Umberto Bossi ha comunque rassegnato le dimissioni da segretario federale della Lega, in un drammatico consiglio tenutosi oggi nella sede di via Bellerio a Milano. Un triste epilogo per un leader che ha caratterizzato un'era politica, ma che è ormai malato e al tramonto, iscrittosi anche lui al Partito dell'Insaputa (dopo Scajola, Malinconico e Rutelli), e che probabilmente era davvero all'oscuro dei "maneggi" del tesoriere e del supposto uso "disinvolto" dei soldi da parte del figlio Renzo. E questo forse rappresenterebbe ancora di più un segno del suo inesorabile e doloroso declino.
L'abbandono suo (e a questo punto della propria famiglia) inciderà non poco sulla continuità della Lega: Bossi era la Lega, e la Lega è sempre stata un partito a conduzione familiare, quella dei Bossi. Ma la dinastia termina qua. Oltretutto, l'impressione è che l'inchiesta non sia ancora finita e che potrebbero emergere fatti ancora clamorosi.
Come dice Pietro, il cerchio si chiude. Magico o no che sia.