Sono 3 i capisaldi delle proposte PD su giustizia e legalità: lotta alla corruzione, riforme strutturali, conflitto di interessi.
- Corruzione: norme più rigorose contro la corruzione e per la prescrizione dei reati:
• legge sul falso in bilancio
• lotta senza quartiere alla criminalità organizzata
• norme contro l’autoriciclaggio
• norme contro il voto di scambio mafioso.
- Riforme:
• nuovo codice penale
• unificazione dei riti nel processo civile
• accelerazione dei tempi del processo, garantendone però lo svolgimento nel rispetto della tutela dei diritti fondamentali, fermi restando i principi costituzionali dell’obbligatorietà dell’azione penale, dell’autonomia e indipendenza della magistratura, così come del giusto processo e della tutela del diritto di difesa
• miglioramento degli standard di servizio e contenimento dei costi
• realizzazione dell’ufficio per il processo
• banca dati della giurisprudenza
• programma per acquisire indicatori affidabili e strumenti per il controllo di gestione, non solo quantitativo, presso gli uffici giudiziari.
- Conflitto di interessi:
• norme sull’incompatibilità
• una robusta legislazione antitrust (soprattutto in materia di comunicazione e informazione, in modo da superare la brutta legge firmata da Gasparri)
• riforma della governance della Rai, per sottrarla all’invadenza della politica (già proposta negli scorsi mesi, ma di fronte all’incapacità del governo Monti di accettarla, il PD ha fatto scegliere i rappresentanti nel Cda dalle associazioni della società civile).
lunedì 18 febbraio 2013
Riformare la Giustizia per aggiustare l'Italia
Chi pagherà l'IMU nell'Italia Giusta
Il piano del Partito Democratico prevede un'esenzione dal pagamento della tassa sulla casa chi paga fino a 500 euro, recuperando il minor gettito dai proprietari di ville e castelli. L'obiettivo è favorire i proprietari di casa meno abbienti, «quelli che hanno finora pagato fino a 400-500 euro di imposta»: cioè, i proprietari di prima casa che dovrebbero versare fino a questa soglia sarebbero esonerati dal pagamento dell’IMU. La misura interesserebbe ben 16 milioni di italiani, l’80% dei proprietari di prima casa. In parallelo, questa perdita di gettito fiscale dovrebbe essere compensata «con una graduale progressività aggiuntiva sulla fascia di patrimonio immobiliare che va da 1,5 milioni di valore catastale (di fatto circa 3 milioni di euro di valore di mercato), in su». Insomma, chi ha di più pagherà di più. Se non è l’abolizione -nelle chiacchiere di chi ha inventato e approvato la tassa-, è qualcosa di molto simile, ma seria e fattibile.
Lombardia in pillole: lavoro
Lavoro, lavoro e ancora lavoro
Un piano straordinario per l’apprendistato, incentivi al part-time, all’insegna di un patto generazionale tra chi esce e chi entra nel mondo del lavoro.
(sempre grazie a Pippo Civati)

Come va la Grecia?
Male, malissimo, come si può vedere da questo servizio del TG La7 andato in onda ieri sera (dal minuto 24.07), che ci mostra un Paese più vicino al Terzo Mondo che non all'Europa, con numeri da paura: consumi pari allo ZERO, con negozi che stanno sparendo nonostante sconti del 70% sulla merce; Pil crollato del 6% in un anno; il 67% dei giovani disoccupato; centinaia di migliaia di senzatetto (40-50.000 solo ad Atene); sanità e scuola pubbliche senza più fondi; il consumo del gasolio sceso addirittura dell’80%, per risparmiare sui riscaldamenti, non solo per le abitazioni private, ma anche per ospedali e scuole. E pensare che noi, con il fallito governo Berlusconi-Lega, ci siamo andati vicino: teniamolo bene a mente.
Quel ponte tra Berlusconi e Lega
Berlusconi promette ancora il Ponte sullo Stretto. Chiediamo a Maroni se per quell'opera "epocale" è previsto l'utilizzo del 75% delle tasse trattenute in Lombardia, visto che nello scorso fallito governo Berlusconi-Lega (grazie anche a Maroni in qualità di ministro) alla Lombardia vennero tagliati quasi 12 miliardi di euro e furono invece donati 140 milioni di euro al comune di Catania pieno di debiti, solo perché aveva come sindaco il medico personale di Berlusconi.
Ricordiamocene: questo e altro.
domenica 17 febbraio 2013
L'umile Renzi e l'indimenticato Prodi
Estrapolazioni dell'intervista rilasciata da Matteo Renzi a Monica Guerzoni, Corriere della Sera.
