La Giordania ha reagito
alla raccapricciante uccisione di un suo pilota militare, catturato e arso vivo dai criminali dello Stato islamico:
due detenuti jihadisti sono stati immediatamente giustiziati. Non pensiamo proprio che
la vendetta sia la risposta giusta. Si può anzi dire che così
ha vinto l'Isis, che è riuscito a diffondere la cultura dell'odio e nello stesso tempo a trasformare i due terroristi giustiziati in martiri. E proprio a questo riguardo, al di là della nostra contrarietà alla pena di morte, c'è proprio da chiedersi se questa possa essere
considerata come un castigo per chi, come Sajida al Rishawi (l'attentatrice giustiziata dai giordani), si offre come kamikaze per compiere attentati.