Mentre da più parti si invoca il ritorno della pubblicazione "Informatore Comunale", organo di informazione del paese, la nuova giunta comunale di Vedano Olona lancia gli "Osservatori volontari della sicurezza"!
Sarà una lettera, recapitata presso tutte le case dei cittadini vedanesi, ad invitare ad aderire al gruppo "i cittadini che abbiano a cuore la sicurezza del proprio paese".
I volontari avranno "il compito di osservare e segnalare alle Forze dell’Ordine eventi che possano rappresentare turbativa della sicurezza urbana, o situazioni di disagio sociale" e "verranno istruiti e formati per mezzo di un corso realizzato grazie alla collaborazione della Provincia di Varese": d'altra parte si sa, i cellulari (i blackberry, poi...) oggi sono sempre più complicati da utilizzare, per cui occorre un corso per chiamare il 112 o il 113.
A ben guardare esiste già una cosa chiamata "senso civico", che dovrebbe da sé esortare ogni cittadino che è testimone di un reato a fare il proprio dovere e denunciarlo, senza bisogno di fare parte di corpi speciali. Cosa che a me è capitato di fare in passato (proprio qui a Vedano, zona parco Spech), anche se con scarsi risultati, visto che alle forze dell'ordine tagliano sempre più risorse e quindi hanno difficoltà ad intervenire tempestivamente, seppur chiamate.
Per cui iniziative di questo genere rischiano di apparire, soprattutto in clima elettorale, alquanto demagogiche e di dubbia efficacia.
Per "un paese sicuro, fruibile e vivibile" sono ben altri gli strumenti da mettere in atto, iniziando intanto dal ripristino dell'informazione e fornendo poi risorse a quelle associazioni che sono già in campo per emergenze sociali ben più serie, come, ad esempio, l'assistenza agli anziani, ai malati ed agli emarginati.
giovedì 4 marzo 2010
Dall'Informatore Comunale all'Osservatore Vedanese...
Le regole valgono per tutti. O no?
C'è chi per la mancanza di una firma o di un bollo viene espulso dall'Italia (anche se prima gli è stato detto che non sarebbe avvenuto grazie ad una sanatoria) e chi invece pretende di essere in regola anche se presenta liste elettorali dopo la scadenza dei termini o con firme non autenticate e timbri non conformi. Per il centrodestra le regole valgono, ma solo per gli altri.
Penati sale sulla carrozza dei pendolari
Mentre il governatore uscente (speriamo per sempre) è invischiato nella melma generata dalla superficialità e dalla tracotanza di lui e del suo partito, il PD si dimostra il vero Partito del fare (e anche bene), e il suo candidato Presidente in Lombardia Filippo Penati va come un treno: metafora non casuale, visto che oggi ha aderito al patto per il Trasporto pubblico presentato questa mattina dal Coordinamento dei pendolari della Lombardia ai candidati delle Regionali. Ovviamente nessuna traccia di "Firmigoni" né tanto meno del suo fido collaboratore, l'assessore ai Trasporti Raffaele Cattaneo: ma lui per i pendolari in questi 5 anni non c'è mai stato.
Signori, si cambia!
mercoledì 3 marzo 2010
Colpi di mano
La presenza in Parlamento di Nicola Di Girolamo in qualità di senatore è stato un vero affronto alla democrazia. Questo blog il problema lo aveva sollevato quasi 2 anni fa, e nessuno, soprattutto fra i media, ha voluto occuparsi dei brogli che avevano portato all'elezione fasulla di questo signore.
Ora i nodi sono venuti al pettine, e la situazione appare ancora più grave di un semplice broglio elettorale: i magistrati ipotizzano un coinvolgimento addirittura con la 'ndrangheta.
Così oggi Di Girolamo è stato costretto a dare le dimissioni. In realtà in Senato si sarebbe dovuta mettere agli atti la sua ineleggibilità. Ma quelli che 2 anni fa negarono l'arresto richiesto dai magistrati, sono gli stessi che oggi hanno applaudito un inquisito forse in odore di mafia.
