Una vicenda che ha dell'incredibile, che fino a qualche tempo fa leggevi
accadere al Sud nei campi dei pomodori, in qualche fabbrica tessile di Prato o in alcuni cantieri edili di Lombardia e Veneto. E i protagonisti erano
raccoglitori africani, schiavi cinesi o muratori rumeni. Oggi invece tocca ad
operai italiani, portati qui dal Sud, vivere in capannoni dismessi improvvisati a dormitori e lavorare in nero e sottopagati, tra Italia e Svizzera. Perché, come hanno ripetuto loro stessi, «
O così o niente, la crisi ci ha fatto questo».