Un motivo in più per festeggiare il NO al nucleare: oggi è la giornata mondiale del vento. Quello del cambiamento e dell'innovazione.
mercoledì 15 giugno 2011
E-vento
Giovane e istruito
E' l'identikit dell'elettore che ha trainato l’affluenza ai referendum verso il quorum. Ed anche nelle amministrative questo voto è stato determinante ai fini del risultato finale.
In pratica, ci ritroviamo un tipo di elettore che ha dalla sua età e qualità, e che in forza proprio di queste caratteristiche ha deciso di scendere in campo, partecipare e guidare il Paese verso il futuro.
Forse gli attacchi alla scuola pubblica da parte del governo ora risultano più comprensibili.
martedì 14 giugno 2011
La faccia come il qu...orum
Accidenti, altro che strumentalizzare i referendum: qui bisogna avere proprio una bella faccia tosta!
Il referendum a Vedano Olona
Su 5.789 vedanesi aventi diritto al voto, più di 3.000 (quasi il 53%: dato in linea con la media della nostra provincia) hanno partecipato alla consultazione del referendum, con i SI' che hanno raggiunto o superato il 90% in tutti e 4 i quesiti.
La maggioranza dei vedanesi quindi non vuole centrali nucleari, preferisce che l'acqua rimanga pubblica, ed è convinta che la legge deve essere uguale per tutti.
Qui trovate il dettaglio.
E ha vinto anche la Rete
Se si tiene conto che:
- il governo ha fatto di tutto per non far svolgere i referendum sull’acqua e soprattutto sul nucleare, o farli svolgere nel massimo della confusione;
- i TG pubblici e privati hanno iniziato a parlarne (poco e male) con un mese di ritardo e a seguito di solleciti e denunce;
- i giornali se ne sono accorti solo dopo i ballottaggi del 29 e 30 maggio (cioè a circa 2 settimane dal voto sul referendum)
il successo del raggiungimento del quorum è dovuto in gran parte a blog e social network, le "armi in più" (utilizzate soprattutto dai giovani), che hanno contribuito con il loro "tam-tam" ad alimentare il passaparola e mobilitare milioni di italiani.
Hanno vinto gli italiani
Era sbagliato politicizzare prima i referendum, a maggior ragione è sbagliato farlo ora. Il risultato di ieri è la vittoria del popolo italiano, di elettori di sinistra e di destra che hanno votato su nucleare, acqua, uguaglianza di fronte alla legge per tutti, ovvero temi troppo importanti da diventare spunto di battaglie politiche o ideologiche, perché riguardano anche il futuro dei figli dei nostri figli.
Certo, questo risultato boccia quasi tutte le politiche del governo, tenendo conto che solo il legittimo impedimento e le altre leggi ad personam proposte per i processi di Berlusconi hanno occupato esecutivo e Parlamento per il 90% dei 3 anni di governo, in barba alle riforme di cui abbiamo bisogno.
Di questo il governo dovrà prenderne atto, seguire la volontà degli italiani e quindi cambiare rotta. E se non si farà ciò (come si presuppone e teme), allora sì che Berlusconi, Bossi & CO. dovranno essere mandati a casa.
lunedì 13 giugno 2011
Il quorum oltre gli ostacoli
Nonostante sia stato fatto di tutto per impedire il referendum (dal no all'election day alla scarsa informazione in TV, dalla moratoria bluff al ricorso alla Corte Costituzionale, e aggiungiamoci anche la sconcertante leggerezza di Maroni), alla fine il quorum è stato raggiunto e superato: a quanto pare in una percentuale tale da rendere ininfluente il voto degli italiani all'estero (e questo era l'ultimo dei tanti ostacoli...)
In alto il quorum!
Le prime proiezioni danno il quorum sopra il 55% e sempre più in aumento: referendum passato! Grazie (di quorum, ovviamente) a tutti gli italiani.