Davvero bravi: un applauso anche a loro, ma di commiserazione.
Poveri loro!
Respinto il ricorso dalla Corte d'Appello di Milano: adesso "poveri noi!" lo diranno gli elettori lombardi del centrodestra per essersi affidati al pressapochismo del "loro" Roberto (che poi è lo stesso pressapochismo con cui è stata governata la Regione in tutti questi anni). E se non dovesse passare il ricorso al TAR, POVERO LUI!
La situazione è comunque paradossale: alcuni esperti dicono che le elezioni potrebbero addirittura slittare di un anno se anche il TAR dovesse rigettare la richiesta. L'ideale sarebbe che tutto si risolvesse secondo le regole e si potesse assistere ad una competizione con tutti i contendenti in campo: altrimenti QUALCUNO dovrà rispondere di questo pasticcio.
Pronti a tutto
A mobilitarsi contro le sentenze, perfino ad applaudire chi è in odore di 'ndrangheta.
Mai una volta che lo siano nel rispettare le regole, riconoscere i loro errori e fare il proprio dovere, pensando agli interessi di tutti e non solo a se stessi.
Pungente come sempre
Con l'ultimo post, "Il governo del fare tardi", il "serissimo" blog spinoza.it è riuscito ancora a superarsi.
martedì 2 marzo 2010
L'opposizione del PD ottiene qualche risultato
Di fronte ai preoccupanti dati della crisi (sempre più in aumento, altro che finita...), il PD è riuscito ad ottenere alla Camera il dibattito voluto da sempre da Bersani, in cui risponderà in diretta TV il ministro Tremonti.
Oltre a questo, registriamo anche che l'opposizione del PD ha indotto il governo a ridurre la stretta su Internet prevista nel decreto Romani (anche se il testo dà adito a qualche ambiguità).
Insomma, è un buon momento per il Partito Democratico: cerchiamo di non rovinarlo dando l'approvazione per leggi ad listam. Anche se, per fortuna, Bersani sembra decisamente contrario. Chissà, forse avrà dato un'occhiata al generatore automatico di apposite leggine...
Berlusconi caricato sul cellulare!
Nel senso di telefono (iPhone, per la precisione).
Che avevate capito?
Il Crocifisso torna a scuola
La Corte Europea dei Diritti dell'uomo (come era facile prevedere) ha accolto il ricorso presentato dall'Italia contro la sentenza che ha sostanzialmente bocciato, il 3 novembre scorso, la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche.
Un'ulteriore dimostrazione di quanto sia stata inutile e strumentale la mozione presentata qui a Vedano Olona in Consiglio Comunale.
Arpa ed orpelli
La Commissione Europea denuncia che i dati forniti dall’Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) sulle percentuali di PM10 nell'aria, sono nettamente inferiori rispetto a quelli rilevati dal centro di ricerca di Ispra (che dispone di attrezzature più moderne e sofisticate).
E il PD in Regione Lombardia ne chiede subito conto al governatore uscente (speriamo per sempre) Roberto Formigoni (ribattezzato per le tragicomiche vicende elettorali "Firmigoni"), per sapere se questo fatto è dovuto ad incapacità e carenze oppure ad una vera e propria omissione. Fosse così dovremmo chiamarlo allora "Fumigoni". E non solo per i dati reali di inquinamento dell'aria riscontrati da Ispra, ma anche per questioni di trasparenza.
500 piazze per Penati: i numeri di un successo
Mentre altri stanno nei palazzi a brigare per i loro interessi privati, il PD sta in mezzo alla gente ad occuparsi dei suoi problemi.
L'iniziativa "500 Piazze per Penati" è stata infatti un grande successo di partecipazione per il PD e per la coalizione a sostegno di Filippo Penati.
