venerdì 31 luglio 2009

La morale della questione

Il filone di indagini della magistratura a Bari ha messo sotto accusa i partiti del centro-sinistra locale: PD, Prc, Socialisti autonomisti, Lista Emiliano e Sinistra e Libertà.
Fermo restando che l'indagine è tuttora in corso e che ancora non si è svolto nessun processo, né tanto meno è stata emessa alcuna sentenza di colpevolezza, resta il fatto che dopo le note vicende dell'Abruzzo e della Campania, questo può sembrare senz'altro un altro brutto colpo all'immagine del PD.
Noi però non porteremo attacchi all'indirizzo della magistratura, verso cui abbiamo invece la massima fiducia nel suo operato. E se poi, malauguratamente, le accuse formulate trovassero qualche riscontro, coglieremmo semmai l'occasione per fare piazza pulita in quella sede e ricominciare con un nuovo corso. Al Congresso, però, sarebbe opportuno discutere, per il futuro, su un maggiore controllo ed una più accurata selezione di chi si propone per rappresentare il PD. Tesi, tra l'altro, già sollevata in questo blog.
Questa vicenda, tuttavia, non deve mettere in secondo piano quella legata al premier, sempre in quel di Bari, ma, semmai, rimarcarne ancora di più la sua gravità, visti gli intrecci inquietanti che accomunano le 2 inchieste.
Perché la questione morale non appartiene a questa o quella fazione politica, ma è un concetto di tutti che pesa a livello nazionale.
Sarebbe stupido dividere la politica in "buoni" e "cattivi", così come dire che "sono tutti uguali".
In realtà, ne siamo certi, la maggioranza dei politici (di entrambi gli schieramenti) lavora correttamente per il bene del Paese: e sono loro che dovrebbero fare fronte comune (in maniera trasversale) per "espellere quei pochi corpi estranei" alla buona politica, che creano un ulteriore distacco tra cittadini e istituzioni, con il rischio di una deriva di antipolitica legata a movimenti demagogici come il "grillismo" o il "dipietrismo".

martedì 28 luglio 2009

Test del menga

L'avevamo detto. E si è avverato!
(nella foto, un volantino elettorale di Paola Goisis, deputata della Lega e presentatrice della richiesta: giusto per capire da chi è arrivata questa lungimirante proposta...)

Update: Roberto Cota, presidente dei deputati della Lega, dichiara che nella proposta avanzata dal suo partito non c'è assolutamente traccia di esame di dialetto, ma si fa cenno a test pre-selettivi per accedere agli albi regionali. Vedremo cosa accadrà nelle prossime puntate. Anche perché pare che Paola Goisis di dialetto abbia proprio parlato.

Povero Milan: ormai Berlusconi ti gestisce come governa l'Italia

Da tifoso rossonero devo ammettere che il mio Milan è ormai un povero diavolo: penso che tutti abbiano capito che si sta andando verso un netto ridimensionamento, con un lento ed inesorabile declino. E dichiarazioni come questa non fanno altro che irritare i tifosi (infatti Onyewu è un under-23, vero presidente?).
Anche se, almeno nel calcio, le palle qualcosa hanno a che fare...

Non facciamoci riconoscere all'estero

Un mio amico è appena stato in vacanza a Londra con la figlia 14enne.
Visto la considerazione che gli inglesi ormai hanno dell'Italia, mi auguro che sua figlia non l'abbia mai chiamato "papi".
Perlomeno in pubblico.

lunedì 27 luglio 2009

Berlusconix reloded

E nel decreto antiscrisi, ecco spuntare l'ennesima legge ad-personam: un altro bel "lodo". Stavolta a dovere farne i conti è... la Corte dei Conti.

Per il governo un Mezzogiorno di fuoco

Acque agitate nella maggioranza: le manovre economiche studiate da Tremonti e la politica del governo hanno creato tensioni tra i parlamentari PdL del Sud.
Si parla addirittura di un Partito del Sud, una sorta di Lega del Mezzogiorno, che pare possa prendere una via trasversale, visto che anche il governatore PD della Campania Antonio Bassolino esprime simpatie a riguardo.
Intanto è già nato un PdL siciliano: quindi le minacce di rivolta non appaiono poi così campate in aria, tanto è vero che Berlusconi ha subito provveduto a fare i suoi proclami, promettendo rapidi interventi: con quali soldi, non si sa, visto che i FAS (i fondi destinati alle aree sottoutilizzate) sono già stati saccheggiati da Tremonti. E non certo per interventi a favore del Sud.
C'è effettivamente da dire che i "ribelli" hanno buone ragioni per protestare: in questo anno di legislatura, il governo Berlusconi si è dimenticato del Sud, se si esclude la Catania del medico personale.
E' vero, però, come documenta il giornalista del Corriere Gian Antonio Stella, che la disastrosa situazione in cui versa il Meridione, è anche colpa di chi l'ha amministrato e tuttora lo amministra: in pratica chi adesso alza la voce.
Poi avrà anche ragione Bassolino, quando afferma che i casi di spreco e cattiva gestione ci sono anche al Nord, e cita come esempio Malpensa: però, caro Bassolino, il disastro di Malpensa nasce proprio da una gestione che nulla ha a che fare con lo spirito organizzativo ed imprenditoriale lombardo.
Insomma, per capirci, "Padania is not Lombardia".

A L'Aquila il PD va a G1000

Il PD ha risposto al G8 di Berlusconi con il G1000, pensato e voluto dal segretario provinciale del Pd dell'Aquila, Michele Fina.
Un evento che è servito per parlare del Paese, delle sue macerie e della sua ricostruzione, dal luogo della emergenza più tragica, dalla città distrutta dalla furia del terremoto e dall’incuria dell’uomo. E soprattutto, delle bugie del governo, le cui promesse fatte agli Aquilani ogni giorno si dissolvono, una dietro l'altra. E l'ultima più recente è il pagamento di tributi e contributi non versati dal 6 aprile al 30 novembre 2009 che dal primo gennaio del 2010 i terremotati dovranno ricominciare a pagare, in rate di 24 mesi, quando invece il governo aveva promesso il contrario.
Il PD ha comunque apporfittato dell'occasione per esporre interessanti proposte per rilanciare l'Università de L'Aquila.
Molti i giovani che hanno partecipato: peccato non abbiano potuto assistere al confronto Bersani-Franceschini, saltato di poco. Sarebbe stato un bell'anticipo del duello che si terrà al Congresso.

domenica 26 luglio 2009

Milano, una degradopoli

Indifferenza, razzismo, traffico, inquinamento, incuria, mancanza di controlli: Milano è oramai una città che si avvia sempre di più verso il degrado assoluto.
Lo vedi e tocchi con mano in periferia ormai da anni, ma adesso anche in pieno centro.
E questa dovrebbe essere la città dell'Expo: si spera proprio in questa manifestazione per sollevare Milano. Ma sarà possibile che accada? Le persone che presiedono all'organizzazione dell'Expo sono più o meno le stesse che hanno portato Milano a quello che è oggi...

Per approfondire l'argomento, invito a leggere l'interessante libro di Marco Alfieri, "La peste di Milano", di cui segnalo questa bella recensione di Marco Giovannelli, direttore di VareseNews.