«Fa bene Bersani a chiedere il voto utile, ma nell'ultima settimana bisogna chiedere anche il voto umile. Vanno presi i voti dei delusi della destra e della Lega, specie al Nord. E in passato c'è stata una certa spocchia, una buona dose di arroganza culturale verso queste persone. Mi pare un errore. I voti dei delusi dell'altro schieramento sono fondamentali, ma ci vuole umiltà, non arroganza.. C'è una destra delusa da Berlusconi e da Bossi, basta intercettarne anche una piccola parte e vinciamo ovunque».
«A Padova c'erano 5.000 persone. Una folla impressionante, non me lo aspettavo. Le piazze non le riempie solo Grillo... Ma la partita è aperta soprattutto perché la Lega non è più credibile. Ai piccoli imprenditori lombardi e veneti ho detto "meglio Bersani per cinque anni che l'ennesimo governo ponte". Mi sembravano molto convinti»
«Per adesso cerco di dare una mano a vincere. Sono uno dei non molti che si possono permettere di dare una mano a Bersani senza chiedere niente in cambio. Deve essere chiaro che se c'è qualcuno che punta a far cadere Bersani dopo due anni, non sono io. La mia lealtà viene prima delle ambizioni, io voglio fare bene il mio lavoro di sindaco, nient'altro. Molti mi dicono "sei matto a rinunciare a un seggio o a un ministero", ma per me vale più la faccia di una poltrona».
E dalla manifestazione di oggi a Milano, l'intervento a sorpresa di Romano Prodi:
«Dopo 4 anni sono di nuovo salito su un palco perché oggi ne vale la pena. Sono venuto qui per ribadire l'importanza della sfida per l'Italia e per la Lombardia e per farvi l'invito a votare uniti. Questa squadra a differenza del passato resterà unita, perché ha imparato la lezione, e perché è fatta di uomini diversi. Bersani ci guiderà fra una settimana alla vittoria, Matteo Renzi sarà una grande risorsa per il futuro».
La Lombardia in pillole: esenzione dal ticket
Grazie a Pippo Civati, il programma in pillole (e cartoline) del PD regionale. E una pillola al giorno, leva Berlusconi-Formigoni-Maroni di torno.
Esenzione dal pagamento dei ticket al di sotto dei 30.000 euro
Esenzione totale dal pagamento dei ticket per i farmaci e per le visite specialistiche di tutti coloro che dichiarano un reddito inferiore ai 30.000 euro.
Flessibilità e rigore
Forse prima di introdurre regole più flessibili nel mondo del lavoro, occorrerebbe maggior rigore per evitare casi sconcertanti come questo, tenendo conto oltretutto che riguarda una famosa multinazionale ed avviene in Germania, il Paese che figura attualmente come la locomotiva d'Europa.
La campagna elettorale 2.0
Dai siti alle app per smartphone e tablet, da facebook a twitter: in questa campagna è la prima volta che in Italia si fa uso della Rete (bene o male) in modo intensivo. Di sicuro ci saranno influenze sul voto per gli astenuti (alla fine saranno meno del 30-40% annunciati) e quindi, soprattutto, rispetto alle previsioni dei sondaggi.
Milano, Lombardia, Italia.
Da Milano, attraverso una Nuova Lombardia, per cambiare l'Italia: oggi, domenica 17 febbraio, dalle ore 14.30, grande manifestazione in Piazza Duomo a Milano per la volata finale delle elezioni del 24 e 25 febbraio. Un appuntamento importante tra politica (interventi di: Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, Bruno Tabacci, Nichi Vendola, Umberto Ambrosoli, candidato presidente alla Regione Lombardia per il centrosinistra, Pier Luigi Bersani, candidato alla presidenza del Consiglio, Pia Locatelli del Partito socialista italiano e Piera Levi-Montalcini dei Moderati) e musica (da Ketty Passa e Paolo Jannacci, a un grande concerto di Roy Paci). A condurre il pomeriggio Paola Maugeri e Davide Romagnoni.
