "Il federalismo fiscale non esiste più". L'assurdo è che dal 2012 partirà in anticipo l'introduzione della nuova tassa Imu (Imposta municipale unica,) per compensare ai Comuni le mancate entrate dai trasferimenti dello Stato e per la Lega QUESTO è il federalismo: nuove tasse sui cittadini. Però le metteranno gli enti locali e non il governo: qui sta il trucco.
Tagliati poi i ponti festivi: l'unico ponte su cui il governo continua a puntare sarà quindi quello sullo Stretto. Forse, anche per l'inutilità di quella grande opera, sarebbe stato il caso di invertire le decisioni, visto che accorpare le festività infrasettimanali alle domeniche permetterà sì di non fermare la produzione, ma nel contempo limiterà i consumi e inciderà negativamente sul settore alberghiero e ristorazione: un effetto quindi ne annullerà un altro. Oltretutto, a guardare il calendario di quest'anno, con il 25 aprile caduto di lunedì ed il 1° maggio di domenica, secondo la teoria del governo la nostra produzione avrebbe dovuto avere dei benefici, e sinceramente proprio non ci è parso: non vorremmo che la misura della soppressione dei ponti festivi "laici" avesse un valore simbolico e politico.
Berlusconi parla anche di tagli di poltrone (54.000 in meno, dice) e di costi della politica: peccato però che la cosa riguardi solo i consiglieri comunali e regionali. I cittadini si aspettavano anche novità sui privilegi e sul numero dei parlamentari, ma lì la "casta" non si è toccata.
Si dice poi che pensioni, scuola e sanità non siano state toccate: però i tagli portati alle Regioni e agli enti locali alla fine toccheranno quei settori, perché non ci saranno risorse per coprire i servizi. E tra questi, il trasporto pubblico locale subirà un duro colpo (tempi sempre più duri per i pendolari). E fa venire i brividi l'inserimento del meccanismo per facilitare la privatizzazione dei servizi pubblici: un provvedimento che secondo Tremonti servirà a sbloccare risorse per gli investimenti. E allora perché non togliere il paletto del patto di stabilità agli enti locali virtuosi? La Lombardia, per fare un esempio, ha più di 4 miliardi di euro bloccati che non può utilizzare per via del patto di stabilità.
Inserito il contributo di solidarietà del 5% per i redditi dei dipendenti superiori a 90.000 euro lordi e del 10% per quelli superiori ai 150.000 lordi, mentre per i lavoratori autonomi si parla di un aumento dell'Irpef per redditi superiori a 55.000 euro: l'impressione però è che i grandi patrimoni siano comunque risparmiati (nonostante l'innalzamento della tassazione sulle rendite finanziarie al 20%).
Sull'evasione fiscale, oltre alla reintroduzione della tracciabilità dei pagamenti (misura criticata da Berlusconi come "sovietica" ai tempi del governo Prodi), annunciate sanzioni più pesanti (fino alla chiusura dell'esercizio per chi non emette lo scontrino), però di contro non viene spiegato con quali risorse verranno effettuati i controlli, e si parla addirittura di una rimodulazione degli studi di settore.
Manca poi, come nelle altre manovre, ogni riferimento a provvedimenti riguardanti il sostegno alla crescita dell'economia e alla produzione della ricchezza: non se ne parla affatto, si è pensato solo a tagliare, in particolare i servizi e le detrazioni fiscali, che peseranno molto sulle famiglie con figli e parenti (anziani o disabili) a carico. E non crediamo che la Bce volesse questo: in altri Paesi europei, dove sono state varate manovre di questo tipo (anche se non così frequenti come da noi) sono stati portati tagli agli sprechi e ai servizi, ma in compenso sono stati studiati interventi strutturali e benefici per il futuro. Non è un caso se tutti crescono (anche la Spagna) e noi siamo gli unici in Europa a non farlo.
Con un altro governo molto probabilmente ci sarebbe stata una manovra così pesante, ma di certo non saremmo arrivati a questo punto, a farla all'ultimo momento, con l'acqua alla gola, obbligati dall'Europa, che di fatto ci ha commissariato. E di sicuro ci sarebbe stato un altro tipo di provvedimenti, e saremmo senz'altro in condizioni migliori. Si è parlato di governo ombra, ma qui siamo con un'ombra di governo, composto da persone incapaci e che hanno pensato ai propri interessi e a quelli del loro padrone anziché a quelli dell'Italia. E fa davvero rabbia assistere all'ipocrisia di Berlusconi ed alla spocchia ingiustificata di Tremonti: irresponsabili e incapaci tutti e due di dotarsi di una politica seria e competente.
La manovra ora passa in Parlamento: è stato annunciato che non verrà messo il voto di fiducia, e quindi c'è la speranza che si possa discutere. In tal caso, il PD faccia la sua parte, presentando a sua volta una contromanovra equa e che sia in grado di rispondere ai problemi e permettere la crescita, l'unica soluzione per uscire dal tunnel. Perché l'impressione è che se la "stangata" di Berlusconi-Bossi-Tremonti rimane così, non sarà sufficiente, la recessione è dietro l'angolo e tra 6 mesi ci troveremo ancora sull'orlo del baratro.