Cai-Alitalia: la situazione sta precipitando?

La nuova compagnia di cordata era proprio partita male e non faceva di certo ben sperare per il futuro.
Ma se questa notizia fosse fondata, vorremmo proprio vedere con che faccia, chi ha voluto questo pasticcio, proverebbe a giustificarsi. Tenendo conto del fatto che, per tamponare il buco pauroso creatosi in questi pochi mesi di attività, si prospetta ancora l'intervento governativo, stavolta dalla Cassa Depositi e Prestiti.
Ma non doveva essere un'iniziativa privata e non pesare più sulle nostre tasche?

A-a... Abusivissimo!

A Rimini la lotta contro i venditori abusivi sulle spiagge è una partita persa, visto che sono addirittura difesi dai turisti. E, probabilmente, non tutti lo fanno per ragioni umanitarie, anche se è vero che i "vucumprà" fanno questo mestiere per guadagnare qualche soldo giusto per sopravvivere. Non rubano, però danneggiano il commercio locale, in particolare ai piccoli dettaglianti: la solita guerra tra poveri.
Tornando ai turisti, facile che tra quelli che insultano i vigili, che fanno il proprio dovere, ci siano poi le stesse persone che vorrebbero mandare a casa tutti questi extracomunitari, ma la cui merce taroccata e a basso costo fa gola.
Insomma, sfruttarli va bene, sopportarli mica tanto.
Facciamo così: cacciamoli via dopo che ci hanno venduto la finta borsa di Louis Vitton...

Bararonda

Ecco, ci mancano solo gli scontri tra ronde opposte...

sabato 25 luglio 2009

Un eolico che non fa girare le pale

Si chiama "Tornado Like", ed è il primo vero esempio di “eolico senza pale” (nell'immagine).
Un cono di 2-3 metri invece che i massicci ed alti piloni, con una resa energetica superiore a quella di un normale aerogeneratore e il costo inferiore al 30%.
Insomma: una macchina che riuscirà a mettere d'accordo ambientalisti, paesaggisti e imprenditori.
Progettato da un gruppo di ingegneri russi e ingegnerizzato dalla «Western co», società di San Benedetto del Tronto specializzata nelle tecnologie rinnovabili, è stato presentato a Firenze durante «Lavori verdi», summit sull'energia alternativa organizzato dai Verdi toscani.
Per adesso è solo un prototipo, ma presto diverrà una alternativa ai contestati aerogeneratori. Si prevede una sua sperimentazione sui monti Sibillini a partire dall'anno prossimo.

Un Sacco(ni) sadico

Certe dichiarazioni lasciano davvero sconcertati!
Si vede che il ministro del welfare considera i giovani dei masochisti.
Ancora un po' e questo governo finirà per dirci che la crisi l'ha creata appositamente per fare del bene: questa sarà la scusa buona quando non saranno riusciti a risolvere i problemi.
Perché la realtà è che alle nuove generazioni stanno togliendo libertà, responsabilità e speranza.

venerdì 24 luglio 2009

Università dell'Insubria promossa, la Gelmini ancora no

Con grande soddisfazione apprendiamo che l'Università dell'Insubria di Varese e Como ha ricevuto una valutazione positiva, per i suoi standard qualitativi, dal Ministero della Pubblica Istruzione. Primi della classifica, Trento e i Politecnici di Milano e Torino. E come premio, un incremento dei fondi. Per la prima volta, infatti, in Italia viene applicato un criterio di qualità nella distribuzione dei fondi: gli atenei giudicati con i migliori standard qualitativi otterranno quindi più fondi, mentre chi rimane al di sotto di questi standard verrà penalizzato con dei tagli.
Una regola meritocratica, che dovrebbe essere apprezzata, ma che lascia anche qualche dubbio. Innanzitutto, tra le Università "bocciate", tante sono del Sud Italia (che pure dovrebbero essere gradite dal ministro Gelmini) e, tra l'altro, di zone "depresse" economicamente. E uno dei parametri richiesti per la valutazione è la capacità di autofinanziarsi: obiettivo da raggiungere con il reperimento di fondi sociali europei, ma anche tramite investimenti di aziende private. Ovvio, quindi, che le zone industrializzate siano quelle più avvantaggiate.
E non è un caso che gli atenei meglio piazzati in classifica siano, sulla carta, anche quelli con maggiori disponibilità economiche: e questo vorrebbe dire che chi già sta male, così potrebbe peggiorare.
Insomma, un provvedimento basato su concetti condivisi, ma da rivedere nella sua applicazione. Così come sono da rivedere (visto che parliamo di scuola) i toni trionfalistici di Maria Stella Gelmini, che non si era risparmiata in lodi per il suo Ministero in base ai primi dati parziali relativi alle bocciature (come fosse una nota di merito avere studenti somari...). Ebbene, comunque sia, i dati ufficiali pare che invece tendano ad una diminuzione dei respinti. Chissà, forse la scuola della Gelmini non è poi così tanto rigorosa...
E a proposito di rigore, vogliamo fare i complimenti a Renzo Bossi, che al quarto tentativo è riuscito a superare l'esame di maturità: papà Umberto questa estate sarà più sereno ed orgoglioso del suo erede.
Invece non ce l'ha fatta l'Università Bocconi a tenere qui in Italia un "cervello" che avrebbe sicuramente portato vantaggi alla nostra ricerca: grazie alle leggi demenziali ed alla burocrazia che schiacciano il nostro Paese. In questi casi, invece, il rigore viene applicato al massimo.

Se il mattone fa crack

La nostra è una repubblica fondata sul mattone: appena si può, si costruisce, violando magari aree verdi o anche creando scempi nei centri storici. E fa niente se la casa o l'ufficio rimane sfitto o invenduto: l'importante è speculare e far girare i soldi.
Ovvio quindi che il nostro governo (il cui capo, ricordiamocelo bene, viene da quel settore, in cui tuttora mantiene forti interessi) abbia pensato ad una manovra dedicata al rilancio dell'edilizia.
Un anticipo ce l'aveva dato la giunta della Regione Lombardia, ma ora il "piano casa" è approvato su tutto il territorio nazionale.
Un provvedimento (seppur tardivo) che senz'altro servirà da volano per l'edilizia e l'economia, ma che, come afferma qualcuno, rischia anche di diventare l'ennesima occasione di abusi e speculazioni, con grave penalizzazione del nostro territorio.
Di buono c'è che è stata sbloccata una parte (seppur minima) dei fondi stanziati dal governo Prodi per la realizzazione di 100.000 alloggi (in 5 anni) destinati, sia in proprietà quali prima casa, sia in locazione a canone sostenibile e a canone sociale, a nuclei familiari a basso reddito, giovani coppie, anziani in condizioni sociali svantaggiate, studenti fuori sede, sfrattati, immigrati regolari a basso reddito, residenti da almeno dieci anni in Italia o da cinque nella stessa regione. Anche se c'è da rilevare che così studiata, la misura è insufficiente alle reali necessità e che invece di costruire nuovi alloggi forse sarebbe stato più opportuno rendere disponibili le migliaia di appartamenti sfitti che esistono in Italia.
Ma il mattone è sempre una garanzia. O almeno, dovrebbe. Usiamo il condizionale perché è di questi giorni la notizia del crack di "Risanamento", il gruppo immobiliare che fa capo a Luigi Zunino. Una faccenda di una certa gravità, perché a quanto pare coinvolge importanti istituti di credito nazionali (solidi e sani, a detta del nostro premier), per un deficit di 3-4 miliardi di euro!
Si farà di tutto per salvare il salvabile, perché le conseguenze potrebbero essere drammatiche, con l'esplosione magari di una grossa bolla immobiliare: negli Stati Uniti è cominciato tutto così.