Nel nostro piccolo, saremo presenti in Piazza San Maurizio a Vedano con un gazebo dalle ore 10.00 in compagnia dei candidati varesini al Consiglio Regionale.
sabato 16 febbraio 2013
Gioielli opachi e tangenti partecipate
Sule vicende legate in questi giorni alle aziende partecipate Eni e Finmeccanica non vogliamo entrare nel merito del piano giudiziario o di presunte (vere o false che siano) implicazioni politiche (questo è un compito della magistratura), quanto piuttosto soffermarci come sia necessario ADESSO e SUBITO dare continuità e un sistema di gestione funzionante a 2 importanti società che occupano migliaia di persone e rappresentano la punta di diamante del patrimonio industriale dell'Italia, e poi, rivedere i criteri con cui vengono assegnati gli incarichi dirigenziali e scelti i manager, applicando meritocrazia, più trasparenza e meno privacy. Berlusconi inoltre afferma che se vuoi lavorare all'estero (in particolare con Paesi in via di sviluppo) le tangenti sono una regola. Noi invece pensiamo che debbano essere un'eccezione, e che chi le pratica vada punito. Per questo occorre anche ripristinare, con accordi, le regole a livello internazionale, inasprendo le pene.
C'è da dire che di questo la politica avrebbe già dovuto occuparsene, ma ancora una volta è rimasta latitante. E come scrive Sergio Rizzo (giornalista del "Corriere") "Anziché intervenire per tempo, qui si preferisce fare esercizi di dietrologia. Sempre dopo. C'è chi si chiede se lo scandalo del Monte non sia scoppiato ad arte proprio ora per mettere in difficoltà il PD, e chi sospetta che l'arresto di Orsi nasconda un siluro alla Lega Nord, partito certo non ostile a quel manager, il cui leader Roberto Maroni punta a governare la Lombardia. Altri non escludono che pure l'inchiesta sull'Eni faccia parte di un'offensiva dei magistrati in piena campagna elettorale... L'unico fatto sicuro è che quando in certi casi la politica non agisce tempestivamente lo spazio vuoto viene occupato dalla magistratura. Lo sappiamo da almeno vent'anni. Peccato che la lezione non sia servita a niente".
Il prossimo governo dovrà farsi carico di questo compito, e la responsabilità sarà enorme: oltre al danno economico, dovremo recuperare anche quello di immagine, che ora appare davvero opaca.
Week-cand
Un fine settimana in compagnia dei candidati alle Regionali: oggi, alle ore 15.30 presso il Circolo Vela (via Don Minzoni) farà tappa Alessandro ALFIERI, capolista PD; domani, domenica 17, dalle ore 10.00 in Piazza San Maurizio, saranno presenti i candidati varesini in lista per le Regionali. E questa mattina (dalle ore 10.00) saremo anche presenti con un gazebo davanti alle Poste per distribuire materiale informativo e l'ultimo numero di "BuoneNuove", la nostra newsletter (scaricabile anche dal sito).
Altre 2 giornate di mobilitazione, quindi, e insieme a noi altri 10.000 gazebi con centinaia di migliaia di volontari in tutto il Paese (e soprattutto in Lombardia, "l'Ohio d'Italia") per diffondere e spiegare ai cittadini le proposte del Partito Democratico e della coalizione di centrosinistra, in vista delle elezioni del 24 e 25 febbraio, per voltare pagina e avviare finalmente la riscossa dell’Italia.
venerdì 15 febbraio 2013
La pubblica amministrazione dell'Italia Giusta al servizio dei cittadini
Le proposte del PD per riformare le istituzioni e l'amministrazione pubblica:
* sul piano istituzionale:
- Promozione dell’etica pubblica con trasparenza assoluta sulla situazione patrimoniale dei parlamentari e sui bilanci dei partiti e prosecuzione dell’azione di riduzione dei costi della politica intrapresa, su iniziativa del PD, nell’ultimo anno
- Dimezzamento del numero dei parlamentari
- Nuovo sistema elettorale (doppio turno di collegio)
- Riforma del bicameralismo paritario con differenziazione delle funzioni tra Camera e Senato e nuove modalità di raccordo tra Stato, Regioni e Autonomie locali
- Sviluppo dell’indicazione Costituzionale secondo cui il presidente del Consiglio dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile
- Legge sui partiti
- Completamento e razionalizzazione della riforma del Titolo V della Costituzione con riduzione delle materie di competenza concorrente.
* Per il sistema pubblico, un percorso legislativo breve, medio e a lungo termine
• Entro i primi 100 giorni
- Definizione e presentazione al Parlamento di un Piano strategico per la riorganizzazione strutturale delle PA che preveda anche l'attivazione di strutture e piattaforme per gestire e accompagnare i processi di cambiamento
- Approvazione di una “lenzuolata” di misure urgenti per la semplificazionee del programma 2013-2015 per la riduzione degli oneri e dei tempi
- Istituzione di un “Organismo multilivello per la semplificazione”, cabina di regia tra Stato, Regioni e autonomie, con il coinvolgimento delle associazioni delle categorie produttive e dei cittadini utenti e consumatori, per assicurare la massima efficacia e operatività al programma con la partecipazione di tutti i livelli di governo
- Adozione dell’Agenda digitale pubblica, finalizzata ad aumentare l’uso delle tecnologie nei procedimenti amministrativi, con un piano che entro fine legislatura realizzi la completa digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni.
