Rotture all'interno dei principali partiti:
la minoranza Dem contesta Renzi, la corrente dei "verdiniani"
in dissenso con Berlusconi,
Salvini caccia Tosi e la Lega si divide in Veneto. E aggiungiamoci anche
le fughe dal loro Movimento di diversi parlamentari 5Stelle, a disagio per l'autoritarismo di Grillo/Casaleggio. I leader forti tirano consensi ai loro partiti, tanto da diventarne l'immagine identificativa, ma inevitabilmente rischiano di soffocare le aspirazioni delle minoranze e il dibattito interno.