Le tombe di Berlusconi

Che sia vera o meno la presenza di tombe fenicie a Villa Certosa (nella foto), la sensazione è che le residenze di Berlusconi, viste le note vicende in cui sono coinvolte e tutti i guai che gli stanno procurando, possano diventare la tomba della sua vita politica.

giovedì 23 luglio 2009

Prosit?

Non è più la Milano da bere, soprattutto per gli under-16. Il sindaco Moratti ha infatti messo in atto l'ordinanza per il divieto di consumo di bevande alcoliche da parte dei minori di 16 anni.
Le intenzioni sembrano buone: ma se non si affiancano a provvedimenti di questo genere anche iniziative legate all'informazione ed all'educazione, e soprattutto non si fanno controlli (visti anche i tagli portati dal governo), alla fine tutto diventa solo una misura di facciata, con il forte rischio di ottenere l'effetto contrario.
E' la solita storia: siccome non si riesce a far rispettare una legge, perché farlo vorrebbe dire investire in soldi e risorse, ecco allora che si butta fumo negli occhi ai cittadini, inasprendo la legge stessa.
Non cambia nulla, perché la legge non viene rispettata comunque, però il ritorno mediatico è assicurato, e i cittadini sono persuasi di essere più sicuri e garantiti.
Vi ricordate ad esempio la patente a punti? Ecco.

Non facciamoci influenzare

Viene il forte sospetto che dietro a tutti gli allarmi lanciati negli ultimi per eventuali catastrofiche pandemie (dalla Sars all'aviaria, fino alla recente influenza suina) ci sia un enorme business delle multinazionali farmaceutiche: ben 10 miliardi di dollari, tra vaccini e antinfluenzali.
L'influenza è un dato di fatto, però forse sarebbe opportuno non seguire l'onda emotiva dei media e farsi prendere dal panico.

Crisi mistica

Le registrazioni audio della escort Patrizia D'Addario (pubblicate da Repubblica) stanno creando scompiglio e mettendo in difficoltà il premier, costretto a rilasciare dichiarazioni come questa.

mercoledì 22 luglio 2009

Sayonara, Italia

Tramonta il turismo del Sol Levante in Italia. «Servizi scarsi, prezzi illegali, euro troppo forte», queste le accuse lanciate dai media nipponici nei nostri confronti. Critiche aggravate da vicende davvero sconcertanti.
Il ministro Brambilla ha deciso di richiamare i turisti giapponesi con una lettera aperta. Ma nelle condizioni in cui stagna il nostro apparato turistico, presterebbero ascolto al suo appello solo dei veri e propri kamikaze (nella foto).

Razzismo ad ogni latitudine

Al Nord i bambini insultano i napoletani, e a Napoli se la prendono con i neri...
Vale di più il detto "Sempre malasorte all'orcio" o quello sulla mamma dei cretini?

martedì 21 luglio 2009

PD: congress in progress (6) - Tessere o non tessere: questo è il problema

Mentre non tende a placarsi la polemica con Beppe Grillo dopo il NO della Commissione di Garanzia alla sua iscrizione nel Partito, ecco che arriva anche il caso "tesseramento", in particolare a Napoli, dove pare ci sia stata una vera e propria esplosione di iscritti.
Enrico Morando, commissario provinciale a Napoli dal gennaio 2009, però garantisce sulle corrette modalità e sui numeri.
Di sicuro qualcosa non ha funzionato bene nella gestione e nell'organizzazione, come denunciato da Pippo Civati e come testimoniano i numeri a livello nazionale.
Ad ogni modo, al di là dei dubbi e delle polemiche sollevate, resta il fatto che il PD deve decidere: o diventare un partito "fluido" (così spesso menzionato) oppure ancorarsi alle tessere.
Io personalmente avrei preferito che fossero state affrontate e risolte altre questioni, come quella delle preferenze ad esempio; o magari uno snellimento ed una semplificazione ulteriore del regolamento per le candidature.
Il tesseramento comunque si chiude oggi, ed è stata anche decisa la data del Congresso: l'11 ottobre a Roma.
Intanto Dario Franceschini presenta il suo programma, puntando alla ricostruzione dell'identità del PD, e spunta un nuovo candidato alla segreteria: Renato Nicolini, ex-assessore del comune di Roma e patron delle estati romane.

Una vittoria solare!

Contenti di aver contribuito a questa bella vittoria.

Una questione di etichetta

Giusta e legittima la protesta della Coldiretti: migliaia di allevatori si sono mobilitati dalle prime ore della mattina alla frontiera del Brennero in difesa dell'etichettatura obbligatoria di formaggi e mozzarelle che indichino la provenienza italiana del latte.
Come afferma il presidente Sergio Marini, la Coldiretti non chiede il blocco della libera circolazione delle merci, ma che sulle etichette dei prodotti venga indicato se il latte utilizzato è italiano o no: il rischio è un inganno enorme ai danni del consumatore e una grave penalizzazione alla nostra agricoltura di qualità.

Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura una volta sola

La frase del titolo è una citazione del giudice Paolo Borsellino (nella foto).
L'anniversario della strage di via D'Amelio a Palermo, in cui morirono lui e la sua scorta (gli agenti Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina), è servito a ricordarci che la Mafia è ancora forte: a commemorare le vittime, infatti, hanno aderito pochi palermitani.
Segno che la paura per la Mafia non è stata affatto scalfita. Ma non è facile vincere la paura, quando rimani solo a combattere: Borsellino ci ha provato, e infatti ha pagato con la vita.
A dare un segnale dovrebbe essere lo Stato: ma, a parte messaggi di circostanza inviati ai familiari del coraggioso magistrato, l'assenza delle istituzioni alla cerimonia è stata totale. Sembra che chi si oppone alla Mafia, venga abbandonato anche nel ricordo.
E intanto, proprio in questi giorni, Totò Riina lancia strani "messaggi" in codice, rivolti chissà a chi...

lunedì 20 luglio 2009

Quando l'uomo conquistò la Luna

40 anni fa... Quel grande passo dell'umanità sembrò aprire un'epoca.