• Entro il 2013:
- Completamento, ulteriore sviluppo e migliore coordinamento dei provvedimenti per la trasparenza totale
- Modifiche che rendano più rigorosa la legge contro la corruzione
- Superamento dei tagli lineari della "spending review" del governo Monti e impostazione di piani industriali per singole amministrazioni, per sistemi territoriali e per filiere di politiche pubbliche. Il Governo si dovrà far carico, da subito, di emanare decreti attuativi e fare in modo che si avvii il processo di aggancio della spesa ai risultati, come prevede la legge di riforma del bilancio
- Riforma dei ministeri e degli enti nazionali:
a) Articolazione in agenzie di alcuni aspetti operativi dei ministeri
b) Piano industriale per la riorganizzazione dei ministeri centrali e impostazione dei piani industriali delle singole amministrazioni
c) Integrazione di funzioni trasversali, con servizi e funzioni logistiche comuni
d) Istituzione di una centrale di coordinamento unitaria per i processi di informatizzazione e digitalizzazione
e) Riordinamento degli uffici di diretta collaborazione dei ministri
f) Revisione delle modalità di concertazione tra i ministeri e azioni volte a favorire la mobilità tra i ministeri per riequilibrare i carichi di lavoro e il migliore utilizzo delle risorse umane
- Riforma della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’adozione di un modello organizzativo e funzionale caratterizzato da una maggiore vocazione alla promozione e al coordinamento delle politiche pubbliche in sintonia con l’articolo 95 della Costituzione
- Riordino di regioni, province, unioni dei comuni e città metropolitane, con riduzione dei centri di responsabilità politica e dei costi correlati
- Completamento del riordino delle province come intelaiatura forte e solida di tutto il sistema delle PA, con funzioni proprie e funzioni delegate dalle regioni legate alle politiche di area vasta e di governo del territorio
- Superamento di enti, agenzie, consorzi, ambiti che svolgono funzioni gestionali e che si frappongono fra regioni e province
- Riorganizzazione del sistema istituzionale locale imperniato sui comuni per funzioni che abbiano al centro la persona, la famiglia, la comunità. Superamento della frammentazione localistica con l’organizzazione in Unioni di servizi efficaci, efficienti ed economici
- Completamento del riordino degli enti previdenziali e definizione della loro nuova governance
- Riavvio di normali relazioni sindacali a partire dal memorandum sottoscritto nel 2012 da governo e sindacati
- Revisione del blocco del turn-over in connessione con la definizione dei piani industriali
- Riforma delle modalità di reclutamento, per prevedere concorsi unici indetti su base territoriale e procedure affidate a un organismo indipendente, riduzione drastica dei casi in cui PA e società pubbliche o a partecipazione pubblica possono attingere a personale non assunto per concorso, divieto assoluto di ricorrere a somministrazione del personale, divieto di attivare contratti “precari” prima dell’esaurimento delle assunzioni di idonei in concorsi
- Accordo quadro per la gestione dei processi di mobilità e per il superamento del precariato accumulatosi nelle PA, nell’ambito di regole uniformi stabilite con legge statale per la valorizzazione, nei concorsi, dell’esperienza professionale svolta in enti pubblici o privati a titolo precario
- Riforma della dirigenza per un minor numero di dirigenti, una maggiore qualità professionale e il superamento degli abusi dello spoils system
- Piano “giovani nell’amministrazione”: 1000 assunzioni, rivolte a professionalità multidisciplinari per facilitare l’innovazione dei processi, da collocare nei livelli intermedi della PA centrale e da finanziare con i risparmi prodotti da una più elevata concentrazione in Consip dell’acquisto di beni e servizi
- Riduzione della frammentazione dei sistemi e definizione di standard univoci comuni, tra cui la standardizzazione dei SUAP a livello nazionale.
