L'intervento di Matteo Renzi oggi in Direzione Nazionale:
- su "L'Unità" (la storica testata che rischia di scomparire): "Dobbiamo fare una grande scommessa sul brand, sul giornale e sulle feste. La priorità è partire dai lavoratori e dalle lavoratrici”
- sulle accuse di "autoritarismo": “Siamo quelli che faranno il referendum anche se ci saranno, come credo, i due terzi dei voti favorevoli: faremo mancare i voti necessari per dare l'ultima parola ai cittadini. Io non ho mai visto degli autoritari proporre il referendum alla fine: ‘volete voi diventare autoritari o no?’ L’idea che la riforma costituzionale si faccia incappucciati, a voto segreto, è questo che non mi convince. Noi abbiamo avuto e avremo uno stile che non è evitare il canguro, ma la lumaca"
- sui dissidenti interni al Partito: "Nessuno di noi espelle nessun altro. Ci chiamiamo PD perché tra di noi possono esserci delle idee diverse. Riconosciamo a chi dissente di farlo in piena libertà, poi sarebbe più bello fare una discussione interna e adeguarci tutti. Ma oggi è stata scritta una pagina non positiva. Quando con un voto segreto si dà un giudizio che non si ha coraggio di dare a voto palese"
- sull'Italicum: "Possibilità di apportare all'accordo sulla legge elettorale alcune modifiche che si possono fare, lavorando insieme ai contraenti del Patto. In particolare al Senato bisogna cercare di alzare un po' la soglia per il premio di maggioranza e introdurre le preferenze"
- sull'economia: "I dati economici sono altalenanti, la disoccupazione va meglio ma la crescita è decisamente più bassa di quello che ci aspettavamo e non siamo in condizioni di avere un percorso virtuoso come avevamo immaginato. Ma sono convinto, certo e sicuro che l'Italia è nelle condizioni di guidare la ripresa dell'Europa. E questo processo o lo fa il PD non lo fa nessuno".
(nel video, l'intervento completo)
giovedì 31 luglio 2014
Renzi apre all'Unità e chiude alle divisioni interne
Salto all'indietro
Il voto di stamattina al Senato con i franchi tiratori in azione contro il governo riporta indietro la memoria al mese d'aprile 2013, quando fu affondata la candidatura di Prodi alla Presidenza della Repubblica. Non pensiamo comunque che questo voto affosserà anche la riforma del Senato (e tutto ciò che ne consegue), però di certo rende più difficoltoso l'iter. Ci si chiede però come mai nei 4 e passa mesi di discussione in commissione non si sia riusciti a trovare un testo condiviso da andare poi a votare in Parlamento, senza arrivare a questo muro contro muro, una guerra vera e propria combattuta fra singolari contestazioni e artifici tecnici del regolamento.
Possibile che la maggioranza non abbia trovato da parte dell'opposizione nessuna proposta condivisibile? Poi, c'è anche il paradosso che chi critica il governo di perdere tempo per la riforma sul Senato, si industria proprio a creare migliaia di emendamenti (anche i più assurdi) per fare ostruzionismo all'infinito. Tenendo conto poi che senza i 2/3 delle Camere la proposta di Renzi non passerebbe ma andrebbe ad un referendum confermativo, dove a decidere sarebbero i cittadini: quindi proprio quel voto popolare che alcune frange dell'opposizione hanno innalzato a loro cavallo di battaglia, ma che invece sembrerebbero volere evitare.
La speranza è che si arrivi al più presto ad una conclusione, evitando salti nel vuoto o nel buio.
Cottarelli taglia se stesso
Scoppia il caso Cottarelli, commissario straordinario alla spending review. Incomprensioni con il premieri Renzi, difficoltà a portare avanti il suo programma, lentezza e indecisione nel realizzare il suo lavoro: le ragioni sembrano essere tante ma l'esito appare unico e scontato: il prossimo taglio alla spesa pubblica frutto del lavoro di Cottarelli sarà il suo stipendio.
mercoledì 30 luglio 2014
S'ellontana?