sabato 18 luglio 2009

Ronda su ronda

Con l'approvazione del pacchetto sicurezza, nelle città e nei comuni si potranno organizzare le ronde. Molti dubbi sull'efficacia di questo provvedimento: sembra più un colpo d'effetto elettorale della Lega, il solito coup de theatre che poi non porta nessun risultato pratico.
Il Quirinale stesso aveva espresso delle perplessità, a cui il governo pare aver risposto: ronde composte "al massimo da 3 persone, con addosso una bella casacca gialla fluorescente. Senza armi. Senza cani. Senza auto né moto. A piedi, al massimo in bici. Ex delle forze dell'ordine. Componenti di associazioni, schedate dal prefetto, che non siano riconducibili a partiti, movimenti politici, sindacati, tifoserie".
Intanto vedremo come, se sarà possibile e chi farà rispettare queste regole.
E non è una critica di parte, visto che anche amministrazioni di centrosinistra erano in passato già ricorse alle ronde.
Qui è proprio una questione pratica: perché non si può invocare la "sicurezza" e allo stesso tempo tagliare fondi alle forze dell'ordine. E oltretutto appare pretenzioso provvedere al mancato controllo di queste ultime con dei cittadini che si cimentano in qualità di "vigilantes".
Lascia ancora più perplessi il fatto che i comuni terranno corsi di formazione ed i prefetti gli albi delle associazioni rivisti di continuo. Ciò rischia di determinare un aggravio di lavoro e costi. Poi non si comprende davvero a cosa dovrebbero servire questi corsi di formazione, visto che le ronde avranno solo il compito di segnalare fatti che "arrecano danno alla sicurezza urbana o situazioni di disagio sociale": gli si insegnerà a utilizzare il cellulare per avvisare polizia o carabinieri? E meno male che il governo si vanta di aver tagliato spese ed enti inutili...
Oltretutto, se noi cittadini, invece di rintanarci in casa, facendoci ipnotizzare dalla TV, tornassimo padroni delle strade anche facendo delle semplici passeggiate, non solo non ci sarebbe bisogno delle ronde, ma nemmeno di pattugliamenti delle forze dell'ordine.
Le ronde dobbiamo essere noi, tornando a VIVERE le nostre città. Ma qui devono essere anche le amministrazioni a fare in modo che le città non diventino dei dormitori.

La vera sicurezza è Napolitano

A vigilare sulla democrazia abbiamo un grande Presidente. Un compito che cerca di portare avanti con equilibrio e senza cercare scontri, ma semmai auspicando un clima di distensione.
E queste sue doti gli fanno ottenere lodi e riconoscimenti unanimi, dagli avversari e dai leader internazionali.

giovedì 16 luglio 2009

Adesso manca solo il test della "cadrega"

Dopo i cori di Salvini e le gag sul cinema padano di Bossi, uno spera che sia finita.
Invece non c'è proprio limite al peggio: a Gerenzano l'assessore alla "sicurezza" invita i suoi concittadini a non affittare casa agli extracomunitari.
Di fronte ad un simile baratro non sai se indignarti o metterti a ridere, e ti viene da pensare che magari il trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo non ha nemmeno così tanto esagerato con la fantasia nei suoi sketch (vedi video), perché qui la realtà supera davvero l'immaginazione.
Però, non è solo questione di razzismo, ma anche capacità o meno di amministrare: vantarsi pubblicamente di non avere mai "costruito con i soldi dei gerenzanesi case popolari perché vi era il percolo che andassero ai soliti noti […] favorito gli extracomunitari sotto il profilo dei contributi e dei sussidi […]" come fosse un pregio e non una mancanza, e nel contempo pretendere l'integrazione ed il rispetto delle regole, significa davvero non avere le idee chiare.
E il problema è che tutto questo non vale solo per la questione immigrati, ma anche per l'ambiente, per l'economia ed il mondo del lavoro, per la viabilità, per la cultura e la scuola, per la sanità, per il turismo ed il commercio: anche in questi settori la politica della Lega lascia davvero molto perplessi.

Italia.it: un portale che non porta da nessuna parte

Continua la maledizione (e lo spreco) del portale turistico Italia.it.
Ieri, in conferenza stampa, Berlusconi, in compagnia dei ministri Brambilla e Brunetta, ne aveva annunciato il lancio online già da stamattina, ma provando a collegarsi (almeno fino alle ore 12.00), il sito richiede un nome utente e una password (vedi immagine in alto), e quindi non è consultabile. Il che ci riporta indietro di qualche anno...
"Sarà un portale emozionale", ha dichiarato fiera la Brambilla. Visto il costo previsto per la sua realizzazione (ben 5 milioni di euro!) a molti italiani si saranno infatti rizzati i capelli.
Update - ore 18,30: il portale ora è consultabile. A prima vista, 5 milioni di investimento sembrano un po' troppi...

Andate al dialogo!

Prima ti invitano al dialogo, poi appena riprendi la parola ti fanno tacere...

Mastella e la dura la vita dell'emigrante all'estero

Essere emigranti non è facile, e gli stranieri in Italia lo sanno bene. Ma anche noi italiani siamo stati un popolo di emigranti: partivamo dalla nostra patria ricchi solo di sogni e speranze, lasciandoci la fame alle spalle, con pochi stracci e la valigia di cartone, piena di pane e formaggio e dei ricordi dei nostri cari. E la vita in terra straniera all'inizio era dura e piena di stenti.
Lo sta provando ora il povero Clemente Mastella (neo-eletto del Popolo della libertà), che emigrato a Strasburgo al Parlamento Europeo, si deve accontentare per vivere di una misera diaria di soli 290 euro al giorno. E fa niente se oltre alla diaria ha una retribuzione mensile di soli 7.555 euro lordi, 4.402 euro per spese generali e 17.570 euro per l'indennità per gli assistenti: rispetto a quanto percepiscono i nostri parlamentari in Italia, è proprio una miseria.
Oggi non conviene più emigrare all'estero, ma rimanere in Italia. Almeno per i politici.

mercoledì 15 luglio 2009

Dalla mucca alla bottiglia via internet

Il sito Milk Maps censisce tutti i distributori di latte crudo in Italia, distinguendo anche quelli che hanno ottenuto la certificazione biologica.
I distributori vengono visualizzati su una mappa di Google, per essere individuati più facilmente.
Ed è bello scoprire che Varese, con 45 distributori sul territorio, è la seconda provincia in Italia, dopo Padova (56 distributori).
Un servizio utile e davvero comodo, per risparmiare tempo e denaro consumando qualità. Prima di consumare il latte, però, ricordarsi di farlo bollire.
(fonte: VareseNews)

Arrivano i "sudisti"

Si sentiva proprio il bisogno di un'altra Lega...

Yes, we rain

Se questi, invece di parlare a vanvera, gestissero meglio il territorio, a Varese non ci troveremmo in queste situazioni ...

Dalla Consob un allarme per le piccole imprese

La preoccupazione per il mondo degli artigiani e delle PMI l'avevamo già espressa in questo blog.
Ora l'ultima relazione di Lamberto Cardia, presidente della Consob, non fa che ribadire una situazione davvero allarmante, o, se vogliamo usare il linguaggio di Nostradamus-Tremonti, "non positiva".

