Negli USA le grandi industrie si stanno lanciando in un nuovo business: la rigenerazione di telefonini e computer, lavastoviglie e aspirapolvere, fotocopiatrici e televisori. Perfino macchinari molto sofisticati come apparecchiature biomediche per la Tac, scavatrici per lavori edili, locomotrici ferroviarie (e le nostre locali ne avrebbero ben bisogno...).È un intero segmento nuovo dell'economia americana che vede coinvolti i colossi dell'industria: General Motors, General Electric, Xerox, Kodak, Caterpillar. E i numeri sono di tutto rispetto: 100 miliardi di dollari all'anno di business, mezzo milione di lavoratori americani occupati. Per non parlare dei benefici che offre all'ambiente e alle tasche dei consumatori. Infatti, oltre ad evitare i danni ambientali per l'accumulazione di "discariche elettroniche" altamente inquinanti, l'usato rigenerato, altrettanto sicuro ed efficiente del nuovo, può costare addirittura la metà. Infine c'è anche l'interesse economico a investire in sistemi che riducono il consumo dei materiali di base, come rame e acciaio.
L'Amministrazione Obama sta spingendo molto su questo fronte, iniziando a lavorare sulla testa dei consumatori, convincendoli, ad esempio, a non cambiare inutilmente il telefonino ogni 2 anni.
Anche in Italia questo business potrebbe risultare veramente interessante dal punto di vista economico e dell'occupazione. Ma con un governo praticamente immobile, con la testa (ed altro...) nel bunga-bunga invece che nei problemi del Paese, è davvero dura. Basti pensare a cosa succede ad esempio con le rinnovabili, un altro settore che sta portando sviluppo e lavoro in Europa (Germania in particolare), ma che qui in Italia è letteralmente bloccato.