La discussione sulla riforma del Senato ha reso distanti nettamente (e polemicamente) le posizioni tra Renzi e Vendola: tra i rispettivi partiti (PD e Sel) ci saranno ripercussioni sulle attuali e future alleanze anche in ambito di amministrazioni locali?
100% buttati via
Maroni in campagna elettorale aveva promesso che il 75% delle tasse sarebbe rimasto in Lombardia. A parte il fatto che già è così, ma varrebbe la pena tenere in Regione anche tutti i soldi dei lombardi se poi vengono sprecati in referendum inutili, consulenze assurde e donazioni clientelari?
martedì 29 luglio 2014
Un decreto per sbloccare l'Italia
E' lo "Sblocca Italia" (annunciato più di un mese fa), che prevede una serie di provvedimenti, tra cui sconti fiscali per chi acquista case nuove e per i proprietari di case in affitto, la riconversione delle case di nuova costruzione ancora vuote in alloggi popolari o di housing sociale, investimenti per 43 miliardi per grandi opere e interventi mirati sui piccoli centri.
Assurdamenti
Alcuni degli emendamenti più assurdi che stanno bloccando la discussione sulla riforma del Senato.
I più omofobi d'Europa
Altro triste primato per l'Italia: un sondaggio dell'Unione Europea relega il nostro Paese in fondo a tutte le classifiche quando si parla di libertà sessuale a scuola, sul posto di lavoro o al momento di accedere ai servizi. "Merito" anche di una classe politica tra le più arretrate in materia. E i peggiori esponenti li abbiamo qui in Lombardia.
Terre che tornano a vivere
Terreni pubblici adatti alla coltivazione, spesso frazionati in piccole parti e incolti saranno riportati a nuova vita, trasformandoli in una occasione di lavoro per le nuove generazioni: con il decreto 'Terrevive', il governo mette in vendita o in locazione più di 5.500 ettari di terreni agricoli pubblici, con prelazione agli imprenditori under 40.
lunedì 28 luglio 2014
Un'estate calda di tasse
Calendario delle scadenze fiscali pieno: più di 400 adempimenti in poco più di un mese. Uno sforzo titanico che sarà affrontato da 20 milioni di contribuenti, tra imprese, professionisti e artigiani. Per ora il governo è venuto incontro rinviando dal 31 luglio al 19 settembre la scadenza della presentazione dei modelli 770 (i moduli che contengono l’elenco della forza lavoro retribuita), ma per il futuro occorreranno dosi massicce di semplificazioni a tutto campo.
Le ronde del decoro
A Milano 50 disoccupati saranno impiegati (per 500 euro al mese) in azioni di presidio sociale, pulizia e decoro.
domenica 27 luglio 2014
Un neo degli atenei
E' senza dubbio quello delle tasse di immatricolazione e iscrizione, passate negli ultimi 10 anni ad un aumento del 70%. Una vera stangata per gli studenti.
sabato 26 luglio 2014
Il calcio sta vecchio
Dopo la figuraccia della nostra nazionale al mondiale in Brasile, nel mondo del calcio si è invocato il rinnovamento. Ma l'impressione di come si stanno muovendo le cose è quella di un ulteriore passo indietro.
Boschi sul lago
Oggi alle ore 18.30 presso la Festa Democratica dalla Schiranna un'ospite d'eccezione: il Ministro per le Riforme Costituzionali Maria Elena Boschi.
venerdì 25 luglio 2014
L'8x1000 va a scuola
Il Consiglio dei ministri ha approvato uno schema di regolamento che modifica la disciplina della destinazione della quota dell'8 per mille dell'Irpef: anche le scuole potranno beneficiarne per la riqualificazione delle strutture. I cittadini potranno perciò scegliere di destinare l'8 per mille delle imposte sul reddito per rimettere in sesto le scuole: una misura valutabile intorno ai 150 milioni di euro all'anno.