Come era verde la mia Provincia

La provincia di Varese è seconda solo a quella di Milano per percentuale di suolo urbanizzato: il 29% della superficie provinciale è ormai coperta di cemento e infrastrutture, contro una media regionale del 13,6%, ma è prima in assoluto quanto a rapporto tra cemento e aree agricole: per ogni metro quadro di campi agricoli ci sono quasi due metri quadri di superfici cementificate (un dato sei volte più alto della media regionale, dove mediamente il rapporto è di 3,2 a 1). E la situazione continua ad aggravarsi: dal 1999 al 2005 sono stati coperti di cemento quasi 900 ettari di bosco e, sommando le aree agricole scomparse, in questo breve lasso di tempo oltre 1500 ettari di suolo sono andati in fumo per fare spazio a nuove costruzioni (dati Osservatorio Nazionale Consumo di Suolo, Legambiente e INU).
E intanto (grazie alla politica regionale di Lega Nord e PdL) si va avanti a espropriare aree agricole e cementificare anche nei parchi, alla faccia del "BASTA CEMENTO".

Effetto Serra a Varese

Nel suo articolo su Malpensa e la Lega, la trovata di Michele Serra delle piste dell'aeroporto da portare "fino a Bergamo e a Torino, che sarebbero così raggiungibili rollando sulla pista fino a destinazione, evitando lo stress del decollo e dell'atterraggio", è davvero geniale ed esilarante.
Chissà, forse la Lega si è arrabbiata perché gli avrà rubato l'idea...

Bandiera a mezz'asta

Sarà una missione necessaria, perché è giusto portare pace e democrazia in un paese devastato come l'Afghanistan.
Sarà che questo sporco mestiere qualcuno dovrà pure farlo.
Però è difficile comunque da accettare il sacrificio di una giovane vita di 25 anni.
Riposa in pace, Ale.

martedì 14 luglio 2009

Oggi sciopero contro il DDL Alfano

Libertà, connettività, creatività! DIRITTO ALLA RETE.

lunedì 13 luglio 2009

Fiume Olona: un tuffo per un ritorno alle origini

A detta di molti è considerato il fiume più inquinato d'Italia. Eppure, nemmeno pochi decenni fa, nell'Olona ci si poteva fare il bagno tranquillamente.
Ieri Legambiente ha organizzato allora il "big jump" nel fiume Olona, in località Gurone.
Una iniziativa per sensibilizzare l'opinione pubblica a far tornare l’Olona ad essere un fiume pulito.
L'evento ha rimesso così sotto gli occhi di tutti la situazione dell'Olona, che registra un quadro ambientale del bacino molto grave.
I dati sono infatti impietosi: al monitoraggio effettuato dalla Regione Lombardia risulta che ben il 67% degli scarichi civili non viene depurato. Per il solo tratto di fiume in provincia di Varese, il carico inquinante dell'Olona deriva per oltre il 75% da scarichi fognari diretti, a cui andrebbero sommati quelli, ugualmente non trattati, dispersi nel vasto bacino formato dagli affluenti minori e per i quali non esiste un censimento. I dati di Legambiente, invece, riportano la presenza di ben 1400 scarichi (la maggior parte acque meteoriche o sfioratori di piena) ma anche di 33 scarichi di collettori di acque fognarie non depurate, a cui si sommano 20 scarichi diretti di acque reflue domestiche, in gran parte non autorizzati, e 32 scarichi di acque industriali.
Una situazione davvero desolante. Qualcosa però si è iniziato a fare: il sistema di collettamento che interessa i comuni di Gornate Olona, Castiglione Olona, Vedano Olona, Venegono, Lozza, Malnate e Gazzada è in via di completamento, ed entro la fine del 2009 il depuratore di Gornate Olona dovrebbe ultimare tutti i collaudi ed entrare in funzione.
Non bisogna però certamente fermarsi qui, se vogliamo far rivivere il nostro fiume.
(fonte: VareseNews)

PD: congress in progress (5) - Dalle bocce ferme ai grilli per la testa

Una settimana in cui i riflettori sono stati puntati sul G8 de L'Aquila ed il gruppo dirigente PD ha voluto osservare la tregua chiesta dal presidente Napolitano, non è comunque stata avara di accadimenti nella lunga saga che porta al Congresso.
Facciamo ordine: siamo partiti in sordina, con le dichiarazioni sul "partito-bocciofila" agognato da Pierluigi Bersani (che si è fatto pure intervistare dal blogger Zoro), passati poi per la manifestazione organizzata da Fassino per il suo candidato Dario Franceschini, fino ad arrivare alle critiche di Ignazio Marino sul presunto-stupratore coordinatore di un Circolo PD, che hanno sollevato piccate reazioni all'interno del Partito.
Marino è andato effettivamente un po' sopra le righe: certo che però, maggiori verifiche dovrebbero essere effettuate prima di affidare incarichi così delicati e di una certa responsabilità.
Ma il botto bisogna registrarlo con l'annuncio della candidatura alla segreteria del PD da parte di Beppe Grillo. Una notizia che ha provocato reazioni contrastanti: dal NO deciso di alcuni esponenti ad aperture come quella di Ignazio Marino.
Non sappiamo se riuscirà a raggiungere i requisiti per presentarsi alle primarie (oltre che essere iscritto al Partito, dovrà raccogliere 2 mila firme di iscritti in almeno 5 regioni e tre circoscrizioni, come prescritto dallo Statuto), ma una cosa è certa: Grillo ha intanto ottenuto un obiettivo, e cioè quello di attirare attenzione.
Personalmente, sarebbe opportuno non porre ostacoli a Beppe Grillo: certo, fa specie che il campione dell'anti-politica voglia mettersi alla guida di un partito, ma la sua candidatura potrebbe essere l'occasione per portare nel partito nuova linfa, in particolare a livello di iscritti. Sempre che però, il comico genovese accetti il dialogo ed il confronto. Frapporgli dei veti, tra l'altro, potrebbe essere controproducente per il Partito, e forse è proprio questo che Grillo vuole.
Dubito, comunque, che la sua candidatura possa risultare vincente, come invece pronosticano i maggiori sondaggisti.
Se quindi Beppe Grillo dovesse riuscire a candidarsi, avremmo quindi il 5° uomo. Già, perché i candidati nel frattempo da 3 sono diventati 4, con la presentazione del giornalista e blogger Mario Adinolfi.
Una candidatura però poco considerata: dai sondaggi, da Grillo ma anche dal quotidiano di Partito "Europa".
Certo, non è una candidatura forte, però Adinolfi è una figura che per il PD profonde parecchio impegno e sulla Rete gode di una certa notorietà.
Intanto, Giorgio Napolitano invita a protrarre il clima "distensivo" creatosi durante il G8, auspicando un dialogo civile e produttivo. Il problema, però, è proprio instaurare un dialogo: come fai con gente che se non ti insulta, nemmeno ascolta quello che hai da dire e proporre e si affida al voto di fiducia per qualsiasi occasione, svuotando quella che è la funzione del Parlamento? Anche se, d'accordo con Enrico Letta, la strada indicata dal nostro Presidente, sarebbe quella giusta. Per l'Italia e per il PD.

