martedì 30 giugno 2020

10 RAGIONI PER DIRE SI' AL MES

Il governo non può più tergiversare sul Mes, sul tavolo risorse mai viste: 37 miliardi di euro da utilizzare subito per ricerca, ospedali e cure.

Ecco 10 ragioni concrete per dire sì ai soldi europei senza condizionalità da investire per il sistema sanitario italiano:
1. Investire nella ricerca
2. Rivoluzionare e digitalizzare il settore sanitario
3. Dare più centralità a medicina territoriale e distretti
4. Dare più forza alla medicina di base
5. Riformare i servizi per anziani e malati cronici
6. Modernizzare e adeguare gli ospedali
7. Aumentare gli investimenti nel personale sanitario
8. Garantire l'accesso alle terapie
9. Ampliare le borse di studio
10. Aumentare i posti finanziati per gli specializzandi

Il MES è stato criticato e combattuto da molti, ma ora è uno strumento finanziario totalmente diverso da quello del passato. Le destre sono abituate a cavalcare i problemi e non a trovare soluzioni per risolverli.
Il motivo? È semplice: sui problemi delle persone ci campano.
Chi sta governando l'Italia ha il compito opposto. Io non credo possiamo permetterci ancora di tergiversare.




SPERIAMO IN UN PO' DI SAGGEZZA!

Fontana si affida a un "comitato di saggi" (riprendendo così l'utilizzo delle task-force governative tanto dileggiate dagli oppositori del Governo) per valutare eventuali correzioni del sistema sanitario regionale alla luce dell'emergenza coronavirus (la cui gestione in Lombardia è stata un vero e proprio disastro).
Vedremo cosa ne verrà fuori da questa iniziativa che sembra l'anticamera del commissariamento di Gallera (passando così, con i saggi, da un estremo all'altro), ormai messo in discussione anche dalla sua coalizione. Sperando che non sia l'ennesima farsa, prendendo in giro innanzitutto persone di livello.
Intanto, a ripensare la sanità lombarda ci ha già iniziato a lavorare il PD, avanzando proposte per il contrasto al Covid approvate in sede di Consiglio Regionale e studiando un progetto nuovo e alternativo, che abbia al centro il valore clinico e umano del paziente, di ciascuno di noi.Si partirà il prossimo venerdì 3 luglio coinvolgendo il mondo sanitario, dagli operatori alle più alte competenze scientifiche, in un dialogo con la comunità del Pd lombardo e nazionale, consiglieri regionali, parlamentari, dirigenti locali e amministratori. Una parte in diretta Facebook per presentare le linee guida di questo lavoro e una parte in gruppi di lavoro per raccogliere idee, proposte e suggerimenti. Costruiamo insieme il cambiamento, da subito.

IL NAUFRAGIO DEI NAVIGATOR

Quasi 3.000 "navigator", formati e poi assunti per trovare lavoro ai riceventi del reddito di cittadinanza, ma mai entrati in azione. E paradossalmente hanno pure richiesto i 600 euro di bonus  a marzo ed aprile. Un flop colossale, come tutto il meccanismo del reddito di cittadinanza, il provvedimento catastrofe del precedente governo Lega/5Stelle che costerà agli italiani quasi 30 miliardi in 3 anni. Poi il problema è usufruire del Mes senza condizioni...  

venerdì 26 giugno 2020

IL TAGLIO AL TAGLIO DEI VITALIZI

La Commissione Contenziosa del Senato ha annullato la delibera dell'Ufficio di presidenza che aveva deciso il taglio dei vitalizi agli ex parlamentari, cavallo di battaglia dei grillini.Quando iniziò la legislatura nel 2018, il PD venne escluso da diversi incarichi che gli sarebbero spettati di diritto in qualità di forza di opposizione, in particolare la Presidenza del Senato, per avere un maggiore equilibrio di democrazia. Fu una rappresaglia di Lega e 5Stelle, che pensavano così di gestire loro tutto il potere.
Ora in particolare i 5Stelle pagano dazio: con un'altra Presidenza al Senato, senz'altro meno conservatrice dell'attuale onorevole Casellati,  il loro obiettivo elettorale principale (il taglio dei vitalizi alla Casta) difficilmente sarebbe stato messo in discussione, e in ogni modo, la presenza di un esponente PD nella Commissione Contenziosa (magari con il ruolo di Presidente che invece si è preferito dare a Forza Italia, stesso partito della Casellati), avrebbe salvaguardato di certo la delibera. Ed è da notare che, come dichiara la  senatrice PD, Anna Rossomando, il PD (non presente nella commissione contenziosa) quando la vicenda venne affrontata in Consiglio di Presidenza nel 2018, aveva proposto una soluzione alternativa che non venne presa in considerazione dall'allora maggioranza. Una soluzione, quella del PD, che non avrebbe esposto il Senato alla situazione attuale. Ma si preferì ignorarla perché era una proposta del PD: ancora una volta la cieca ideologia ha avuto la meglio su buon senso e bene comune.

giovedì 25 giugno 2020

QUOTA 100 E REDDITO CITTADINANZA: I CONTI NON TORNANO.

