Silvio Berlusconi
ammira il governo cinese. E lo annuncia proprio nei giorni in cui
viene conferito il Nobel per la pace a Liu Xiaobo, scrittore dissidente cinese che
si trova in carcere per la sua lotta per i diritti umani negati dal regime repressivo del suo paese. Forse l'ammirazione di Berlusconi va non alla politica economica della Cina, ma a quella basata su repressione e censura, visto che sui prossimi obiettivi del suo governo continua ad insistere
su processo breve e intercettazioni e dice poco o niente dei problemi legati alla crescita del Paese. D'altra parte, l'inclinazione del nostro premier per i despoti è
ben nota.