domenica 12 luglio 2009

La vetrina del G8: molta immagine, poca sostanza

Il G8 è sempre stato una vetrina per i grandi, un puro evento mediatico in cui i potenti del Pianeta hanno sfilato sulla passerella montata per l'occasione.
In realtà in questi eventi non si è mai deciso nulla, e anche questa volta le questioni discusse sono rimaste irrisolte. Tra l'altro, l'agenda riguardava temi presentati in termini generici, e in modo tale sono stati liquidati.
Si parla di un cambiamento in futuro, con l'allargamento ai paesi emergenti (come Cina, India e Brasile), che sono diventati sempre più determinanti nell'equilibrio economico-sociale mondiale: il G8 infatti, così come è, non è più rappresentati­vo della reale distribuzione della ricchezza e del potere nel mondo. Ma non sarà sufficiente questo: occorrerà che questi incontri prendano sempre più il corpo di un vero e proprio organismo in grado di prendere decisioni sul serio.
Insomma, ancora una volta, abbiamo assistito al solito copione di quando si riunisce il G8: un po' di buoni propositi sull'Africa e qualche chiacchiera sul clima.
Peccato, perché i temi da portare sul tavolo erano di notevole importanza: crisi economica, clima, aiuti ai paesi sottosviluppati. E le soluzioni (o non soluzioni) emerse sono state sonoramente bocciate.
La novità più eclatante di questo summit è comunque Barack Obama, che ha giganteggiato ed è stato il vero ed unico protagonista del vertice, tanto da sembrare lui il padrone di casa. Soprattutto, è emerso che possa essere proprio la sua svolta, multilateralista e ambientalista, che ha impresso alla politica americana, a far decollare in futuro il G8, o meglio, il G14, visto che si allargherà proprio ai paesi emergenti.
Altra cosa da mettere in risalto è l'azzeccata scelta della location, assolutamente evocativa: tenere il vertice di fronte alla città de L'Aquila devastata dal terremoto, ha dato innanzitutto la sensazione di contatto con la re­altà e nello stesso tempo ha tenuto acceso i riflettori sulla catastrofe. La speranza è che la commozione che abbiamo visto sui volti dei potenti abbiano un seguito, e che le promesse di aiuti per una ricostruzione a breve non cadano nel vuoto.
Riguardo all'Italia, qualche nota positiva e molte perplessità. Di buono c'è da registrare che il nostro premier, forse preoccupato dall'incalzare della stampa straniera, ha saputo contenere i suoi eccessi da uomo di spettacolo, evitandoci tremende gaffes. Abbiamo visto un Berlusconi molto riservato, quasi timido, o meglio ancora, intimidito. Insomma, si è proprio contenuto (così come contenuta è stata la biografia dedicatagli dall'ufficio stampa della Casa Bianca), per fortuna nostra e sua.
Chissà, tutta quella campagna mediatica, da lui definita "calunnie e complotto", forse non è stata proprio vana: sarà bene ricordarsene per il futuro, se poi gli effetti sono questi...
Continuando con i lati positivi, evidenziamo il rispetto da parte del PD della tregua chiesta dal Presidente Napolitano e la mancanza assoluta di incidenti durante il corteo di protesta del movimento no-global: forse è la prima volta che accade nella storia dei G8. Merito certamente del senso di responsabilità dei manifestanti, ma anche dell'organizzazione e dei controlli attuati dalle forze dell'ordine: nessuno lo ha citato, ma sarebbe giusto tributare un piccolo applauso al ministro Maroni.
Fa sorridere invece, ma di sarcasmo, il suo collega dell'Economia, Tremonti, che ha presentato un ambizioso documento che, secondo lui, dovrebbe contenere innovative regole da introdurre nel sistema economico internazionale. Peccato che i concetti espressi in questo documento siano solo un banale elenco di valori come l'etica nelle decisioni economiche, la trasparenza di quelle decisioni, la lotta contro la corruzione, la lotta contro l'evasione fiscale, la vigilanza del credito, la lotta contro i monopoli in favore della libera concorrenza. Insomma, non tesi o norme da applicare, ma un semplice auspicio a comportarsi bene: come se negli altri Paesi queste questioni non fossero discusse. E oltretutto, viene proposto questo documento proprio nei giorni in cui si vocifera di un ripristino dello scudo fiscale per chi ha costituito o esportato capitali all'estero alla data del 31 dicembre 2007, un vero e proprio condono. Per non parlare poi del previsto colpo di spugna sui reati societari, tra cui falso il bilancio e bancarotta fraudolenta.
Ma d'altra parte noi siamo il Paese delle contraddizioni: abbiamo sentito il nostro premier al G8 parlare di clima ed energie rinnovabili (ve lo ricordate mentre va in giro per L'Aquila con l'auto elettrica?), e intanto il suo governo vuole tornare al nucleare ed incrementare gli investimenti nelle centrali a carbone; per non parlare poi del fatto che l'Italia è in forte ritardo sui parametri del protocollo di Kyoto. Sempre Berlusconi ha promesso grandi contributi ai paesi poveri: eppure noi siamo i più inadempienti di tutti, visto che avremmo già dovuto versare un miliardo di dollari mentre abbiamo finora conferito 30 milioni, pari al 3 per cento di quanto dovuto (tutte cose che ci hanno rinfacciato anche Bono, Geldof e Kofi Annan). E infine lo slogan del vertice, quel "People first": priorità assoluta alle persone, a chi non ha lavoro, a chi lo ha perso. Anche queste solo parole, visto che nulla il nostro governo ha fatto ad esempio per quel milione su 4 di precari (e presto altri se ne aggiungeranno) a cui non è stato rinnovato il contratto e che sono senza coperture.
Solo un bel festival delle intenzioni, quindi; una sorta di reality show in cui la struttura che ha ospitato il summit è diventato una sorta di casa del "Grande Fratello", da visitare e curiosare, per vedere il letto in cui dormiva Obama o la cyclette su cui si allenava.
Ormai la massa è così annebbiata dal fumo da non vedere più l'arrosto.

A Malnate un'unica, grande Famiglia umana

Bella l'iniziativa che si svolge in questi giorni a Malnate (dall'11 al 12 luglio a Villa Braghenti): una maratona con ragazzi, giovani, donne, famiglie, amici da ogni angolo del mondo che porteranno in città la loro cultura a base di cibo, storie, brani, poesie, filastrocche, leggende, giochi delle loro terre, sia lontane (altre nazioni e continenti) che vicine (paesi, borghi e regioni italiane).
Letture e rappresentazioni saranno in lingua originale, con intermezzi musicali e gruppi di danza.
Tante culture in un confronto che sicuramente servirà ad accomunare ed arricchire chi parteciperà all'evento.
(fonte: VareseNews)

sabato 11 luglio 2009

Giorgio Ambrosoli, un eroe dei nostri tempi

30 anni fa moriva Giorgio Ambrosoli (nella foto), assassinato su ordine del banchiere Michele Sindona.
Qualcuno l'ha definito un eroe: ma l'avvocato Ambrosoli era una persona normalissima, che non ha fatto altro che comportarsi da uomo onesto. Ma forse, di questi tempi, deve essere proprio un'eccezione.
Giorgio Ambrosoli pagò con la vita il rifiuto di piegarsi e farsi corrompere, non cedendo né a tentativi di corruzione, né a minacce.
Incaricato dalla Banca d'Italia di liquidare l'istituto bancario appartenente a Sindona, Ambrosoli scoprì gravi irregolarità e numerose falsità nelle attività del banchiere.
Gli fu chiesto di firmare un piano che avrebbe salvato la Banca di Sindona, i cui debiti però sarebbero stati pagati dalla collettività, da noi cittadini: se ci mettiamo anche il fatto che Sindona era affiliato alla P2 di Licio Gelli, questa vicenda ne ricorda una accaduta di recente.
Giorgio Ambrosoli comunque non cedette, e rimase solo, abbandonato dalle istituzioni e dallo Stato, e cadde perché nessuno rimase al suo fianco: una storia che si ripete piuttosto di frequente qui in Italia.
In questi giorni è stato pubblicato il libro "Qualunque cosa succeda" di Umberto Ambrosoli, che, ricordando il padre, ha voluto affermare i valori dell'onestà, dell'assunzione di responsabilità, dell'adempimento del dovere; della necessità di non tradire mai la propria coscienza.
Una strada da seguire, perché Giorgio Ambrosoli non sia morto invano. Anche se, come afferma suo figlio Umberto, in 30 anni è cambiato davvero poco. Anzi...