Nella sua relazione sul rendiconto generale dello stato 2019, la Corte dei Conti boccia il Reddito di Cittadinanza e Quota 100, i due provvedimenti decisi dal passato governo Lega/5 Stelle.
Il Reddito di Cittadinanza è stato un flop per quanto riguarda l'obiettivo di occupazione, poiché soltanto il 2% delle richieste ha poi dato luogo ad un rapporto di lavoro.
Quota 100, la misura con cui si può andare in pensione con un’età minima di 62 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni, invece non ha raggiunto affatto uno degli obiettivi maggiormente prefissi, cioè la finalità di ricambio generazionale della forza lavoro.
Appare senz'altro più logica e più concreta la misura del taglio del cuneo fiscale voluta dal PD, che dal 1° luglio permetterà ai lavoratori di avere 100 euro in più in busta paga. 

RICORDI DI SCUOLA

Salvini, contestando le linee-guida della ministra Azzolina sulla ripresa dell'attività scolastica a settembre: "Mi rifiuto di mettere mia figlia di 7 anni a settembre in una classe buia, senza insegnati e senza tutele.".
Matteo, quella è la scuola Bosina.
P.S.: una domanda: che fine ha fatto il precedente ministro all'Istruzione, il leghista Bussetti? Ancora in missione?

LE STRAORDINARIE BOIATE DI GALLERA

"Grazie agli ospedali privati che hanno aperto le loro stanze lussuose a pazienti ordinari che venivano trasferiti dal pubblico": con queste sue parole, l'assessore regionale  alla Sanità e al Welfare Giulio Gallera in pratica ci fa capire che per lui (e quindi per l'intera giunta lombarda)  la sanità privata conta più del pubblico e che nella sua mente contorta ci sono cittadini di categoria inferiore, i così detti "ordinari", che grazie al Covid-19 hanno potuto beneficiare del lusso degli ospedali privati. Al di là del fatto che il lusso viene garantito alla sanità privata grazie ai soldi pubblici (tasse dei cittadini lombardi) e che quindi questo sistema va riformato, lascia davvero esterrefatti sentire continuamente ogni giorno gaffe che vanno al di là del tragicomico (come dimostra Crozza, con i suoi sketch) e dimostrano inadeguatezza e incompetenza, oltre che rimarchevole distanza dal mondo reale. Questa persona non merita e non è in grado di gestire la carica che porta: dimissioni, subito.


mercoledì 24 giugno 2020

LA SCUOLA DOPO IL COVID


La riorganizzazione didattica post-Covid: qui la proposta organizzativa per la riapertura della scuola a cura del PD e del Forum Conoscenza. 

PROPOSTE PD A SOSTEGNO DEI LAVORATORI

Per i lavoratori dipendenti i 3 mesi lockdown hanno portato ad una flessione degli stipendi: la cassa integrazione non copre interamente il salario. Per questo occorrono ammortizzatori sociali e la tutela dei contratti. 

Intanto, grazie al taglio delle tasse sul lavoro voluto dal PD nell'ultima legge di bilancio, dal 1° luglio stipendi più alti per 16 milioni di italiani e dal 1° settembre cancellato il super ticket nella sanità.

martedì 23 giugno 2020

LA COMMISSIONE DEVE PARTIRE PER FARE CONOSCERE LA VERITA'

Il Presidente è stato scelto e tutto è pronto per partire. Ma la Lega ostacola l'inizio dei lavori della Commissione d'inchiesta creata per fare luce sugli errori che hanno portato in Lombardia al disastro durante l'emergenza Covid-19. Eppure i lombardi aspettano risposte e vogliono conoscere la verità. A partire dai componenti di "Noi denunceremo",  un comitato che raggruppa numerosi famigliari delle vittime di Coronavirus nel Bergamasco, territorio divenuto tragico simbolo dell'emergenza Coronavirus.

