venerdì 12 aprile 2013

Un minimo di speranza

I dati di una ricerca della BCE indicano che in Italia una famiglia su sei è nello stato di povertà. L'Istat invece sottolinea che il potere di acquisto delle famiglie è crollato di circa il 5%, il peggior dato dal 1995. Cala perciò la possibilità delle famiglie italiane di fare acquisti e risparmiare.
Occorre intervenire presto, perché la situazione è di vera emergenza: abbiamo ancora sotto gli occhi la recente tragedia di Civitanova Marche, dove una famiglia di 3 persone colpita dalla crisi si è data la morte. Prima di arrivare a soluzioni drastiche e provocatorie (quantunque condivisibili, visto il momento), occorrono soluzioni concrete da parte delle istituzioni per sostenere i cittadini oggi più esposti agli effetti della crisi economica-finanziaria in corso.
Una di queste può essere senz'altro il reddito minimo garantito, che spesso viene confuso con il reddito di cittadinanza, ma è tutt'altro: uno strumento che permette di offrire un sussidio a chi (perché senza lavoro o per motivi di salute e/o psichici) non percepisce un reddito fisso. Il reddito minimo garantito è piuttosto diffuso in Europa, in particolare nei Paesi del Nord. L'obiettivo è di non lasciare indietro nessuno, ed evitare che enormi fasce di cittadini siano ridotti alla povertà. Oltretutto, non viene inteso come assistenzialismo, ma come un atto dovuto dello Stato che in questo modo cerca, attraverso l'inclusione sociale, di non disperdere capitale umano, concedendo tempo e speranza in attesa di una nuova occupazione e senza ledere la dignità di chi ne usufruisce. Nella vicina Svizzera, dove questo provvedimento è ben collaudato, addirittura quando chi ha usufruito di questo aiuto riesce a trovare un lavoro ben retribuito (con l'aiuto anche dello Stato), se è in grado di farlo, rimborsa quanto percepito durante il suo periodo di inattività. Con questa soluzione, quelle persone di Civitanova Marche probabilmente sarebbero ancora vive.
In campagna elettorale diverse forze politiche hanno inserito il reddito minimo garantito nel loro programma. Ora il PD ha depositato la proposta di legge per l’istituzione del reddito minimo di garantito, e quando vi sarà il nuovo governo, sicuramente verrà presentata per l'approvazione. Intanto, domani, sabato 13 aprile alle ore 10.30 a Roma, il PD darà vita ad un'iniziativa contro la povertà. Nulla di demagogico, ma un incontro in cui saranno analizzati gli ultimi dati statistici sulla vita delle aziende, sul reddito delle famiglie e sull’occupazione e verranno presentate le proposte del Centrosinistra per rilanciare il lavoro e l’attività economica, contrastare la disoccupazione, la perdita di potere di acquisto delle famiglie e la povertà.