Questione di DNA

Lo stupratore seriale di Roma è stato arrestato: ad incastrarlo, pare, la compatibilità all'esame del DNA.
E' risultato essere, tra l'altro, un coordinatore di un Circolo PD: è stato subito espulso, proprio perché incompatibile con il DNA del Partito.
Altri, invece, sono proprio il frutto del DNA delle loro ideologie.

venerdì 10 luglio 2009

Energia negativa

E' davvero uno spaventoso passo all'indietro l'emendamento sul ritorno al nucleare in Italia, presente nel DDL Sviluppo votato in questi giorni dal governo.
Proprio nei giorni del G8, in cui il nostro premier parla a vanvera di "energie rinnovabili, innovazione, green economy, rispetto dell'ambiente", ecco che i suoi "dipendenti" lavorano per l'opposto.
Tutto questo fermerà lo sviluppo delle energie rinnovabili, portando sprechi e grandi spese: il nucleare non è assolutamente un’energia rinnovabile. Inoltre, l’uranio è in via d’estinzione, e la tecnologia non è nemmeno pulita, perché le scorie sono le più pericolose al mondo, dato che rimangono attive per milioni di anni.
I benefici economici (sempre che ce ne siano) poi non si vedranno prima di 5-10 anni: ma l'emergenza è ADESSO. E le rinnovabili (eoliche e solari) possono affrontarla fin da subito, oltre che procurare nuovi posti di lavoro, come sta accadendo negli USA, in Germania e in Francia, nazioni che hanno abbandonato la via del nucleare.
Oltretutto, nel 1986 il popolo italiano decise per il NO al nucleare in un referendum: si vuole passare sopra la testa degli italiani e decidere del loro futuro in modo così arbitrario?
E intanto, la scelta dei siti per la collocazione delle centrali nucleari sta già provocando una serie di reazioni a catena in Regioni e comuni: nessuno vuole rischiare in casa propria una nuova Chernobyl.

Sbadanti

Prima fanno la legge, poi si accorgono che effettivamente qualcosa di sbagliato c'è e quindi cercano di rimediare con qualche toppa.

giovedì 9 luglio 2009

Al G8 si decide il destino del mondo. Quando quello degli Aquilani?

L'Aquila è davvero una gran bella passerella: capi del governo e relative first ladies, premi Nobel e perfino star di Hollywood.
Ci si commuove, si promette, ci si scambia impressioni e complimenti.
Ma gli Aquilani, esclusi dall'evento e tenuti a fare da semplice coreografia allo show, continuano a rimanere nelle tende.
E giustamente non ne possono più di tutte queste chiacchiere e vorrebbero che fosse fatto qualcosa di concreto anche per loro.
"Yes, We Camp! per constatare che si sono persi inutilmente tre mesi: nessuna opera di ricostruzione, solo lavori per il G8.
Yes, We Camp! per denunciare il processo di devastazione ambientale e sociale del nostro territorio perpetrato mediante la localizzazione del piano C.A.S.E. Non vogliamo una grande new town diffusa!
Yes, We Camp! per informare tutto il mondo del processo di militarizzazione e confisca degli elementari diritti costituzionali nei campi: di informazione, di riunione, di espressione.
"

Bond: più che segreto, un mistero

Vi ricordate dei bond sequestrati a Chiasso dalla Guardia di Finanza, per un valore di circa 134 miliardi di dollari? Ebbene, c'è un arresto, ma si tratta di un blogger.
Per il resto, è ancora buio fitto.

Sesso & potere

Anche per un duro come il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, la lotta contro le pornostar era troppo "hard".

Vogliono prenderci nella Rete

Ennesimo attacco alla libertà della Rete, ennesima legge studiata per imbavagliare i blogger e limitare la libertà d'espressione, come ci spiega Guido Scorza nel video. Mentre in questi giorni il nostro premier al G8 parla di diritti delle persone, innovazione, democrazia, il suo governo prepara leggi per portarci ai livelli dell'Iran, dove si è voluto bloccare internet per impedire fughe di notizie e far sapere al mondo quello che accade. Lo stesso obiettivo che si prefiggono nel nostro Paese. Il 14 luglio i blogger hanno organizzato uno sciopero del silenzio, per dire NO al bavaglio alla Rete. Questo blog aderirà. Chi volesse fare altrettanto si registri qui.

mercoledì 8 luglio 2009

G8 o Compl8?

Scatta oggi a L'Aquila il G8 dei Grandi. Evento preceduto dalle polemiche della stampa estera scatenata contro Silvio Berlusconi. L'ultima bordata arriva dal Guardian, che oltre a criticare l'organizzazione del summit paventa addirittura per il futuro l'esclusione dell'Italia dal G8, a favore della Spagna.
Un'ipotesi, quest'ultima, tuttavia che appare alquanto improbabile.
Palazzo Chigi ha liquidato queste insinuazioni come "sciocchezze, frutto di complotti". Fosse così, resta da capire se è un complotto contro l'Italia o Berlusconi. Insomma: Berlusconi è la causa di queste critiche al nostro Paese o è l'effetto?
Di certo l'Italia ha perso credibilità a livello internazionale, e non solo per le frequentazioni private del premier, su cui la stampa estera si è parecchio soffermata e che a quanto pare vuole ancora dare ulteriori affondi.
Il nostro PIL è in caduta libera, il reddito medio pro capite è ancora diminuito (superati dalla Spagna). A questo aggiungiamoci poi i provvedimenti inefficaci del nostro governo e che addirittura vanno in direzione opposta alle politiche intraprese dalla maggior parte dei paesi occidentali (dall'economia al mondo del lavoro, dall'immigrazione all'ambiente).
Il quadro è davvero desolante: risultiamo alla fine un Paese inaffidabile e chiuso su se stesso.
La stessa agenda proposta a questo summit appare alquanto banale e piena di contraddizioni: si parla addirittura della proposta dell'Italia istituire un fondo di 10-15 miliardi di dollari per combattere la fame nel mondo. Ebbene, appare alquanto paradossale che a proporre iniziative di questo tipo sia un governo che è accusato dall'ex-segretario dell'ONU Kofi Annan e dai cantanti Bono e Bob Geldof (impegnati negli aiuti al terzo mondo) di non adempiere al rispetto delle quote di aiuti ai paesi in via di sviluppo. Per non parlare delle proposte di fornire regole al mondo della finanza: un tema su cui l'Italia parte fortemente in ritardo rispetto agli altri componenti del G8, che su questo fronte già hanno agito, mentre da noi il falso in bilancio rimane depenalizzato e la class action (strumento efficace a favore dei consumatori) è stata rinviata per l'ennesima volta.
Sembra davvero un mero tentativo di facciata, le solite promesse per fare immagine, che possono funzionare in un'Italia in cui i media appaiono asserviti, ma che di certo non attecchiscono all'estero, dove occorrono fatti e non parole. La realtà invece è che a quanto pare il rischio è che questo evento possa trasformarsi per l'Italia in un boomerang: per la mancanza di organizzazione e per il fatto che Berlusconi, per le sue traviate vicende personali, si troverà in una posizione indebolita.
Una prima conseguenza di questo declino internazionale si è vista al Parlamento Europeo, con la mancata designazione alla presidenza di Mario Mauro, candidato principe di Berlusconi.
Ormai è come un effetto domino: di sicuro questo sarà l'ultimo G8 di Berlusconi, e lo farà quasi certamente con un ruolo da comprimario, pur essendo padrone di casa. L'importante è che non ci vada di mezzo anche l'Italia.