Sono i primi a cui Regione Lombardia dovrebbe delle spiegazioni per quanto riguarda le scelte e l'operato della Giunta nel periodo più acuto della pandemia. Chiedono perché la Commissione di Inchiesta non sia ancora partita, perché vogliono conoscere la verità. Hanno ragione.

Le minoranze sono pronte, hanno fatto il nome del nostro Jacopo Scandella per la presidenza. Manca la volontà della maggioranza di prenderne atto e iniziare a lavorare. Chi frena la commissione d'inchiesta pensi anche a queste persone, alla loro sofferenza e al loro desiderio di verità.



Meglio Irpef, più che meno IVA.

Dice bene Pier Paolo Baretta, più che abbassare l'IVA (anche solo temporaneamente) occorrerebbe una riforma fiscale complessiva, che quindi riguardi anche, anzi soprattutto, l’Irpef. E sarebbe oltretutto un provvedimento visto meglio dall'Europa.

lunedì 22 giugno 2020

A SOSTEGNO DELLE FAMIGLIE

Il "Family Act" è un provvedimento del Governo PD/5Stelle, che prevede una serie di interventi a favore delle famiglie con figli.
Assegno unico universale per i figli, riordino dei congedi genitoriali: il Family act si propone di sostenere il costo dei figli e la conciliazione famiglia-lavoro. È un primo passo positivo, ma occorre ancora lavorarci per risolvere alcune problematiche e ambiguità.

IL TEMPISMO DI FORZARE I TEMPI

Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, ha messo in discussione le scelte del Segretario Zingaretti, chiedendo se non sia il caso di organizzare un Congresso per discutere l'elezione di un nuovo Segretario, o quanto meno una nuova linea politica di Governo. Certo, il momento non pare adatto per sollevare questa questione: siamo nel pieno della più grave crisi economica dal dopoguerra e ci si accinge a studiare e varare una legge finanziaria tra le più difficili e mai così decisiva per il futuro del Paese, oltre al pericolo di un autunno che potrebbe rivelarsi incandescente se non si mettono in atto misure immediate e concrete. Tutto questo stando al Governo con alleati che hanno una visione opposta di crescita economica e cercando di portare a casa dall'Europa ciò che non si è riusciti a raccogliere in 20 anni. In ogni caso, occorrerà senz'altro essere più chiari, più esigenti, più efficaci su tanti temi: dal Mes ai decreti (in)sicurezza Salvini, dal reddito di cittadinanza alla ripartenza dei cantieri delle opere pubbliche, da quota 100 alla lotta all'evasione. Rimane comunque sempre viva l'attitudine del centrosinistra di litigare con se stesso, prova ne è anche la candidatura di Ivan Scalfarotto alla presidenza della Puglia con Italia Viva, +Europa e Azione che si contrappone così a quella di Emiliano. Ed è da notare che nel dibattito che si è aperto finora Zingaretti sia rimasto zitto.


domenica 21 giugno 2020

IN PIAZZA PER CAMBIARE IN LOMBARDIA

Ieri in piazza Duomo in tanti a distanziati a chiedere alla regione un cambiamento, la presa d’atto del tragico fallimento della sanità lombarda di fronte al Covid e agire di conseguenza.
Non è stata sfortuna se in Lombardia ci sono stati così tanti contagi e un tasso di mortalità altissimo, il più alto d’Europa, in rapporto alla popolazione e ai contagi. L’eccellenza lombarda non ha tutelato i cittadini, ha lasciato soli troppi malati. Una politica seria deve partire da qui, capire cosa non ha funzionato perché non ricapiti.
Negare il problema, dire che è stato fatto tutto giusto, non solo è ridicolo ma anche colpevole. Un sistema sanitario tanto avanzato e celebrato ha fallito per come è stato concepito: perché i fondi che dovevano servire per i pronto soccorso e le terapie intensive sono stati indirizzati altrove come ha dimostrato l’inchiesta su Maugeri e San Raffaele e perché Maroni ha cancellato la sanità territoriale e chi è venuto dopo ha solo gestito l’esistente.

I lombardi non meritano una classe dirigente che per difendere se stessa rischi di farci rivivere la tragedia che abbiamo vissuto negando i problemi.

Franco Mirabelli


sabato 20 giugno 2020

RILANCIO PER UNIVERSITA' E RICERCA

La ricostruzione parte dall'istruzione e dalla conoscenza. Di qualità e per tutti. Per questo nel Decreto Rilancio sono state stanziate risorse per:
- 1 miliardo per le Università e 700 milioni per Progetti di Rilevante Interesse Nazionale

- 4000 nuove assunzioni di ricercatori universitari.