domenica 3 marzo 2013

Dissanguati

A causa di pagamenti arretrati, per 5 milioni di franchi (3 milioni dei nostri euro), la Croce Rossa elvetica è stata costretta a prendere la drastica decisione di tagliare la fornitura di sangue alla Grecia, i cui ospedali non ce la fanno a pagare. I costi non riguardano comunque il sangue (che viene offerto gratuitamente), bensì la conservazione, il trasporto, le spese di laboratorio e quelle amministrative. La Grecia importa ogni anno dalla Confederazione elvetica circa 30 mila sacche di plasma, in modo da soddisfare la sua domanda di sangue, visto che le donazioni interne arrivano tra le 600.000 e le 670.000 a fronte di un bisogno di 700.000 unità. Per non dissanguare ulteriormente le finanze dello Stato (già provate dai tagli imposti dall'Europa), ora la Grecia si trova dinanzi al rischio, letterale, di dissanguamento dei propri cittadini: la soluzione infatti sarà di incentivare le donazioni, e non sarà facile, visto che circa il 10% della popolazione ellenica soffre di talassemia, una malattia ereditaria del sangue che impedisce a chi ne è affetto di donarlo. Tutto questo, purtroppo, finirà con il pesare sulla salute di migliaia di malati gravi. E arrivare a una situazione di questo genere lascia davvero sconcertati e solleva qualche altro dubbio in più sulla politica dell'austerity intrapresa dalla UE.