martedì 7 luglio 2009

Terrem8

A L'Aquila tutto è pronto per il summit dei grandi della terra.
E per gli "umili" del terremoto? La situazione è questa.

Insalvabile Salvini

La carica di parlamentare la si guadagna con i voti degli elettori. Poi però bisognerebbe dimostrare di esserne DEGNI di meritarla.
E Matteo Salvini, parlamentare della Lega Nord, in questo video non offre certo una bella immagine, con quei cori da stadio razzisti contro i "napoletani" (per non parlare della maglietta che indossa: "Più rum, meno Rom"...).
Chissà che ne pensano gli Onorevoli Bocchino e Quagliariello, napoletani "doc" ed esponenti del PdL, alleati della Lega...

lunedì 6 luglio 2009

Coltivare le radici del nostro territorio

Alcune classi del Liceo Artistico di Busto Arsizio hanno trascorso una settimana in giro per le cascine in bicicletta, nell'ambito di un progetto "learning week" promosso da Regione Lombardia, dal consorzio Entertaining, dal Liceo Artistico Paolo Candiani e dalla fondazione ENAIP Lombardia Busto Arsizio.
E' stato un successo: sotto la guida di docenti ed esperti, i ragazzi sono rimasti entusiasti di aver conosciuto un mondo, quello agreste, a due passi dalla città, e che rappresenta una grande memoria storica del nostro territorio.
Lo si può intuire dalle loro stesse parole: "l’occasione per un tuffo nel passato, nelle forme consuete e familiari di abitazioni che sono parte dei nostri ricordi: le cascine; luoghi cari ai nostri avi, capaci di far scaturire in noi grandi emozioni".
Esperienze di questo genere dovrebbero essere ripetute nei nostri comuni e divulgate presso le scuole. E ambienti come le cascine e le "corti", recuperati e trattati come veri e propri monumenti storici.
In altre regioni di Italia (centro e sud in particolare) luoghi simili vengono valorizzati: perché non farlo anche da noi?
Sarebbero un patrimonio culturale di grande rilevanza oltre che un incentivo per il turismo: un investimento per salvaguardare il passato e nello stesso tempo far brillare il futuro.

sabato 4 luglio 2009

PD: congress in progress (4) - Primedonne e terzo uomo

La settimana si chiude con l'annuncio della candidatura dell'agognato terzo uomo. Si tratta di Ignazio Marino, chirurgo di fama internazionale e acceso sostenitore del "testamento biologico".
Una candidatura accolta con favore in particolare da buona parte della componente giovane del PD, i così detti "piombini", e che gode anche dell'appoggio di Goffredo Bettini, ex-braccio destro di Veltroni.
Ignazio Marino (nella foto) è un uomo prestato alla politica: come dice lui stesso "non ho mai avuto una tessera di partito prima d’ora". E' entrato in politica solo nel 2006, quando fu eletto Senatore. Non ha mai fatto vita di partito, e quindi si prevede che al congresso partirà svantaggiato, non potendo contare sul sostegno di iscritti e correnti varie.
Il PD che sogna è «senza correnti, che mescoli le culture e che faccia conta­re sul serio gli iscritti».
Il suo manifesto programmatico invece si fonda principalmente su testamento biologico, diritti civili, meritocrazia e laicità.
Vedremo poi la squadra che metterà in campo. Di certo la sua figura intriga molto e potrebbe rivelarsi un outsider molto pericoloso alle primarie: gli elettori non iscritti potrebbero vedere in lui effettivamente l'uomo nuovo tanto invocato come il Messia.
Nel frattempo, Debora Serracchiani, per una sua intervista, viene attaccata e tacciata di "protagonismo". Un vero e proprio fuoco di fila che appare davvero spropositato e incomprensibile, come dice anche Giuseppe Adamoli.
E le effettive "primedonne" del PD? Troviamo Walter Veltroni che si fa rivedere ad una tavola rotonda in cui, oltre a confermare il suo appoggio a Dario Franceschini, invoca la "vocazione maggioritaria del PD", perché "abbandonare il bipolarismo e tornare ai governi di coalizione che fanno i partiti dopo il voto significa imboccare la strada dell'inferno. Il rifiuto del bipolarismo è la tomba del riformismo, perché l'Italia ha bisogno di stabilità".
Anche Francesco Rutelli (con i suoi "Liberi Democratici") si schiera con Franceschini, ma ponendo 2 condizioni: «Il suo programma sia compatibile con i nostri obiettivi. E la condivisione sia leale».
Franceschini dal canto suo vede il PD come "un partito federale e aperto, plurale e laico. Una forza innovativa capace di leggere e governare il cambiamento".
Il rivale Pierlugi Bersani, sulle note di "Un senso" di Vasco Rossi, ha presentato la sua mozione, con un programma che parla di un PD "che guardi al futuro traendo forza dal proprio passato" e che dovrà "saldare la propria vocazione democratica all'economia e alla società. Deve rivolgersi all'arco di persone più ampio possibile ma, al contempo, non deve rinunciare alla vicinanza al mondo del lavoro. Deve essere un partito del lavoro che rivendica pari dignità e ruolo tanto al lavoro subordinato quanto a quello autonomo e imprenditoriale, al di là di ogni rendita". Insomma, un progetto che si basa molto sulla concretezza: d'altra parte Bersani è sempre stato un "operativo".
Massimo D'Alema, che appoggia Bersani, lancia però l'allarme e invita il PD a non farsi distrarre dal congresso e non perdere di vista il suo ruolo di opposizione: un rischio più che concreto.
I prossimi mesi quindi saranno molto delicati per il PD: bisognerà essere capaci di lavorare alle Camere per il Paese e nello stesso tempo anche per il congresso, di vitale importanza per il Partito. Perché come afferma Enrico Letta, "questa per il PD può essere davvero l'ultima chance".