(P.S.: Pietro sarà di certo contento del titolo del post. E non solo di questo)
Battiquorum
Alle 22.00 di ieri l'affluenza alle urne è stata di oltre il 41%. La febbre del voto salirà oggi fino a raggiungere il quorum? Manca davvero poco e l'attesa sarà trepidante: forza, un piccolo sforzo!
domenica 12 giugno 2011
Contrordine compari
Il quorum si avvicina e il Pdl chiede ai suoi iscritti di andare a votare "no" quanto meno per abbassare l'elevatissima percentuale di SI' che metterebbe l’attuale direttivo nazionale e il governo tutto in un’imbarazzante posizione.
L'esempio viene dall'alto
Berlusconi e Formigoni non vanno a votare?
Ci pensano il Cardinal Tettamanzi e il Presidente Napolitano.
venerdì 10 giugno 2011
Avotar
Domenica 12 e lunedì 13 giugno un film da non perdere: possiamo essere tutti noi i protagonisti, votando QUATTRO SI' contro il nucleare, per l'acqua pubblica e perché chiunque sia uguale di fronte alla legge.
Tutti AVOTAR, dunque. E ricordiamoci che il voto è un «dovere civico», e che questo referendum riguarda la salute ed il benessere di tutti, e questi interessi devono passare sopra ogni tipo di ideologismo.
Non è un voto politico, contro il governo o l'opposizione, ma per il futuro dell'Italia.
4 schede X 4 sì!
Una guida al voto, con le indicazioni sulle 4 schede e sui contenuti dei quesiti. E ricordatevi, che prima si vota e meglio è!
Nucleare: perché non conviene
Non solo per un fattore di sicurezza, ma soprattutto per la scarsa economicità della scelta.
Innanzitutto partiamo dal costo per la realizzazione di una centrale nucleare: si dice che una centrale nucleare costa 4-5 miliardi di euro. Ma senza calcolare gli oneri a monte e a valle, cioè le spese necessarie per l'arricchimento del combustibile e per la creazione di un deposito geologico per le scorie radioattive, che può portare la spesa complessiva a 7-8 miliardi di euro. A cui bisogna aggiungere i costi di dismissione del reattore quando arriva a termine (un altro paio di miliardi). Per non parlare poi degli imprevisti che possono sorgere durante la costruzione e che possono fare lievitare i costi preventivati, come sta accadendo in Finlandia. E stiamo facendo questi calcoli senza tenere conto del prezzo dell'uranio, che è sempre più in aumento (mentre il minerale invece sta sempre più diminuendo: si calcola che potrà esaurirsi entro 70-80 anni).
E non è tutto: la EIA, l’Energy Information Administration americana, in una ricerca sui costi di produzione del kilowattora per nuovi impianti in linea al 2020, documenta che l’energia nucleare è la più cara di tutte: in totale 101,82 millesimi di dollaro (2007), rispetto al carbone (98,23), al gas (81,72) e all’eolico (99,45).
Anche i tempi di realizzazione sono controproducenti: per una centrale nucleare occorrono tra i 10-15 anni. E l'Italia ha bisogno SUBITO di impianti con un basso impatto ambientale e tempi di costruzione rapidi.
Veniamo poi alle false informazioni riguardanti la nostra bolletta energetica.
Innanzitutto, non è vero che importiamo dalla Francia grandi quantità di energia nucleare: dall'estero importiamo circa un 15% di energia, e solo il 3-4% arriva dalla Francia, e di questa è di origine nucleare il 75%. Quindi, conti alla mano, è solo un 2% circa. La curiosità è che l’Italia è tecnicamente autosufficiente. L’importazione è quasi tutta notturna e offerta sottocosto dal mercato nucleare che ha scarse possibilità di regolazione in base al carico. Ciò consente all’Italia durante la notte di fermare le nostre centrali e di attivare le stazioni di pompaggio idriche destinate a "rilasciare" nuovamente energia durante il giorno. In questo modo l’energia accumulata durante la notte a basso costo consente di esportare elettricità all'estero nelle ore di picco dei consumi e dei prezzi.