Oltre 10.000 volontari; 500 punti d'incontro sparsi su tutto il territorio lombardo; distribuzione di oltre mezzo milione di volantini che illustrano le principali proposte per il futuro della Lombardia; più di 30.000 firme raccolte e tutte le liste presentate REGOLARMENTE.
Tutto questo grazie all'impegno dei Circoli, che conferma la sempre maggiore presenza del Partito sul territorio.
(nella foto la grande scritta umana "Io voto PD" realizzata a Bergamo, in centro città, da oltre duecento volontari democratici.)
L'esclusione della lista di Formigoni è la somma delle sue mancanze
La vicenda che coinvolge l'esclusione della lista del governatore uscente (si spera per sempre) della Regione Lombardia viene da lontano, e altro non è che la risultanza di tutte le carenze mostrate da Formigoni e dal suo partito in questi anni di malgoverno. Una regione amministrata male, che va indietro invece di crescere, nonostante le sue incredibili risorse, in ogni settore: sanità, ambiente, lavoro, trasporti, scuola e formazione. Un partito di plastica, dove le persone sono solo dei numeri e tutto viene deciso dall'alto, premiando non in base ai meriti ed alle competenze, ma agli interessi privati. E proprio per questo iniziano a sentirsi i primi scricchiolii.
Formigoni invece di andare in giro a cantare, presenziare ad inaugurazioni per soli Vip e chiuse al pubblico, meglio avrebbe fatto a seguire la composizione della sua lista, a comportarsi da VERO politico. Invece ha lasciato decidere e fare agli altri, succube di Berlusconi e Bossi.
Probabilmente, grazie a cavilli ed artefici, sarà ripescato; ma rimane comunque la brutta figura davanti agli elettori e, soprattutto, emergono l'assoluta inaffidabilità e l'arroganza di un leader e di un partito, che pretendendo di essere al di sopra delle leggi hanno finito con il cozzarci addosso. E come dice qualcuno, chi è causa del suo mal...
Yellow submarine
Non li vede nessuno, o si finge di non vederli.
Ma quando non ci sono, ci si accorge della loro assenza.
Il "popolo giallo" ieri ha fatto sentire il suo non-peso.
lunedì 1 marzo 2010
Quer pasticciaccio brutto: dalla Polverini ai "polveroni". Anzi, Formigoni.
La vicenda dell'esclusione della lista Pdl a Roma è degna dei classici della commedia all'italiana. Ci sarebbe davvero da ridere, se centinaia di migliaia di elettori non rischiassero di non essere rappresentati all'imminente turno elettorale per il dilettantismo ed il pressapochismo dei dirigenti di un partito che si dichiara "del fare". Dirigenti che oltretutto, invece di recitare il mea culpa e chiedere scusa ai propri sostenitori per la figuraccia, accampano sterili alibi e si atteggiano in maniera arrogante e pretestuosa. E ad Alfredo Milioni, incaricato di presentare le liste in Tribunale e che invece è stato protagonista del pasticcio, consigliamo di consultare il generatore automatico di scuse, vista la confusione del suo tentativo di discolparsi ("ero andato a magnà quarcosa; anzi no, so' stato minacciato...").
Update: mentre scriviamo, apprendiamo (esterrefatti) che in Lombardia anche la lista Formigoni non è stata ammessa per invalidità di oltre 500 firme.
Qualcuno nei giorni scorsi l'aveva detto.
Non vogliamo infierire, ma queste cose accadono non solo quando non si ha rispetto per le regole e ci si sente al di sopra di tutto, ma anche se un partito è di "plastica", finto, in cui tutto viene deciso dall'alto senza tener conto delle persone, in spregio alla democrazia. E la riprova sono le liste presentate: elenchi di gente “inventata”, amici degli amici, furboni, furbi e furbetti di ogni risma.
E chissà che queste vicende (comunque finiranno) non facciano aprire gli occhi agli elettori del Pdl, una volta per tutte. Così che capiscano che è tempo di cambiare.