• Entro il 2018, obiettivi di legislatura:
- Armonizzazione del sistema delle autonomie territoriali e funzionaliattraverso un percorso partecipato e condiviso; conseguente riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato
- Realizzazione, in collegamento con processi di revisione costituzionale nel senso del federalismo cooperativo e solidale, di misure di ridisegno/snellimento del reticolo di enti/strutture della PA
- Realizzazione di apertura e trasparenza nella PA attraverso processi di digitalizzazione, radicale semplificazione e trasparenza totale dei processi amministrativi
- Riduzione degli oneri regolatori e amministrativi gravanti su cittadini, imprese e sulle stesse amministrazioni pubbliche; taglio del 25% dei tempi di conclusione delle procedure
- Spostamento di risorse dai processi di “autoamministrazione” verso la produzione di servizi nei settori del welfare, dell’educazione e istruzione, dei beni culturali e della sicurezza
- Reimpostazione delle regole per la gestione del personale pubblico attraverso: a) definizione di dotazioni organiche unitarie per il livello centrale e ampi sistemi territoriali; b) radicale riforma del sistema formativo, con l’unificazione delle agenzie formative pubbliche nazionali e locali; c) valorizzazione del merito e delle condizioni di trasparenza e accessibilità nelle nomine pubbliche ad ogni livello
- Potenziamento dell’e-procurement, per arrivare – per tappe – almeno al 30% dell’acquisto di beni servizi della PA (risparmio stimato a regime: 7 miliardi all’anno)
- Diffusione dell’uso del Cloud computing per ridurre i costi e aumentare allo stesso tempo l’efficacia dei servizi delle amministrazioni
- Riorientamento del mix professionale e generazionale del lavoro pubblico: più competenze tecnico specialistiche e manageriali nei diversi settori, meno generiche competenze amministrative e giuridiche; con organizzazioni di rete aperte all’utilizzo sistematico di risorse e competenze esterne verso privato sociale, università, fondazioni e centri di ricerca
- Valorizzazione del dottorato di ricerca nella PA e programma “Eccellenze nelle PA” (MIUR/Funzione pubblica), con cui immettere gli studenti, selezionati attraverso valutazioni competitive all’ultimo anno di università, in percorsi di formazione per l’accesso come dirigenti e quadri nella PA (si prevedono tre anni di studio attraverso dottorato di ricerca o in forme miste dottorato universitario/scuole di formazione PA, con periodi di 6 mesi all’estero e 6 mesi nelle PA)
- Abbassamento dell’età media dei dipendenti, per riportarla in linea con quella europea.
Un telegramma dall'ambiente
14 associazioni e aziende mandano un ecotelegramma con 7 punti a tutte le forze politiche per chiedere un impegno nell'ultima settimana della campagna elettorale ed azioni mirate ad aumentare non solo il benessere delle persone e l'equilibrio degli ecosistemi ma anche il Pil:
- battaglia contro la corruzione che sottrae enormi risorse materiali e morali al paese
- obiettivo 100% rinnovabili
- mobilità sostenibile
- conservazione della biodiversità e delle aree protette
- valorizzazione dell’agricoltura biologica e a basso impatto ambientale
- recupero del patrimonio edilizio invece che consumo di suolo
- lotta agli sprechi oltre all’ampliamento della raccolta differenziata e al riciclo dei rifiuti.
Un voto contro la mafia in Lombardia
E' quello dato ad Umberto Ambrosoli, candidato presidente della Regione Lombardia per il centrosinistra, che oggi nel suo tour in provincia di Varese (tra l'altro sarà alle 12.30 a Tradate e alle 13.30 a Malnate) si incontrerà alle 15.30 a Varese (nella sede PD di viale Monte Rosa) in conferenza stampa con l'ex procuratore nazionale Antimafia e candidato nelle liste del PD al Senato Pietro Grasso, uno che la mafia l'ha combattuta con i fatti e non a chiacchiere. Il tema dell'incontro sarà proprio la lotta alle mafie, che qui in Lombardia si sono infiltrate fino in giunta: perché al Pirellone di fianco al Pdl di Berlusconi e alla Lega di Maroni sedeva la 'ndrangheta. E l'unico modo per combatterle è, oltre all'ETICA, applicare TRASPARENZA e CONTROLLO, come previsto nel programma di Ambrosoli e del PD. E come sottolinea lo stesso Ambrosoli, commentando sulla gestione della sanità, sulle inchieste che coinvolgono la Fondazione Maugeri e il San Raffaele e sulla 'questione morale': "Maroni parla della Lombardia che ha in testa, mentre noi abbiamo in mente una Lombardia alla testa dell'Europa. In Regione c'è stata una deriva etica e morale, perché qualcuno ha pensato che il potere potesse essere gestito per i propri interessi. Il Consiglio regionale si è sciolto perché la criminalità organizzata si è seduta al tavolo della giunta e al vertice della Regione è stato svilito il significato delle regole".