E se la nostra bolletta risulta tra le più alte d'Europa, la causa è dell'enorme peso fiscale, non certo perché non abbiamo il nucleare (qui e qui comunque trovate i dettagli). Così come non è vero che senza nucleare dipendiamo di più dal petrolio: la Francia ne importa e consuma più di noi.
Domenica 12 e lunedì 13 giugno votiamo SI' contro il nucleare perché oltre a non essere sicuro, nemmeno conviene: di debiti il nostro governo, con le sue politiche scellerate, ce ne sta lasciando fin troppi.
La legge è uguale per tutti
Ribadiamo questo concetto domenica 12 e lunedì 13 giugno votando SI' sul quesito contro il legittimo impedimento.
Se il privato è un buco nell'acqua
C'è chi parla di demagogia riferendosi ai referendum sull'acqua, elencando anche motivazioni ben ponderate contro il SI' e a favore dell'ingresso dei privati nella gestione idrica.
Però, purtroppo, la teoria molto spesso non corrisponde alla realtà: "La privatizzazione dell'acqua pubblica italiana, avvenuta negli ultimi 17 anni, non è stata fin qui un successo. Innanzitutto perché ha peggiorato le cose per gli utenti: bollette pazze, distacchi per morosità non riconosciute, letture contestate, calcoli imprecisi. E problemi per la salute, come dimostra l'arsenico trovato in concentrazioni elevate nei rubinetti dei Castelli romani e nel litorale della capitale".
Il nucleare non è da Nobel
Anche il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia è critico nei confronti dell'utilizzo dell'energia nucleare.
Domenica 12 e lunedì 13 giugno votare SI' contro il nucleare è proprio una scelta intelligente.
giovedì 9 giugno 2011
Anche il Papa perde la fede nel nucleare
Sarà stata la recente tragedia di Fukushima (qui un dossier completo, che illustra tante cose che i media non ci hanno fatto vedere), ma anche Benedetto XVI ha perso la fiducia sul nucleare: oggi infatti si è espresso abbastanza chiaramente a favore delle energie rinnovabili, prendendo una chiara posizione contro il nucleare e invitando all’utilizzo di "fonti energetiche che siano senza pericoli per la Terra".
Il 12 e 13 giugno allora votate SI' nel referendum sul nucleare: avete anche la benedizione del Papa.
Fuori Battisti
Ma non dal Brasile, bensì dalla prigione. Il Tribunale supremo federale brasiliano ha deciso infatti di negare l'estradizione in Italia e l'ex terrorista è stato rilasciato dal carcere di Papuda, dove era rinchiuso da 4 anni.
Un bello schiaffo all'Italia, ma soprattutto un'altra grave ferita inferta alle famiglie delle vittime di Battisti.
Il "ministro delle vacanze all'estero" Frattini è rammaricato: certo, se si fosse impegnato in questa vicenda così come ha fatto con le autorità di Santa Lucia per la casa di Fini a Montecarlo...
C'è poi da dire che non possiamo nemmeno godere di credibilità né dare lezioni di rispetto per la legalità agli altri, se si tiene conto che il governo che ci ritroviamo è sempre a studiare mosse per aggirare la giustizia (vista come un ostacolo da superare) e salvare il proprio padrone dai processi che lo vedono imputato.
Il 12 e 13 giugno invece noi facciamo vedere che siamo dalla parte della giustizia, e votiamo SI' al quesito sul legittimo impedimento.
mercoledì 8 giugno 2011
4 buoni motivi per dire sì
E' il titolo della serata di giovedì 9 giugno, che si terrà nella sala consiliare di Venegono Inferiore alle ore 21.00, per capire meglio il referendum del 12 e 13 giugno, e soprattutto perché votare 4 volte sì. Interverranno:
- Andrea DI STEFANO, giornalista e direttore di "Valori"
- Andrea ZANOTTI, avvocato
- Giorgio BELLI, vice sindaco di Crosio della Valle
Modererà l'incontro Alessandro MADRON, giornalista (Il Fatto Quotidiano).